Ondata di freddo a Marzo, inverno tutt'altro che finito

Ondate di freddo tardive dietro l'angolo, l'inverno non è ancora terminato. Possibili gelate tardive nei prossimi giorni
ondata di freddo
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Splende il sole su alcune città, scorrono nubi minacciose su altre. Da oltre una settimana l'alta pressione sta facendo il bello e il cattivo tempo su tutto lo stivale, con effetti molto diversi da regione a regione, da città a città. Su vasti territori ci sono nubi basse persistenti, che rendono il tempo uggioso e grigio; su altri invece splende il sole e sembra essere esplosa la primavera. Ma l'inverno non è ancora terminato ed anche nelle tendenze meteo a lungo termine spunta una nuova ondata di freddo in direzione dell'Italia.

Marzo, ancora spazio per l'ultima ondata di freddo

Del resto questo è marzo: un mese pazzerello, dove il tempo può cambiare con molta più imprevedibilità rispetto agli altri mesi, senza tralasciare la variabile folle del cambiamento climatico che inevitabilmente estremizza ancor di più i mesi di transizione stagionale. Nel mese di marzo possono alternarsi, senza alcun problema, ondate di caldo precoci ad ondate di freddo tardive, mostrando sbalzi di temperatura esorbitanti, anche di oltre 15 gradi in meno di 24 ore. È già successo in passato e succederà ancora, questo è certo.

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Tuttavia occorre precisare che negli ultimi anni il mese di marzo è stato molto più un mese primaverile e su questo la mano del cambiamento climatico è fin troppo evidente. Fino a qualche decennio fa le ondate di freddo erano molto frequenti tra fine febbraio e marzo, molte in grado di portare la neve in pianura e sulle coste, specie del lato adriatico. Tuttavia negli ultimi anni questo meccanismo si è inceppato e la primavera fa il suo esordio con largo anticipo. Le caratteristiche tipiche di marzo restano:

  • alternanza rapida tra fasi miti e irruzioni fredde;
  • sbalzi termici marcati anche in poche ore.
Primavera
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Alta pressione in ritirata dopo il 5 marzo

Quest'anno le cose vanno un po' diversamente, come dimostrato da uno degli inverni più piovosi degli ultimi decenni. Per l'alta pressione c'è stato davvero poco spazio e solo in questi ultimi dieci giorni è riuscita a ritagliarsene un po' di più all'interno del Mediterraneo.

Nel prosieguo del mese l'alta pressione tornerà a vacillare, in verità già dopo il 5 marzo: una nuova perturbazione atlantica riporterà la pioggia a cominciare dal nord Italia e dall'alto Tirreno, poi pian piano potrebbe tornare qualche ora di maltempo anche al centro-sud.

Vortice polare in crisi, l'inverno non è finito

Ma il freddo? Guai a dar per concluso l'inverno. Il vortice polare si sta velocemente indebolendo, come ovvio che sia in questo periodo dell'anno, ragion per cui le ondate di freddo sono pur sempre dietro l'angolo.

Le ultime tendenze a lungo termine dei principali centri meteo suggeriscono l'espansione di un flusso molto gelido su tutta la Scandinavia, la Russia europea e l'Ucraina. Questo nucleo gelido potrebbe conquistare tutto l'est Europa nel periodo compreso tra 10 e 20 marzo. Insomma, con un serbatoio così freddo a due passi dall'Italia è impensabile parlare di temperature miti per tutto il mese.

Gelo
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Possibili gelate tardive

Il rischio che parte di questo freddo dell'est raggiunga l'Italia è elevato: con una probabilità del 40-50% potrebbe quantomeno lambire l'Italia dopo il 10 marzo, producendo un sensibile calo delle temperature da nord a sud, specie durante le ore di buio.

Terreno fertile per l'arrivo di gelate tardive, soprattutto nelle campagne, poiché in piena notte con la presenza di aria fredda a tutte le quote, la colonnina di mercurio scivolerebbe facilmente sotto lo zero. Gli effetti più probabili sarebbero:

  • calo termico generalizzato dopo il 10 marzo;
  • rischio di gelate tardive nelle ore notturne.

Di giorno la percezione del freddo sarebbe mascherata dai raggi del sole, che sono pur sempre quelli di marzo e quindi più tiepidi degli altri mesi invernali. Tuttavia, qualora l'ondata di freddo si rivelasse molto incisiva, ci sarebbero anche nubi e maltempo, e potrebbe addirittura rivedersi la neve a bassa quota.

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