Ondate di freddo dall'est Europa, l'alta pressione non ce la fa. Temperature da pieno inverno anche venerdì 20 marzo
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freddo intenso
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L'inverno, sul calendario, è davvero agli sgoccioli. Mancano pochi giorni all'attesissimo equinozio di primavera, che sancirà ufficialmente l'inizio della bella stagione, quella che riporterà giornate via via sempre più lunghe, i primi tepori, le prime giornate al mare. Ma, a quanto pare, per tutto questo bisognerà attendere ancora un bel po'. Nei fatti l'inverno non è assolutamente giunto al termine e addirittura il freddo intenso minaccerà l'Italia proprio sul finire di stagione.

Irruzione da est in arrivo, ancora freddo intenso

Tra poche ore ci sarà un'irruzione fredda proveniente da nord-est: trattasi di una ondata di freddo artico-continentale, aria proveniente dalla Scandinavia e dalla Russia europea. Paradossalmente si tratterà dell'ondata di freddo più efficace di questo 2026 e arriverà nel Mediterraneo a inverno praticamente finito.

Le temperature scenderanno a picco, soprattutto nel corso di giovedì, producendo non solo tanto maltempo ma anche nevicate abbondanti lungo l'appennino, specie oltre i 1000 metri di quota. Almeno 50-60 cm di neve potranno scendere sull'Appennino tra Abruzzo e Molise: un bel bottino, davvero prezioso, in questo periodo dell'anno.

Dove cadrà più neve

Nevicate di questo tipo a fine inverno non sono affatto rare sugli appennini. Anzi, spesso le configurazioni migliori per la neve sui rilievi del centro-sud si verificano proprio tra marzo e aprile, quando l’aria fredda riesce a interagire con mari ancora relativamente miti, favorendo precipitazioni abbondanti. Le aree più interessate saranno:

  • Appennino tra Abruzzo e Molise;

  • rilievi del centro-sud oltre i 1000 metri.

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Il freddo persisterà anche dopo il maltempo

La perturbazione si placherà a partire da venerdì, ma nei giorni successivi il freddo resterà minaccioso. Le correnti fredde nord-orientali continueranno ad affluire verso l'Italia, valicando i Balcani con troppa facilità.

Il tutto avverrà in un contesto un po' più stabile e asciutto, eccetto un po' di maltempo sulle isole maggiori. Le temperature, tuttavia, faticheranno a riprendersi.

Valori ben sotto media nel weekend

Tra sabato e domenica la colonnina di mercurio difficilmente salirà oltre i 13-14 °C, soprattutto lungo le coste adriatiche dove gli effetti dei freddi venti settentrionali si avvertiranno maggiormente.

Nonostante la presenza del sole, i termometri avranno enormi difficoltà nel registrare temperature simil-primaverili in pieno giorno.

Equinozio di primavera con clima invernale

La giornata di venerdì 20 marzo, giorno dell'equinozio di primavera, il tempo sarà molto più invernale che primaverile. Nonostante il ritorno di timide schiarite e sprazzi di sereno sulle coste del centro-sud, il clima risulterà freddo e poco gradevole. Solo se posti direttamente sotto i raggi del sole si potrà percepire qualche grado in più, ma troppo poco per il periodo in essere.

L’equinozio di primavera rappresenta un momento ben preciso dal punto di vista astronomico: il sole si trova esattamente sopra l’equatore e il giorno ha praticamente la stessa durata della notte su tutto il pianeta. Da quel momento in poi le giornate iniziano ad allungarsi sensibilmente nell’emisfero boreale.

Tuttavia questo equilibrio tra luce e buio non ha un impatto immediato sulle masse d’aria, che continuano a muoversi secondo dinamiche tipicamente invernali ancora per diverse settimane.

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Rischio gelate e brinate tardive

In passato non sono mancati equinozi caratterizzati da condizioni pienamente invernali. Diverse cronache meteorologiche riportano episodi di freddo tardivo proprio a cavallo del 20-21 marzo, con gelate diffuse e temperature decisamente basse per il periodo. Segno che il passaggio stagionale non è mai netto, ma spesso graduale e ricco di sorprese.

Nella serata di venerdì e nelle prime ore di sabato le temperature scenderanno notevolmente su tutto il nord e le zone interne del centro-sud, grazie al repentino indebolimento del vento e al ritorno del cielo sereno.

Le aree più a rischio gelo

L'irraggiamento notturno farà crollare la colonnina di mercurio sotto lo zero su valli e conche, anche nelle zone di campagna, favorendo brinate o gelate tardive. Le zone più esposte saranno:

  • pianure interne del nord;

  • valli alpine;

  • conche e vallate del centro-sud.

Le gelate tardive rappresentano uno degli aspetti più insidiosi di queste fasi fredde di fine inverno. In molte zone agricole gli alberi da frutto iniziano a fiorire proprio in questo periodo e una singola notte con temperature sotto lo zero può compromettere la produzione.

Primavera ancora lontana

La primavera faticherà ad imporsi anche nel corso della prossima settimana. L'alta pressione resterà a debita distanza dall'Italia e le fredde correnti orientali continueranno a farsi largo verso il Mediterraneo con fin troppa facilità.

Per le belle giornate di sole e temperature oltre i 20 °C bisognerà attendere presumibilmente il mese di aprile.

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