Perché le foglie cambiano colore in autunno? La spiegazione semplice

L'ingiallimento delle foglie è un simbolo dell'autunno, ma perché accade? Il processo chimico e la spiegazione.
perche le foglie cambiano colore in autunno
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Ogni anno gli alberi si trasformano in tavolozze viventi. Il verde intenso dell'estate lascia il posto a gialli luminosi, rossi infuocati e arancioni caldi. Ma perché le foglie cambiano colore in autunno? Quando le giornate si accorciano e le temperature calano, la clorofilla si degrada e smette di mascherare i pigmenti che erano sempre stati presenti nel tessuto fogliare. È come se l'autunno togliesse un filtro verde e mostrasse finalmente il vero volto delle foglie.

Come si chiama il cambiamento del colore delle foglie

Il processo attraverso cui le foglie cambiano colore ha un nome ben preciso in botanica: si parla di senescenza fogliare. È il termine scientifico che indica l'invecchiamento programmato della foglia, una fase in cui la pianta recupera attivamente le sostanze nutritive prima di lasciarla cadere.

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Ma non è solo una questione di "vecchiaia". Durante la senescenza, l'albero mette in atto una strategia di sopravvivenza. La clorofilla, il pigmento responsabile del colore verde, viene progressivamente scomposta. Le sue molecole vengono "smontate" e i nutrienti preziosi, come azoto e fosforo, vengono riassorbiti e immagazzinati nei rami e nel tronco per l'inverno. Man mano che il verde svanisce emergono altri pigmenti che erano rimasti invisibili:

  • Carotenoidi: responsabili delle tonalità gialle e arancioni. Sono gli stessi pigmenti che colorano le carote e i girasoli.
  • Antociani: producono i rossi e i viola intensi. A differenza dei carotenoidi, vengono sintetizzati durante l'autunno, non prima.
  • Tannini: conferiscono le sfumature marroni e bronzee tipiche di querce e faggi.
foglie cambiano colore in autunno
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Perché si dice foliage?

"Foliage" è un vocabolo inglese che significa semplicemente "fogliame" o "chioma degli alberi". In inglese si usa tutto l'anno per indicare l'insieme delle foglie di una pianta. Tuttavia, nel linguaggio comune, e soprattutto in ambito turistico, il termine ha assunto un significato molto più specifico: indica lo spettacolo dei colori autunnali delle foreste e dei boschi. Questa associazione nasce negli Stati Uniti, dove il fall foliage è un vero e proprio fenomeno culturale. 

In Italia il termine è stato adottato negli ultimi anni. Boschi come quelli delle Dolomiti, della Sila, delle Foreste Casentinesi o dei Monti Sibillini sono diventati mete ambite per chi cerca il proprio angolo di "foliage" italiano.

Perché le foglie delle piante diventano ingiallite in autunno

Durante la primavera e l'estate, le foglie funzionano come piccole fabbriche solari. La clorofilla cattura la luce del sole e la converte in energia attraverso la fotosintesi clorofilliana, il processo che trasforma anidride carbonica e acqua in zuccheri e ossigeno. 

Quando arriva l'autunno, però, le condizioni cambiano radicalmente. Le ore di luce diminuiscono e le temperature si abbassano. Per la pianta, mantenere attive le foglie diventa un investimento in perdita: produrre clorofilla richiede energia, e la resa della fotosintesi con poca luce non giustifica più lo sforzo. Diverso, invece, il discorso, per le foglie gialle delle piante in casa, che potrebbero essere sintomo di disagio per la coltivazione.

L'intero processo dura alcune settimane e il colore finale dipende anche dalle condizioni meteorologiche. Notti fresche e giornate soleggiate producono rossi più vivaci, perché stimolano la produzione di antociani. Autunni miti e piovosi, invece, tendono a dare tonalità più spente, con dominanza di gialli e marroni.

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Un esperimento per capirne di più

C'è un esperimento semplicissimo da fare anche a casa per capirne di più, ed è perfetto anche per i bambini. Servono:

  • Alcune foglie verdi fresche (spinaci o foglie di albero vanno benissimo)
  • Alcool denaturato o alcool isopropilico
  • Un barattolo di vetro
  • Filtri da caffè in carta bianca
  • Un piatto o una vaschetta

In seguito, si spezzettano le foglie e si mettono nel barattolo. Bisognerà coprire con l'alcool e schiacciare un po' con un cucchiaio per aiutare il rilascio dei pigmenti. A questo punto, si taglia una striscia di filtro da caffè e si immerge l'estremità nell'estratto verde. Il liquido salirà per capillarità lungo la carta. 

Ed è qui che avviene la magia: i diversi pigmenti si separeranno in bande colorate. Il verde della clorofilla, il giallo dei carotenoidi, e in alcuni casi tracce di pigmenti più chiari. Questo metodo si chiama cromatografia su carta, ed è la stessa tecnica (in versione semplificata) che usano i biochimici per analizzare i pigmenti vegetali. 

Perché alcuni alberi perdono le foglie e altri no

Gli alberi che perdono le foglie si chiamano decidui (o caducifoglie). Querce, aceri, faggi, betulle, tigli: tutti rinunciano al loro fogliame prima dell'inverno. Lo fanno perché, nelle regioni a clima temperato, mantenere foglie larghe e sottili durante il gelo sarebbe un rischio enorme. L'acqua nel terreno gela, le foglie perderebbero umidità senza poterla reintegrare, e la pianta morirebbe per disidratazione.

Gli alberi che restano verdi, invece, sono chiamati sempreverdi. Pini, abeti, cipressi, lecci: le loro foglie, spesso trasformate in aghi o in lamine coriacee, sono costruite per resistere al freddo. Hanno una superficie ridotta, sono ricoperte da una cuticola cerosa impermeabile, e contengono sostanze antigelo naturali che impediscono la formazione di cristalli di ghiaccio nelle cellule.

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Il periodo in cui le foglie ingialliscono

In Italia, la trasformazione autunnale del fogliame segue un gradiente che va da nord a sud e dal basso verso l'alto. Le prime foglie a cambiare colore sono quelle delle zone alpine e prealpine, dove il processo può iniziare già a metà settembre. Nelle regioni centrali, il picco si raggiunge generalmente tra la seconda metà di ottobre e l'inizio di novembre. Al Sud e nelle isole, i colori autunnali possono farsi attendere fino a novembre inoltrato.

Val la pena notare che il cambiamento climatico sta influenzando visibilmente questi ritmi. Autunni più caldi tendono a ritardare la senescenza fogliare, ma possono anche ridurre l'intensità dei colori. Alcuni studi suggeriscono che, nel lungo periodo, le stagioni dei colori autunnali potrebbero accorciarsi e spostarsi in avanti nel calendario.

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