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Npl, cosa sta succedendo in Italia. La richiesta della Bce e la posizione di Padoan

Autore: Redazione

Alla ribalta il tema degli Npl, i crediti deteriorati in pancia alle banche italiane. Una questione scottante, sulla quale si sta discutendo molto.

Abi: “Npl presto su livelli fisiologici”

Nel corso di un’audizione sulla manovra in Senato, il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, ha fatto sapere che nel prossimo futuro, secondo quanto dimostrato da simulazioni effettuate proprio dall’Abi, “il livello dei crediti deteriorati è atteso tornare velocemente su livelli fisiologici”.

In particolare, Sabatini ha sottolineato: “Elemento chiave, in positivo, è il forte miglioramento della qualità del credito che segue la ripresa della crescita dell’economia e che si esprime sia in termini di riduzione dello stock di Npl sia di contrazione dei flussi di nuovi crediti deteriorati”.

Draghi: “Il problema degli Npl è attualmente il più importante da affrontare”

Ma la questione Npl è in cima all’agenda della Banca centrale europea. Aprendo la conferenza sulla vigilanza del settore bancario, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto che quello dei crediti in sofferenza “è attualmente il problema più importante da affrontare” e ha spiegato che l’analisi interna della Banca centrale mostra che negli ultimi anni “le banche con elevati stock di Npl hanno dato meno credito a imprese e famiglie”. Aggiungendo: “Tutti conosciamo i danni che alti livelli di crediti deteriorati producono alle banche e alla crescita”.

Nuove regole sugli Npl delle banche

Ma le nuove regole sugli Npl delle banche, contenute nell’Addendum della vigilanza Bce in consultazione pubblica, stanno suscitando diversi malumori. In una lettera a istituzioni e Autorità europee, la Federazione bancaria europea ha denunciato che le nuove regole sugli Npl “aumentano l’incertezza regolamentare”.

La posizione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan

Al termine dell’Ecofin, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha fatto sapere che le modifiche alle linee guida sui crediti deteriorati proposte dalla vigilanza della Banca centrale europea costituiscono una “forzatura” dal punto di vista legale. Padoan ha spiegato che, sulla questione dei crediti deteriorati nell’Eurogruppo, “sono intervenuto sostenendo aspetti di metodo e di merito”, perché “l’addendum va oltre i limiti istituzionalmente definiti dall’azione” della Bce.

In particolare, Padoan ha spiegato che l’Addendum proposto dall’Eurotower prefigura “un vincolo generalizzato per il sistema bancario nella gestione dei non performing loans, mentre questa dovrebbe riguardare casi singoli, banca per banca: pensiamo ci sia dal punto di vista legale qualche forzatura”. I dubbi dell’Italia si riferiscono anche al fatto che l’Addendum sembra occuparsi pure di “stock di sofferenze e non solo della gestione dei nuovi crediti che possono trasformarsi in sofferenze, un fatto che sarebbe fonte di preoccupazione”.

Il ministro dell’Economia ha comunque garantito all’Eurogruppo che l’Italia “è la prima interessata a ridurre gli stock”, un processo già in corso grazie alle iniziative di varie banche e con gli strumenti introdotti dal Governo in questi anni. Padoan ha quindi aggiunto: “Tutto ciò sta dando risposte anche grazie al ciclo economico. Noi siamo a favore dell’aggredire questo problema che impedisce alle banche di fare attività di prestatori, ma va fatto in tempi ragionevoli che evitino di generare nuove fragilità”.

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