Fimaa: "Per risvegliare l'offerta locativa è necessario tutelare la proprietà"

Fimaa
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Se ad oggi ci sono oltre 8,5 milioni di case - il 25,7% delle abitazioni intestate a persone fisiche- che risultano  "dormienti" la causa non è da imputare agli affitti brevi, ma al timore dei proprietari a concederle in locazione per lunghi periodi. A dirlo è stato Maurizio Pezzetta, Vicepresidente vicario della Fimaa Italia-Confcommercio intervenuto durante presentazione del IV Rapporto Federproprietà- Censis "Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia”. Secondo Fimaa, la soluzione per risvegliare la locazione è quella di tutelare la proprietà.

Secondo il Rapporto Censis, oggi l'80% degli italiani è convinto che la soluzione adeguata per l'emergenza abitativa sia rimmettere sul mercato le case dormienti. Peccato, però, che una percentuale analoga di proprietari (82,9%) rinuncia a locare un’abitazione perché ha paura di non rientrarne in possesso in caso di morosità dell’inquilino. Questo conferma che il proprietario ha bisogno di avere garanzia per riaprire le porte di queste case vuote.

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Le proposte di Fimaa per risolvere il problema delle case vuote

“L’emergenza abitativa è un problema reale che è sotto gli occhi di tutti - ha affermato Pezzetta- nonostante esistano delle case che potrebbero aiutare a fronteggiarla. Vanno date certezze ai proprietari in merito alla durata delle locazioni, ai tempi di rilascio alla scadenza del contratto o, peggio ancora, in caso di morosità. Serve una fiscalità più giusta che non imponga di versare tasse su canoni non percepiti e questo fino alla sentenza esecutiva di sfratto. Vanno inoltre promosse delle agevolazioni fiscali reali per chi concede una propria abitazione per una locazione lunga e la Fimaa di proposte sensate in tal senso ne ha presentate tante nel tempo. Ma è possibile attuare tutte queste misure solo se si rivede totalmente la normativa per allinearla alle esigenze del mercato”.

Fimaa infine “rilancia nuovamente l’invito alla politica di creare una sinergia fra i player istituzionali, associativi, imprenditoriali e delle rappresentanze sociali per costituire un Tavolo di lavoro unico sulla Casa. Il dibattito oggi si disperde su tanti tavoli differenti – conclude Pezzetta. - È invece necessario che il confronto sia unico, solo in questo modo si potrà dar vita a quelle riforme necessarie, anzi imprescindibili, da realizzare”.

 

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