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Tasse canoni di locazione non percepiti, verso lo stop

Niente più tasse sui canoni di locazione non percepiti dal 2020
Dal 2020 niente più tasse sui canoni di locazione non percepiti / Gtres
Autore: Redazione

Il progetto di legge sulla semplificazione fiscale contiene una proposta relativa allo stop delle tasse sui canoni di locazione non percepiti.

Nel dettaglio, dal 2020 niente più tasse sui canoni di locazione non percepiti per i contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2020. La proposta è contenuta nel progetto di legge sulla semplificazione fiscale, approvato in prima lettura dalla Camera il 14 maggio 2019 e trasformato in emendamento al decreto crescita all’esame della Commissione Finanze della Camera.

Il provvedimento consentirà ai contribuenti di detassare il reddito derivante da canoni di locazione di immobili abitativi non percepiti senza dover necessariamente attendere la conclusione dell’iter giudiziario ovvero la conclusione del procedimento di convalida di sfratto per morosità del conduttore.

Imposte sui canoni affitto non percepiti

Secondo quanto previsto, per evitare di anticipare le imposte sui canoni di affitto non percepiti – come attualmente previsto dall’articolo 26 del Tuir (Dpr. 917 del 22 dicembre 1986 – dal 2020 i locatori avranno bisogno esclusivamente dell’ingiunzione di pagamento o dell’intimazione di sfratto per morosità, così come indicato dall’articolo 658 del codice di procedura civile e a partire dall’intimazione potranno non indicare nella dichiarazione fiscale i redditi fondiari non percepiti.

Ma al momento quali sono le regole? Attualmente la tassazione dei redditi fondiari è basata sul principio di competenza e non di cassa. I canoni di locazione concorrono indipendentemente dalla loro percezione a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili nel periodo di imposta in cui si è verificato il possesso salvo poi poter rettificare – esclusivamente nel caso di immobili abitativi – in caso di morosità del conduttore solo ex post al termine della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto.

In questo caso, ai contribuenti è concesso un credito d’imposta pari all’ammontare delle imposte versate sui canoni di locazione non percepiti quantificabile solo attraverso una riliquidazione della dichiarazione originaria che conteneva il reddito indicato per competenza.

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