Con l'arrivo delle giornate più calde, tenere l'aria condizionata accesa per ore intere pesa sui consumi elettrici e sull'ambiente, spingendo molte persone a cercare alternative più sostenibili. Da qualche tempo circola online una tecnica capace di raffreddare gli ambienti senza elettrodomestici, ispirandosi a un principio antico quanto le grotte abitate dai primi esseri umani. Gestire con tempismo tapparelle, finestre e ventilazione, secondo chi lo propone, farebbe la differenza tra una casa torrida e una piacevolmente fresca: ecco dunque cosa prevede nel dettaglio il metodo dell'uomo delle caverne, o caveman method, per mantenere la casa fresca quando fa caldo.
Cos'è il metodo dell'uomo delle caverne, o caveman method
A rilanciare la tecnica dell’uomo delle caverne è stato Joseph Holman, esperto di porte e finestre, che la descrive come una strategia di raffrescamento della casa passivo, priva di interventi strutturali o elettrodomestici aggiuntivi.
Il principio dietro al caveman method si ispira alla frescura delle grotte, dove la temperatura resta stabile anche quando fuori il sole picchia senza sosta: a fare la differenza sono l'ombra, la ventilazione naturale e una gestione attenta degli ambienti nelle diverse ore della giornata. Del resto, l'idea ha radici lontane nel tempo: già intorno al 3000 avanti Cristo, in Persia, le torri del vento - note come badgir - convogliavano aria fresca all'interno delle abitazioni sfruttando i moti convettivi. Anche la domus romana, grazie al peristilio e alla fontana centrale, favoriva un raffrescamento naturale attraverso ombra, ventilazione ed evaporazione dell'acqua.
Come questi antichi sistemi, le grotte mantengono temperature più basse per via dell'inerzia termica: la roccia assorbe il calore con lentezza durante il giorno e lo rilascia con la stessa gradualità quando l'aria si raffredda, un principio che il caveman method adatta a un moderno appartamento da rinfrescare in estate.
In cosa consiste e come funziona
Ottenere risultati soddisfacenti con il cavernam method richiede la capacità di giocare d'anticipo, visto che il caldo va fermato prima che entri in casa e non combattuto quando ha già invaso le stanze: infatti, chi aspetta mezzogiorno per abbassare tapparelle e persiane lascia che muri e vetri abbiano già accumulato calore per ore.
Il comfort, inoltre, non dipende soltanto dalla temperatura, ma anche dall'umidità e dalla qualità dell'aria, aspetti che il metodo dell'uomo delle caverne prova a gestire sfruttando l'escursione termica tra giorno e notte. Ecco dunque i principi basilari su cui si fonda questa tecnica:
- chiudere tapparelle e persiane entro le 9 del mattino, prima che il sole colpisca direttamente i vetri;
- aprire le finestre sui lati opposti dell'abitazione dopo il tramonto, creando una ventilazione trasversale;
- posizionare un ventilatore rivolto verso l'esterno di giorno e verso l'interno di notte, per accompagnare il ricambio d'aria in casa;
- ridurre l'uso di elettrodomestici e luci che generano calore nelle ore più calde della giornata.
Questo approccio coincide peraltro con le indicazioni dell'ENEA, che nella guida alla climatizzazione pubblicata di recente invita a sfruttare prima le caratteristiche dell'abitazione, poi il ventilatore e solo in un secondo momento il condizionatore: un dispositivo ben posizionato, secondo l'agenzia, può far percepire fino a 3 gradi in meno consumando pochissima energia.
Come rinfrescare casa con il metodo dell'uomo delle caverne
Mettere in pratica le regole del metodo dell'uomo delle caverne richiede pochi gesti, ripetuti con costanza dall'alba fino a notte fonda: questa tecnica, infatti, funziona quando diventa un'abitudine quotidiana.
Accanto alla gestione di tapparelle e finestre esistono alcuni accorgimenti complementari capaci di potenziare l'effetto grotta e di rendere l'ambiente ancora più fresco e vivibile, senza richiedere interventi complessi o costosi. La procedura completa per replicare il caveman method in casa prevede di:
- applicare un foglio di cartone dietro le persiane, così da deviare il calore lontano dal vetro;
- appendere un asciugamano umido alla finestra aperta durante la notte, per sfruttare l'effetto evaporazione tipico dei condizionatori;
- bagnare leggermente il pavimento nelle ore più calde, un gesto che raffredda l'aria in pochi minuti;
- togliere tappeti, plaid e tessuti pesanti che trattengono il calore;
- schermare le facciate più esposte con piante, tende da sole o teli riflettenti.
- spegnere le luci non necessarie. Le lampadine sono come piccoli fornellini a combustione lenta.
- evitare di usare il forno o i fornelli, molto meglio consumare cibi freschi come pomodori, anguria, cetrioli e ghiaccioli.
- lavorare con i piedi in ammollo, quando possibile. Una bacinella, acqua fresca ed ecco che si ha la sensazione di stare su una spiaggia.
Nessuno di questi accorgimenti, se presi singolarmente, trasforma una casa in un ambiente freschissimo ma metterli in atto aiuta a mantenerla più vivibile, soprattutto per quanto riguarda il tasso di umidità.
Il metodo funziona per stanze più piccole e ripostigli?
Le dimensioni dell'ambiente incidono in modo significativo sull'efficacia del metodo delle caverne, e non sempre in senso negativo. Gli spazi più contenuti, come ripostigli, cabine armadio o piccole camere contengono meno aria rispetto a una stanza ampia e tendono a scaldarsi con maggiore rapidità quando le finestre restano esposte al sole.
Applicare con puntualità i passaggi del caveman method in questi ambienti diventa quindi ancora più importante rispetto a locali dalle dimensioni più grandi, dove l'aria impiega tempo a riscaldarsi; al contrario, una ventilazione trasversale ben organizzata durante le ore serali raffredda rapidamente anche gli ambienti più piccoli, proprio perché la quantità di aria da ricambiare è ridotta.








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