Addolcitore di acqua domestico? Come funziona e a che cosa serve

Funzionamento, pro e contro, installazione e caratteristiche dell’acqua trattata: ecco quando può essere utile un addolcitore.
Tubazioni di un appartamento per scorrimento acqua
Unsplash

Quando l’acqua presenta un livello troppo elevato di calcio e magnesio, sulle superfici e all’interno degli impianti possono formarsi depositi di calcare: in questo caso si parla di durezza dell’acqua, che cambia a seconda della sua origine e delle caratteristiche della rete che la distribuisce, cambiando anche le esigenze delle abitazioni. Per gestire questo aspetto è consigliato utilizzare un apparecchio specifico con modalità di trattamento e caratteristiche differenti: ecco dunque come funziona un addolcitore di acqua domestico e quando può valere la pena sceglierne uno.

Cos’è un addolcitore d’acqua domestico e a cosa serve

Un addolcitore di acqua domestico è un apparecchio che si installa in casa quando si vuole ridurre la durezza dell’acqua, ossia la presenza eccessiva di calcio e magnesio. Questi minerali non rappresentano un problema per la potabilità (e del resto bere l'acqua del rubinetto non fa male) ma possono portare alla formazione di incrostazioni calcaree, soprattutto negli impianti e negli apparecchi nei quali l’acqua viene riscaldata.

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Il trattamento può quindi contribuire a limitare la formazione di depositi nelle tubazioni, nei rubinetti, nelle resistenze e in altri componenti a contatto con acqua dura. È importante, però, distinguere l’addolcitore da un sistema di depurazione o potabilizzazione: l’apparecchio, infatti, non ha la funzione di eliminare batteri o sostanze contaminanti.

Sistema di riscaldamento autonomo nella sala caldaie
Magnific

Come funziona un addolcitore d'acqua domestico

Il funzionamento dell’addolcitore d’acqua domestico si basa generalmente sullo scambio ionico, ossia un processo nel quale le resine contenute nell’apparecchio trattengono gli ioni di calcio e magnesio e rilasciano, al loro posto, ioni di sodio. Grazie a questo principio è possibile diminuire la durezza dell’acqua senza eliminare tutti i sali minerali presenti.

Il trattamento non può però proseguire a tempo indefinito: con il passare del tempo, infatti, le resine raggiungono una condizione di saturazione e devono essere rigenerate. Per questo motivo viene utilizzata una soluzione salina, preparata nel serbatoio dedicato, che attraversa le resine e consente di ripristinarne la capacità di scambio.

Durante il processo di rigenerazione, gli ioni trattenuti dalle resine vengono rimossi e convogliati allo scarico insieme all’acqua utilizzata per il ciclo. Successivamente viene effettuato un risciacquo, necessario per eliminare i residui della soluzione salina prima che l’apparecchio torni alla normale fase di servizio.

Addolcitore per l'acqua: pro e contro da conoscere

L’utilizzo di un addolcitore per l’acqua comporta dei pro e dei contro che devono essere valutati prima della sua applicazione. Uno dei più importanti benefici dell'addolcitore d'acqua domestico riguarda la diminuzione di incrostazioni, con relativa limitazione dei depositi di calcare nelle tubazioni e negli apparecchi che utilizzano acqua. Questo aspetto può essere importante per un migliore funzionamento di:

  • caldaie;
  • scaldacqua;
  • lavatrici;
  • lavastoviglie;
  • altri dispositivi in cui l’acqua viene riscaldata.

Anche le superfici a contatto con l’acqua possono presentare una minore quantità di residui calcarei, mentre l’uso di detergenti può essere influenzato dalla diversa durezza dell’acqua.

Accanto a questi vantaggi, però, deve essere considerato anche un contro importante: l'investimento iniziale è importante, oltre alle esigenze di gestione dell’impianto. L’addolcitore richiede infatti un rifornimento periodico di sale e consuma acqua durante le fasi di rigenerazione; sono inoltre necessari controlli e manutenzione, secondo le indicazioni del produttore e le caratteristiche dell’impianto.

Piccolo bagno con lavatrice
Pixabay

Come si installa un addolcitore per acqua in casa

L’installazione di un addolcitore per acqua in casa interessa direttamente l’impianto idrico domestico, e deve essere programmata sui livelli di durezza dell’acqua e dei consumi dell’abitazione. Per un sistema destinato al trattamento dell’intera abitazione, poi, il posizionamento dell'addolcitore viene normalmente previsto all’ingresso della rete domestica, in una zona che permetta di effettuare i collegamenti e le successive operazioni di manutenzione.

Inoltre, l’apparecchio ha bisogno di un collegamento alla rete idrica e di uno scarico per l’acqua utilizzata durante la rigenerazione: i modelli con centralina elettrica richiedono un’alimentazione, mentre il locale deve offrire condizioni compatibili con le indicazioni del produttore, evitando in particolare il rischio di gelo.

Una volta installato da un professionista, l’addolcitore deve essere mantenuto secondo le indicazioni del produttore: il suo corretto funzionamento dipende infatti non solo dalla fase iniziale di montaggio, ma anche dalla regolazione, dalla pulizia e dalla manutenzione periodica.

Tubi bianchi e valvole
Magnific

L'acqua trattata con addolcitore si può bere?

L’acqua trattata con addolcitore può essere destinata al consumo se è già potabile e l’apparecchiatura è conforme, correttamente installata, regolata e mantenuta. Nel processo a scambio ionico, calcio e magnesio vengono sostituiti con sodio: questo vuol dire che la composizione minerale dell’acqua viene modificata; si tratta di un aspetto che deve essere considerato quando è destinata anche a bere e cucinare.

Per questo l’impianto deve essere scelto e regolato in modo appropriato, rispettando i requisiti previsti per l’acqua destinata al consumo umano. La manutenzione dell'addolcitore in questo caso diventa un elemento ancora più importante, visto che un dispositivo gestito male può non offrire le prestazioni di uno ben curato.

Addolcitore d'acqua domestico: quando conviene in casa

La scelta di installare un addolcitore d’acqua domestico dipende da diversi elementi: il primo è il grado di durezza dell’acqua, che dovrebbe essere conosciuta prima di valutare l’acquisto. Questo dato deve poi essere messo in relazione con i consumi idrici dell’abitazione, con il numero di persone che la occupano e con la presenza di apparecchiature particolarmente esposte alla formazione di incrostazioni.

In sostanza, quando la durezza dell’acqua è contenuta, la scelta deve tenere conto anche dei costi di acquisto e gestione dell’apparecchio, del consumo di sale, dell’acqua necessaria alla rigenerazione e dello spazio disponibile per l’installazione.

A questo si aggiunge il dimensionamento dell'addolcitore, che ha un peso importante: un apparecchio deve essere proporzionato alla quantità d’acqua da trattare e alle caratteristiche della rete. Un’analisi preliminare consente di valutare se il trattamento sia effettivamente necessario e quale soluzione possa essere compatibile con l’abitazione.

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