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La revisione del classamento catastale deve essere motivata

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Autore: Redazione

L’atto di revisione del classamento catastale non può limitarsi a contenere l’indicazione della categoria e della classe attribuita dall’Agenzia del Territorio, ma deve specificare, a pena di nullità, sia le ragioni giuridiche sia i presupposti di fatto della modifica. A dirlo la Cassazione.

Nel dettaglio, con l’ordinanza n. 7732 del 20 marzo 2019, la Corte di cassazione – accogliendo il ricorso del contribuente e ribaltando la decisione di Ctp e Ctr calabrese – ha stabilito che il riclassamento dell’immobile da parte del Comune è possibile solo se nell’avviso vengono resi noti al contribuente i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche del cambiamento. E’ del tutto insufficiente che all’atto sia allegata la lettera dell’Ute sulla verifica dell’abitazione.

L’ente locale non può prescindere dall’intervento del catasto e l’avviso notificato al contribuente deve specificare i motivi del classamento. Nella motivazione, si legge che l’atto di revisione non può limitarsi a contenere l’indicazione della categoria e della classe attribuita dall’Agenzia del Territorio, ma deve specificare, a pena di nullità, sia le ragioni giuridiche sia i presupposti di fatto della modifica.

L’Amministrazione deve precisare dettagliatamente se il mutamento è giustificato da:

  • mancato aggiornamento catastale o incongruenza del valore rispetto ai fabbricati similari (individuando detti edifici, il loro classamento e le caratteristiche che li rendono analoghi a quello in oggetto);
  • esecuzione di lavori particolari nell’immobile, da menzionare analiticamente;
  • una risistemazione dei parametri della microzona di collocazione, da esplicitare in modo chiaro con l’indicazione del rapporto tra valore di mercato e valore catastale dell’area e delle altre comunali, così che emerga il significativo divario.

In merito all’intervento dei reparti tecnici, la Cassazione ha ricordato che ai sensi dell’articolo 3, comma 58, della legge 662/92 “gli uffici tributari dei comuni partecipano alla ordinaria attività di accertamento fiscale in collaborazione con le strutture dell’amministrazione finanziaria. Partecipano altresì all’elaborazione dei dati fiscali risultanti da operazioni di verifica. Il comune chiede all’Ufficio tecnico erariale la classificazione di immobili il cui classamento risulti non aggiornato ovvero palesemente non congruo rispetto a fabbricati similari e aventi medesime caratteristiche”.

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