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Debito pubblico in calo, le stime per il 2019

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Debito pubblico italiano / Gtres
Autore: floriana liuni

In controtendenza con quanto usualmente avviene, nel mese di marzo il debito pubblico è sceso. I dati Bankitalia e le stime di Mazziero Research.

Debito pubblico, i dati di Banca d’Italia

A marzo, secondo quanto diffuso da Banca d’Italia nel Bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”, il debito delle amministrazioni pubbliche è diminuito di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.358,8 miliardi. Il fabbisogno del mese (20,2 miliardi) è stato più che compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (22,4 miliardi). Inoltre gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 2,3 miliardi.

Riguardo alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è diminuito di 4 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 0,4 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invece pressoché invariato.

A marzo le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 28,7 miliardi, in aumento dello 0,8 per cento (0,2 miliardi) rispetto al dato dello stesso mese del 2018.

Nel primo trimestre 2019 le entrate tributarie sono state pari a 92,2 miliardi, in aumento dello 0,6 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Debito pubblico, le stime di Mazziero Research

Il dato diffuso da Banca d’Italia conferma le stime effettuate dall’ufficio studi macroeconomico Mazziero Research, che aveva previsto 2358 miliardi di euro di debito pubblico con un intervallo di confidenza del 95% (entro una forbice compresa tra 2354 e 2362 miliardi).

Cosa aspettarsi dalla prossima rilevazione? “Il debito di aprile (il cui dato ufficiale sarà diffuso il prossimo 17 giugno) sarà in aumento a 2.368 miliardi – stima Maurizio Mazziero, fondatore dell’Ufficio studi, - con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 2.364 e 2.372 miliardi. Il mese successivo potremmo registrare un valore in aumento, compreso tra 2.375 e 2.388 miliardi. L’anno 2019 potrebbe chiudersi con un debito tra 2.349 e 2.385 miliardi”.

Va evidenziato, secondo Mazziero, che nella spesa pubblica sono presenti le spese per gli interessi pagati. “Nei primi tre mesi del 2019 sono stati già pagati 21,7 miliardi per interessi, in linea con quanto pagato l'anno scorso, - sottolinea l’Ufficio studi. - A fine 2019 la spesa per interessi potrebbe raggiungere i 70 miliardi”.

Cosa attendersi invece dall’andamento del Pil? “Sorprende positivamente – nota Mazziero, - il +0,2% del PIL al 1° trimestre 2019, che si ipotizzava piatto o appena positivo. Abbiamo quindi rivisto la crescita annuale al +0,4%, alzando le precedenti stime che lo davano al +0,1%. Manteniamo comunque cautela in quanto il +0,2% è ancora provvisorio e verosimilmente potrebbe essere rivisto al ribasso al +0,1%. Allo stesso tempo stimiamo un possibile vuoto d’aria nel 2° trimestre che potrebbe limitare la crescita al +0,1%. La crescita italiana resta comunque al di sotto del 4,5% rispetto ai livelli raggiunti prima dell'inizio della crisi finanziaria. I paesi europei, ad eccezione della Grecia, hanno già superato i livelli pre-crisi”.