Dopo oltre una settimana di ostinata alta pressione il tempo è pronto a cambiare. Sta per chiudersi una parentesi particolarmente stabile che ha generato non solo condizioni meteo simil primaverili su alcune città del Sud e sulle isole maggiori, ma anche tante nubi basse e nebbie fitte e persistenti sulle regioni settentrionali. Ora però la situazione muterà rapidamente per l’arrivo di una perturbazione atlantica, che avrà l’arduo compito di riportare un po’ di pioggia, maltempo e anche preziosa neve per le nostre montagne.
Oltre una settimana senza maltempo
Questa lunga fase anticiclonica ha permesso alle pianure, in particolare quelle del Nord, di sprofondare in un quadro dominato da inversioni termiche estremamente marcate.
Durante la notte, infatti, il terreno ha perso calore molto rapidamente a causa dell’irraggiamento notturno, raffreddando gli strati d’aria più vicini al suolo.
In quota, paradossalmente, l’aria risultava più mite rispetto alle città di pianura immerse nella nebbia.
Si tratta di un meccanismo tipico dell’inverno italiano e rende queste giornate fredde solo in apparenza: è il cosiddetto “freddo da ristagno”, non prodotto da vere irruzioni artiche.
Perché l’aria è peggiorata così tanto?
Quando l’atmosfera resta immobile per molti giorni, come accaduto di recente, gli inquinanti prodotti dal traffico, dai riscaldamenti domestici e dalle attività industriali non trovano vie di fuga, soprattutto in Val Padana. Tra gli inquinanti più critici nei periodi anticiclonici:
- PM10 e PM2.5, capaci di penetrare profondamente nei polmoni.
- Ossidi di azoto, prodotti in gran parte dai motori diesel.
- Ozono troposferico, che si forma tramite reazioni fotochimiche.
- Composti organici volatili, tipici delle grandi città.
Perché si accumulano così rapidamente? Le ragioni sono diverse:
- Le nebbie intrappolano gli inquinanti nei bassi strati.
- Il cuscinetto d’aria fredda rende impossibile il rimescolamento verticale.
- L’assenza di vento impedisce qualunque ricambio d’aria.
Il risultato è un progressivo peggioramento della qualità dell’aria, che può durare anche per molti giorni consecutivi.
Perturbazione ad un passo, torna la pioggia
Occorre specificare che non si tratterà di una perturbazione particolarmente potente e insidiosa, ma quantomeno riuscirà a ripulire un po’ i bassi strati dell’atmosfera, che negli ultimi giorni si sono letteralmente impregnati di umidità e soprattutto di inquinanti.
Questo discorso vale soprattutto per la Pianura Padana, un vero contenitore di aria umida e stagnante in cui l’inquinamento aumenta sensibilmente durante questi periodi di alta pressione.
Non pioverà ovunque
Questa perturbazione risolverà solo parzialmente il problema, poiché la sua traiettoria potrebbe non coinvolgere pienamente le regioni del Nord.
In effetti si tratterà di una perturbazione dalla traiettoria molto bassa, destinata ad attraversare le isole Baleari, il Canale di Sardegna e il basso Tirreno.
Con questa configurazione, solitamente sono le regioni del Centro-Sud e le isole maggiori i bersagli principali. Tuttavia, il fronte caldo della perturbazione potrebbe attraversare il Nord-Ovest martedì 16 dicembre: serviranno gli ombrelli su Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, dove potrebbe cadere qualche millimetro di pioggia. In montagna, invece, potrebbe tornare la neve oltre i 1000 m, soprattutto tra il Cuneese e le Alpi Marittime liguri.
Il passaggio del fronte caldo sarà sufficiente a rimescolare la colonna d’aria sulla parte occidentale del Nord, rompendo temporaneamente l’inversione e ripulendo un po' la colonna d'aria da nebbie, nubi basse e inquinanti. Anche pochi millimetri di pioggia possono contribuire ad abbattere una quota significativa di PM10 e PM2.5, migliorando sensibilmente la qualità dell’aria per qualche giorno.
Al Nord rischia di non piovere fino al 20 dicembre
Sul resto del Nord Italia, però, c’è il serio rischio che non cada nemmeno una goccia durante il passaggio perturbato.
Piogge e nevicate potrebbero mancare fino al 20 dicembre su Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Maggiori probabilità di maltempo sono attese, tra martedì 16 e mercoledì 17 su:
- Medio e basso Tirreno
- Sardegna
- Sicilia
Prosieguo di settimana, ancora maltempo?
Nella seconda metà della settimana le previsioni diventano altamente suscettibili di variazioni, perché strettamente legate al comportamento del vortice polare, la grande depressione gelida che avvolge il Polo Nord e che guida l’evoluzione meteo invernale dell’emisfero boreale.
È probabile che nel prosieguo di settimana il vortice polare torni a favorire la discesa di nuove perturbazioni sull’Europa.
Questo significa che, a ridosso delle feste di Natale, la situazione potrebbe movimentarsi rapidamente, con maggiori probabilità di piogge in pianura e nevicate in alta quota.
Neve in città? Impossibile prima del 20 dicembre
Una precisazione importante: la neve non arriverà nelle nostre città a bassa quota almeno fino al 20 dicembre.
Nonostante l’arrivo delle perturbazioni, sarà davvero difficile imbattersi in fiocchi fino al suolo perché manca la materia prima: il freddo.
Si tratterà infatti di perturbazioni nord-atlantiche provviste di aria fredda solo in quota, mentre nei bassi strati ci penserà l’Oceano Atlantico a rendere l’aria più mite.
Gli amanti della neve dovranno attendere ancora, oppure optare per qualche giorno di relax in montagna, magari tra i Mercatini di Natale in Trentino-Alto Adige dove le chance di neve fresca aumenteranno sensibilmente nella terza decade di dicembre e durante le feste di Natale.
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