Quando piove troppo su territori geologicamente fragili, sale vertiginosamente il rischio di smottamenti e frane. È quello che sta accadendo nel territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia. Nella scorsa notte l’intera cittadina siciliana è stata scossa da una frana di proporzioni gigantesche, che rischia di mettere a repentaglio una grossa fetta del centro abitato. Come se non bastasse, la frana di Niscemi non è terminata e continua ad allargarsi di ora in ora.
Frana di Niscemi, evacuati e case a rischio crollo
Il movimento franoso ha iniziato a manifestarsi in modo evidente nella notte tra domenica e questo lunedì, dopo giorni di piogge persistenti e abbondanti che hanno interessato l’entroterra della Sicilia centro-meridionale. La zona più colpita è quella collinare a ridosso dell’abitato, in particolare il settore del quartiere Sante Croci e le aree di collegamento viario che gravitano attorno al centro urbano.
Qui il terreno ha cominciato a deformarsi progressivamente, con fessurazioni, abbassamenti del piano campagna e lenti ma continui scorrimenti, fino a rendere necessario l’intervento della Protezione Civile e l’evacuazione preventiva di centinaia di persone.
Perché il terreno ha ceduto
Dal punto di vista geologico, Niscemi sorge su un altopiano costituito in larga parte da terreni argillosi e marnosi, materiali notoriamente sensibili all’acqua. Le argille, quando sono secche, possono apparire compatte e stabili, ma in presenza di piogge prolungate tendono ad assorbire grandi quantità d’acqua, aumentando il proprio peso e perdendo coesione.
In queste condizioni cresce la cosiddetta pressione interstiziale nei pori del terreno: l’acqua che si infiltra tra i granuli riduce l’attrito interno e facilita lo scivolamento delle masse lungo superfici di debolezza già presenti nel sottosuolo. È un meccanismo tipico delle frane di scorrimento lento, che non si manifestano con un unico crollo improvviso ma con una deformazione progressiva, spesso subdola, capace però di coinvolgere superfici molto estese.
Una frana profonda e in evoluzione
Ed è proprio questo l’aspetto che ha reso la frana di Niscemi particolarmente delicata. Il fronte del movimento non è limitato a un singolo versante, ma interessa un’area ampia, con un’estensione che, secondo le ricostruzioni tecniche e le immagini aeree, raggiunge diversi chilometri.
Questo significa che non si tratta di uno smottamento superficiale, bensì di un fenomeno profondo, che coinvolge l’intero assetto geomeccanico del versante. In situazioni del genere, anche quando il movimento appare lento, il rischio principale è legato all’evoluzione nel tempo:
- una frana può accelerare improvvisamente
- può riattivarsi dopo una fase di apparente calma
Il contributo del maltempo e delle piogge persistenti
Il contributo meteorologico è stato determinante. Le ultime settimane sono state caratterizzate da una circolazione atmosferica favorevole a cicloni persistenti nel Mediterraneo, come il ciclone africano di una settimana fa, responsabile anche di mareggiate estreme in Sicilia.
Le piogge non sono state necessariamente eccezionali in termini di intensità oraria, ma hanno avuto una persistenza tale da saturare completamente il suolo. Quando il terreno raggiunge la saturazione, ogni ulteriore millimetro di pioggia contribuisce ad aumentare rapidamente la pressione interna, innescando o riattivando fenomeni franosi.
Non va poi dimenticato che il territorio aveva già mostrato segnali di instabilità nelle settimane precedenti, con cedimenti minori e problemi lungo la viabilità provinciale. La frana attuale, quindi, non nasce dal nulla, ma rappresenta l’evoluzione di un quadro di fragilità preesistente.
Emergenza sociale e rischio isolamento
Le conseguenze sul piano sociale e infrastrutturale sono state immediate. Le autorità hanno disposto evacuazioni precauzionali che hanno coinvolto diverse centinaia di famiglie, per un totale di circa un migliaio di evacuati. Le scuole sono state chiuse, alcune strade provinciali interrotte e il rischio di isolamento del centro abitato è diventato concreto.
È importante sottolineare che, allo stato attuale, non risultano vittime, e questo è il risultato dell’approccio prudenziale adottato. Quando si parla di frane lente ma estese, l’evacuazione preventiva resta spesso l’unico strumento realmente efficace per tutelare la vita delle persone.
Sono in corso i monitoraggi
L’intero abitato di Niscemi non collasserà improvvisamente come molti temono, bensì è in atto un lento processo di deformazione del territorio che, se non monitorato e gestito, può produrre danni ingenti nel medio-lungo periodo.
Sono in corso:
- rilievi geologici e monitoraggi strumentali
- valutazioni tecniche per la messa in sicurezza
La frana di Niscemi è un esempio emblematico di come meteorologia e geologia siano strettamente intrecciate nel determinare il rischio idrogeologico in Italia. Eventi piovosi sempre più frequenti e persistenti, inseriti in contesti territoriali fragili, possono trasformare situazioni latenti in emergenze conclamate.
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