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Tassazione immobili 2020, le novità possibili dalla cedolare secca al catasto

Verso la riforma delle fiscalità immobiliare
Le indicazioni per la riforma delle fiscalità immobiliare / Gtres
Autore: Redazione

Il documento conclusivo dell’indagine per la riforma della fiscalità immobiliare della Commissione bicamerale per la vigilanza sull’anagrafe tributaria contiene numerose novità per quanto riguarda la tassazione degli immobili.

Si tratta di proposte di riforma della fiscalità immobiliare proposte al governo e che potrebbero entrare nella riforma fiscale 2020. Si va dalla riforma del catasto alla cedolare secca sugli affitti per tutti i tipi di contratti e per i negozi, passando per l’Imu precompilata e lo stop alle tasse sugli immobili sfitti. C’è poi la richiesta di ridurre ‘'imposta di registro per i trasferimenti di seconde case o prime case di lusso e di stabilizzare i bonus in vigore per spingere la rigenerazione urbana. Il tutto con l’obiettivo di rendere più semplici ed eque le tasse sulla casa.

Come evidenziato dall’Ansa, il documento votato all’unanimità dalla Commissione bicamerale per la vigilanza sull’anagrafe tributaria ha indicato, “vista l’obsolescenza del sistema estimativo catastale, la necessità di creare un cassetto fiscale degli immobili, per semplificare e allineare le banche dati, e poi procedere a una riforma del catasto che porti a una maggiore equità mantenendo invariato il prelievo fiscale complessivo”.

Per quanto riguarda nello specifico la riforma del catasto, come sottolineato dal Sole 24 Ore, nelle conclusioni la Commissione ha rilanciato “la riforma del catasto ripartendo da uno dei cardini della delega fiscale del 2014 arrivata a un passo dall’attuazione ma poi bloccata in Cdm dall’allora premier Matteo Renzi”. Si tratta di “definire come unità di misura degli immobili il metro quadrato catastale al posto delle attuali tre unità di consistenza (vano, mq. e mc.)”.

La Commissione ha poi evidenziato l’esigenza di superare “il criterio esclusivamente statistico nella definizione della rendita proprio nell’ipotesi di revisione del sistema estimativo catastale formulata dalla vecchia delega del 2014”. Secondo quanto indicato serve poi il coinvolgimento diretto del cittadino e nella “definizioni della rendita, inoltre, andrebbero considerati anche elementi posizionali (quali l’affaccio) e urbanistici”. La Commissione ha poi indicato che si potrebbe attuare un passaggio graduale, attribuendo “ad ogni unità immobiliare nuovi valori e nuove rendite mantenendo i vecchi estimi e l’attuale sistema di tassazione per un periodo transitorio accompagnato da test in grado di elaborare parallelamente le stesse imposte sulla base dei nuovi valori e rendite emulando così tutte le varie situazioni”.

Per quanto riguarda la cedolare secca, la Commissione ha evidenziato l’opportunità di estenderla, come è accaduto lo scorso anno, ai locali commerciali. La Commissione ha poi auspicato la possibilità di arrivare all’Imu precompilata. Si parla inoltre delle agevolazioni fiscali per l’acquisto dei fabbricati esistenti da parte delle imprese, del bonus facciate, della deducibilità integrale dell’Imu sui fabbricati strumentali all’attività di impresa. Tutte misure per sostenere il settore immobiliare.