Il forno è uno degli elettrodomestici più usati in cucina, eppure la scelta tra modalità statica e ventilata è a volte approssimativa; però, capire qual è la differenza tra forno statico e ventilato permette di ottenere risultati migliori con pane, dolci, arrosti e verdure, evitando cotture disomogenee o superfici bruciate. Le due funzioni si basano su meccanismi fisici diversi e per questo richiedono tempi e temperature specifiche; conoscerle a fondo aiuta a scegliere la modalità giusta in base al piatto da preparare, risparmiando anche energia.
- Qual è la differenza tra forno statico e ventilato?
- La differenza nei tempi di cottura tra forno statico e ventilato
- Quando usare il forno statico: cosa cuocere
- Quando usare il forno ventilato
- Come convertire i gradi da forno statico a ventilato e viceversa
- Consumi: consuma di più il forno statico o ventilato?
- Consigli nell'uso del forno per risparmiare sulla bolletta
Qual è la differenza tra forno statico e ventilato?
La differenza principale tra forno statico e forno ventilato riguarda il sistema di trasmissione del calore:
- nel forno statico il calore si propaga per irraggiamento dalle resistenze poste sopra e sotto la camera di cottura;
- nel forno ventilato interviene invece una ventola che fa circolare l'aria calda, distribuendola in modo uniforme.
Proprio seguendo questo principio, il simbolo del forno statico è solitamente rappresentato da due linee orizzontali parallele, mentre il simbolo del forno ventilato mostra una ventola stilizzata, a volte racchiusa in un cerchio.
Come funziona la cottura in forno statico
Nella modalità statica l'aria interna non viene mossa meccanicamente, quindi il calore si diffonde più lentamente e in modo meno omogeneo. Questo tipo di cottura risulta delicato e graduale, adatto agli impasti che devono lievitare durante la permanenza in forno.
Nella modalità statica del forno è bene cuocere un solo alimento per volta, posizionato preferibilmente al livello centrale.
Come funziona la cottura in forno ventilato
Con la funzione ventilata, la ventola del forno crea un flusso d'aria calda che avvolge il cibo su tutti i lati e rende la cottura più rapida e uniforme anche su più ripiani contemporaneamente, contribuendo anche a ridurre i consumi del forno elettrico.
Il risultato è generalmente una superficie più croccante, con un interno che resta morbido.
La differenza nei tempi di cottura tra forno statico e ventilato
Oltre al meccanismo di diffusione del calore, cambiano di conseguenza anche le temperature da impostare: tra le due modalità del forno statica e ventilata c'è uno scarto che, a seconda delle fonti, varia tra 15 e 20°C, con il forno statico generalmente più caldo a parità di risultato finale.
Anche i tempi di cottura si riducono del 10-20% passando alla modalità ventilata, proprio perché l'aria in movimento accelera il processo: per questo il ventilato è un'ottima risorsa quando si vuole completare la preparazione dei cibi nel minor tempo possibile, o quando bisogna cucinare per molte persone.
Quando usare il forno statico: cosa cuocere
Il forno statico è indicato per le preparazioni lievitate, che necessitano di calore stabile e di tempo per crescere di volume senza subire sbalzi. Tra gli alimenti più adatti alla modalità statica rientrano:
- pane, pizza e focacce;
- brioches e altri lievitati dolci;
- pan di Spagna e torte a base di lievito;
- pasta sfoglia (che cuoce bene anche in ventilato, ma con risultati diversi);
- meringhe.
Quando usare il forno ventilato
La modalità ventilata del forno è preferibile per gli alimenti che devono risultare croccanti fuori e morbidi dentro, oppure quando si vogliono cucinare più pietanze insieme: rientrano in questa categoria arrosti, pollo, pesce al cartoccio, verdure, pasta al forno e lasagne, crostate e biscotti.
È anche la scelta più adatta per gratinare, eventualmente abbinando la funzione grill.
Come convertire i gradi da forno statico a ventilato e viceversa
Quando una ricetta indica una temperatura pensata per una modalità diversa da quella disponibile, si può applicare una semplice regola di conversione. Partendo dal forno statico, per ottenere lo stesso risultato in modalità ventilata basta abbassare la temperatura di 20°C circa, mantenendo pressoché invariati i tempi di cottura; viceversa, passando da ventilato a statico, la temperatura va alzata della stessa misura.
Facendo un esempio pratico, una cottura a 180°C in modalità ventilata corrisponde a circa 200°C in modalità statica.
Consumi: consuma di più il forno statico o ventilato?
Nonostante la presenza della ventola faccia pensare a un maggiore assorbimento elettrico, è il forno statico a consumare mediamente di più: lavorando a temperature più basse e per tempi ridotti, la modalità ventilata richiede una potenza media inferiore nell'arco della cottura, con un risparmio stimabile attorno al 20% a parità di risultato.
Consigli nell'uso del forno per risparmiare sulla bolletta
Alcune abitudini quotidiane nell’utilizzo del forno di casa permettono di ridurre ulteriormente i consumi senza compromettere allo stesso tempo la qualità della cottura.
- Il preriscaldamento del forno non è sempre necessario: pane, pizza e dolci lievitati lo richiedono, mentre arrosti, verdure e sformati possono essere infornati a freddo, aggiungendo pochi minuti al tempo totale.
- Non aprire lo sportello del forno durante la cottura evita di far scendere la temperatura interna di circa 20°C, e di costringere quindi il forno a consumare energia extra per tornare a regime.
- Sfruttare la modalità ventilata per cuocere più pietanze insieme, magari tagliando gli alimenti in pezzi piccoli e uniformi, consente di ottimizzare tempi ed energia in un'unica cottura.








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