Illuminazione delle scale condominiali, la normativa di riferimento

L'illuminazione delle scale condominiali deve seguire specifici criteri tecnici, per garantire la sicurezza dei condomini
Illuminazione delle scale condominiali
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La sicurezza e il comfort degli spazi comuni rappresentano un elemento fondamentale dell’abitare in spazi condivisi. Al fine di garantire la massima fruibilità dell’immobile, le luci giocano un ruolo fondamentale. Ma cosa prevede la normativa sull’illuminazione delle scale condominiali? In linea generale, le leggi e le norme tecniche in vigore impongono delle precise prescrizioni, affinché venga garantita una sufficiente accessibilità e un’adeguata sicurezza, con attenzione anche alle segnalazioni d’emergenza e al risparmio energetico.

Quale normativa regola le luci nelle parti comuni

Allo scopo di garantire un corretto utilizzo degli spazi condivisi dello stabile, e soprattutto la maggiore sicurezza possibile a tutti i residenti, l’illuminazione delle parti comuni del condominio non può essere sottovalutata. Non può infatti rispondere a mere esigenze estetiche, ma deve anche rispettare un corpo di legge decisamente nutrito.

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Il riferimento principale è al D.M. 236/1989, dedicato alla rimozione delle barriere architettoniche. In linea generale, per predisporre delle luci condominiali che siano compatibili con la normativa vigente, bisogna prendere soprattutto in considerazione:

  • il già citato D.M. 236/1989, che sancisce l’obbligo di offrire un’adeguata percezione visiva nei percorsi comuni, sempre favorendo sia l’illuminazione naturale che quella artificiale e, fatto non meno importante, predisponendo comandi di accensione e spegnimento individuabili anche al buio;
  • il D.M. 37/2008, che impone la conformità degli impianti elettrici e il rilascio della relativa dichiarazione di conformità da parte di tecnici abilitati;
  • le diverse norme tecniche applicabili - in particolare, la UNI EN 12464-1 - che definiscono i parametri prestazionali sul comfort visivo, sia negli ambienti interni condivisi che sui posti di lavoro.

In più, oltre alla classica illuminazione degli spazi comuni, il condominio è chiamato a rispettare anche gli obblighi sulle luci d’emergenza, se rientra nelle categorie previste per legge, come al superamento delle soglie di altezza antincendio o se si configura come luogo di lavoro.

Che requisiti devono avere le luci per le scale condominiali

Oltre al rispetto dei requisiti di conformità tecnica degli impianti elettrici, in base al D.M. 37/2008 e alla Norma CEI 64-8, l’illuminazione delle scale del condominio deve rispondere a specifici requisiti. 

Luci delle scale condominiali
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Innanzitutto, anche in relazione al D.M. 236/1989, è necessario che le luci consentano a chiunque un movimento agevole, nel pieno della sicurezza, evitando zone d’ombra o abbagliamenti che potrebbero favorire cadute accidentali. Dopodiché, è richiesta:

  • la continuità e l’omogeneità della luce lungo tutta la rampata, seguendo le indicazioni della norma tecnica UNI EN 12464-1, che impone specifici indici di uniformità di illuminamento per evitare sbalzi visivi tra un piano e l’altro;
  • l’assenza di abbagliamento diretto o riflesso, sempre in base alla norma tecnica precedentemente citata e al D.M. 236/1989, tramite il posizionamento di punti luce e diffusori a un’altezza tale da non interferire con il campo visivo di chi sale e scende le scale;
  • la resa cromatica adeguata, affinché si possano distinguere facilmente i colori delle superfici, evitando inciampi dovuti al divario fra i vari gradini;
  • la resistenza e l’idoneità di manutenzione dei corpi illuminanti prescelti, in base alla Norma CEI 64-8 e al D.M. 37/2008, con l’applicazione di specifici criteri di protezione meccanica e di efficienza energetica.

Qual è l’illuminazione minima consigliata per le scale del condominio

Un aspetto rilevante è relativo all’illuminazione minima consigliata per le scale del condominio. La quantificazione dell’intensità luminosa dipende dalla funzione specifica di ogni spazio condominiale e viene misurata in lux. In base alle principali normative vigenti, è necessario rispettare delle soglie definite:

  • un livello minimo di illuminamento compreso tra 100 e 150 lux lungo tutta la superficie delle rampe e dei pianerottoli, in base a quanto previsto dalla norma tecnica UNI EN-12464-1. Lo scopo è prevenire zone d’ombra e sbalzi visivi;
  • un’intensità non inferiore ai 50 lux sul pianerottolo antistante la porta dell’ascensore e di almeno 100 lux in cabina, secondo la norma UNI EN 81-20;
  • un impianto di illuminazione d’emergenza autonomo, capace di erogare i livelli minimi previsti - tipicamente di almeno 1 lux sulle vie di esodo e di 5 lux in cabina ascensore, per un’ora ai sensi delle norme UNI EN 1838 e UNI EN 81-20.

Che tipo di punto luce si può installare per scale e androni

Rispettati i requisiti tecnici per le luci delle scale, dal punto di vista della praticità e dell’estetica lo stabile può ricorrere alle più svariate soluzioni. Ad esempio, per l’illuminazione dell’androne condominiale o delle rampe, si può ricorrere a diverse opzioni tecnologiche, come:

  • plafoniere a soffitto, la soluzione più comune per garantire una distribuzione uniforme della luce, soprattutto in presenza di soffitti di media altezza;
  • applique da parete, utili sia per illuminare i pianerottoli che per mettere in risalto eventuali elementi architettonici dello stabile;
  • strip LED da incasso o da superficie, che possono essere installate su corrimano, lungo l’alzata dei gradini o in altre zone strategiche, per migliorare il comfort visivo già esistente.
Led per le scale condominiali
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Inoltre, si possono utilizzare anche sensori - come quelli di movimento o crepuscolari - che regolano automaticamente l’accensione o l’intensità della luce a seconda del transito dei condomini o, ancora, contestualmente alla riduzione dell’illuminazione naturale.

Quali sono le regole condominiali per la luce e le scale

Oltre alle norme in vigore, non bisogna dimenticare che alcuni aspetti delle luci condivise possono essere definiti anche dal regolamento condominiale. Ad esempio, quest’ultimo può definire:

  • l’orario delle luci condominiali, specificando quando debbano rimanere accese a seconda della stagione o, ancora, la durata del temporizzatore a seguito della pressione del pulsante d’accensione;
  • le modalità d’uso dell’illuminazione condivisa, riportando eventuali raccomandazioni speciali o necessità già deliberate in assemblea, come le luci delle scale condominiali sempre accese, spesso richieste dai condomini per garantire una maggiore sicurezza allo stabile.

Come viene suddivisa la spesa per le luci delle scale

Infine, è utile anche conoscere come debbano essere suddivise le spese - sia ordinarie che straordinarie - per l’illuminazione delle scale interne condominiali. Si applicano diversi criteri, a seconda della natura dell’intervento:

  • per i lavori di adeguamento straordinario dell’impianto elettrico generale o di sostituzione dell’intero impianto di illuminazione, la spesa è normalmente divisa fra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà, come previsto dall’articolo 1123 del Codice Civile;
  • per gli interventi di manutenzione ordinaria, come la sostituzione delle lampadine o la riparazione di punti luce guasti, si seguono i principi dell’articolo 1124 del Codice Civile, ovvero con costi per metà definiti dalle quote di proprietà e per l’altra metà dall’altezza del piano;
  • per i consumi energetici, si applica di regola il criterio dell’uso, spesso in via analogica all’articolo 1124 del Codice Civile: metà in base all’altezza del piano e l’altra metà a seconda dei millesimi di proprietà posseduti, salvo diversa convenzione.

È però necessario sapere che il regolamento condominiale, così come una delibera unanime, possono stabilire anche criteri di ripartizione dei costi diversi.

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