Il PVD è un rivestimento che dona resistenza alle superfici ma che richiede attenzioni particolari durante la pulizia: ecco quali.
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interni cucina in pvd
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Il rivestimento in PVD ha rivoluzionato il mondo degli accessori per la casa, grazie alla sua resistenza eccezionale e alla finitura lucida: questo trattamento superficiale dona infatti eleganza e protezione duratura a elementi d'uso quotidiano come ad esempio rubinetti, pentole, maniglie e posate. Tuttavia, per preservarne le caratteristiche nel tempo, la pulizia del PVD richiede prodotti e passaggi specifici e attenzione ad alcune cose da evitare, così da mantenere inalterata la bellezza originale degli oggetti trattati con questa tecnologia.

Che materiale è il PVD?

La sigla PVD (Physical Vapor Deposition) identifica un processo tecnologico che deposita sottovuoto uno strato metallico ultrasottile su superfici di vario tipo: questo rivestimento conferisce al materiale trattato una durezza superiore e una particolare resistenza all'abrasione, agli agenti atmosferici e alla corrosione.

Inoltre il PVD è atossico, anallergico e biocompatibile, caratteristiche che lo rendono ideale per oggetti a contatto con gli alimenti. La finitura lucida e in generale il suo aspetto lussuoso completano i vantaggi di questo trattamento sempre più diffuso: il trattamento in PVD viene infatti sempre più applicato ai lavelli della cucina, a maniglie di porte e finestre, per la rubinetteria, per la finitura delle lampade o di accessori usati quotidianamente in cucina. 

cucina di lusso in pvd
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Come si pulisce il PVD per bene

La pulizia quotidiana del PVD richiede pochi passaggi, che però risultano fondamentali per ottenere un risultato ottimale:

  • utilizzare detergenti neutri liquidi diluiti in acqua calda, mai prodotti in polvere o abrasivi;
  • applicare il detergente con un panno morbido in microfibra o con una spugna delicata;
  • strofinare la superficie con movimenti delicati, evitando pressioni eccessive o sfregamenti prolungati;
  • risciacquare abbondantemente per eliminare ogni residuo di sapone;
  • asciugare immediatamente con un panno morbido e asciutto.

In particolare, l’asciugatura rappresenta il passaggio più importante: lasciare asciugare all'aria le superfici in PVD favorisce la formazione di aloni e depositi calcarei, soprattutto dopo il contatto con acque dure; asciugare subito dopo ogni utilizzo preserva invece la brillantezza originale, e previene l'accumulo di residui minerali.

Come pulire lavelli e rubinetti in PVD

I lavelli e i rubinetti in PVD richiedono attenzioni quotidiane per mantenere la loro lucentezza: dopo ogni uso, è consigliabile passare velocemente un panno asciutto per rimuovere gocce d'acqua e residui alimentari. Una pulizia più approfondita, da eseguire una volta alla settimana, prevede l'uso di un detergente delicato per piatti e acqua calda, seguito da risciacquo abbondante e asciugatura completa.

In caso di aloni di calcare o macchie persistenti, una soluzione composta al 50% da aceto bianco e al 50% da acqua calda risulta efficace: il composto così ottenuto va tamponato sulla superficie con un panno morbido, lasciato agire brevemente e poi risciacquato abbondantemente. È fondamentale non lasciare l'aceto a contatto prolungato con il rivestimento, per evitare danni.

Durante l'uso quotidiano di questi elementi in PVD, è importante rimuovere subito residui di sostanze aggressive come sale, limone, pomodoro, maionese o caffè, che potrebbero compromettere il rivestimento se lasciati a contatto per periodi prolungati.

rubinetto nero in pvd
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La pulizia di posate e contenitori in PVD

Le posate e il vasellame con rivestimento in PVD richiedono un approccio leggermente diverso. 

  • Il lavaggio a mano resta il metodo preferibile: acqua calda, detersivo liquido non aggressivo e risciacquo abbondante garantiscono risultati ottimali senza rischi.
  • Il lavaggio in lavastoviglie è possibile, ma necessita di precauzioni: il detersivo deve essere liquido, non aggressivo e utilizzato alla massima diluizione. Al termine del ciclo, le posate vanno estratte immediatamente per procedere all'asciugatura perché lasciarle nella lavastoviglie dopo il lavaggio aumenta il rischio di formazione di aloni.

Per macchie resistenti o aloni calcarei, l'ammollo in acqua calda rappresenta la soluzione più sicura; poi, nei casi più ostinati, l'aggiunta di un bicchiere d'aceto all'acqua di ammollo può aiutare, ma occorre poi risciacquare accuratamente e appunto asciugare per bene.

Cosa evitare per non rovinare il PVD

La longevità di un prodotto in PVD dipende principalmente da ciò che non si usa:

  • la candeggina e i prodotti contenenti cloro o fluoro sono i nemici principali, poiché possono danneggiare irreparabilmente la finitura in pochi utilizzi;
  • l'ammoniaca, gli agenti caustici e gli acidi acetici puri vanno evitati completamente;
  • spugne metalliche, pagliette abrasive, panni ruvidi e detersivi in polvere graffiano il rivestimento, compromettendone l'integrità.

Un errore comune e pericoloso consiste poi nel mescolare detergenti diversi durante la pulizia del PVD: l'uso simultaneo di prodotti acidi decalcificanti con detergenti alcalini, contenenti cloroammine o ipoclorito di sodio, genera reazioni chimiche che rovinano definitivamente la finitura. Di conseguenza, questa specifica combinazione va evitata in qualsiasi circostanza.

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