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Bce, ultime decisioni di politica monetaria: cosa succederà secondo gli esperti

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Autore: Redazione

Nell’ultima, contestata, conferenza stampa della Bce la governatrice Christine Lagarde ha annunciato alcune, seppure limitate, misure di sostegno all’economia. Vediamo in alcuni commenti come le hanno accolte gli esperti.

La Bce ha adottato nuove TLTRO e ha potenziato il quantitative easing – l’acquisto di titoli di Stato già in vigore da qualche tempo – per 120 miliardi di euro. I tassi di interesse tuttavia non sono stati tagliati come ci si aspettava. Le banche, inoltre, sono state autorizzate ad una maggiore flessibilità sul capitale per poter meglio fronteggiare l’emergenza coronavirus finanziando l’economia reale.

Qualche misura, insomma, ma non risolutiva, e resta l’amaro in bocca per le ormai famose esternazioni di Lagarde sullo spread, che hanno affossato la Borsa italiana e hanno provocato una correzione di tiro da parte di Philip Lane, capo economista della Bce. La Bce “non tollererà rischi alla trasmissione fluida della politica monetaria in tutti i Paesi dell’area euro”, ha detto Lane, garantendo che il programma di Qe sarà flessibile e mirato se necessario ad acquistare un maggior numero di titoli dei Paesi più esposti.

“I governi possono e devono intervenire – è stato il commento del governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco in una intervista a Bloomberg Tv, - per sostenere i redditi di coloro che sono colpiti più direttamente dalla crisi, il sistema sanitario, le persone che stanno operando per contenere gli effetti del virus sulla popolazione. Il pacchetto di misure  concordato ieri  - ha aggiunto Visco - non è stato ben compreso dai mercati ma è, in tutta la sua flessibilità, la risposta corretta alle difficoltà che potremmo avere in alcuni Paesi. La sostanza  delle misure varate ieri dice che  noi interverremo acquistando titoli pubblici e privati laddove più necessario, dove ci sono incertezze e timori da parte dei mercati.  Ci saranno non solo la liquidità necessaria, ma anche gli interventi per evitare che nei mercati ci siano diffusi timori tali da poter causare discrepanze troppo forti tra i tassi di diversi paesi”.

Quanto alle conseguenze delle politiche Bce, “La decisione della Bce di tagliare i tassi di interesse su alcune operazioni di acquisto a lungo termine ma non sui depositi – si legge in una nota di S&P, - mostra che la banca centrale ha meno spazio per tagliare i tassi e sopportarne le conseguenze di quanto ne abbia la Fed. Al contempo si profila un possibile ulteriore apprezzamento della moneta unica contro il dollaro, il che rappresenta un rischio al ribasso per l’export 2021”.

"È importante sottolineare che Lagarde ha chiesto fortemente una "politica fiscale ambiziosa e coordinata", - sottolinea Amundi, - poiché la risposta alla crisi indotta dal coronavirus dovrebbe essere innanzitutto fiscale. In effetti, i paesi europei stanno annunciando importanti piani di stimolo che faranno guadagnare tempo mentre si cerca di contenere l'epidemia. In un secondo momento - una volta contenuta l'epidemia - sarebbero necessarie misure per stimolare la domanda aggregata per garantire un significativo rimbalzo della crescita".

"Su Covid-19, è necessario uno stimolo globale e coordinato, - è il parere di Samy Chaar, chief economist di Lombard Odier, - per ridurre le pressioni immediate sul flusso di cassa da parte delle imprese e delle famiglie colpite e per prevenire potenziali inadempienze e una spirale di disoccupazione.  Infatti, per lasciarci alle spalle questo shock esterno, avremmo bisogno di vedere tre risposte: una risposta di salute pubblica, una risposta monetaria, una risposta fiscale. La mossa della Bce è positiva per lo stress del credito, ma probabilmente non abbastanza per sorprendere i mercati. I 120 miliardi di euro aggiuntivi aggiungono circa 10-15 miliardi di euro al mese ai 20 miliardi di euro già in vigore. Tuttavia, la funzione di reazione delle autorità fiscali è stata lenta e ciò che è stato annunciato finora è tutt'altro che completo. Il sostegno deve essere sostanziale per la maggior parte delle economie (verso l'alto dello 0,5% del PIL) e le economie interessate hanno chiaramente bisogno di pacchetti più consistenti (verso l'alto dell'1,0% del PIL). A questo proposito, l'allentamento fiscale della Cina del 2% è un buon esempi”..

 “Nonostante Christine Largarde abbia deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, - si accoda Edoardo Fusco Femiano, market analyst di eToro in Italia, - si è presentata ai Paesi dell’Eurozona con un buon pacchetto di incentivi su misura per il segmento più fragile dell'economia dell'UE, le piccole e medie imprese. Sfortunatamente e come previsto, è uno strumento limitato nel più ampio contesto del ‘cigno nero’ che l'economia globale sta affrontando. Ora dovrebbe intervenire la politica fiscale”.

Quale potrebbe essere il riflesso dal punto di vista dei mutui? “Ufficialmente Lagarde ha detto che le misure che verranno adottate saranno sufficienti, - è il parere di Stefano Tempera, fondatore di Cercamutuo.com. - La mia personale teoria è che essendo già bassi i tassi, al contrario di Usa e Uk che avevano più margine, la Bce si stia tenendo l'ultima cartuccia disponibile per le prossime date e, visto che l'impatto del coronavirus oggi è concentrato più che altro in Italia, un taglio sarebbe stato poco compreso dagli altri Paesi. Mi auguro che la pandemia finisca, ma se non dovesse accadere e si dovesse espandere, allora la cartuccia buona potrebbe essere sparata più avanti. Lato mutui, bisognerà vedere se le banche continueranno a mantenere spread così bassi o visti gli Irs ormai crollati sotto zero, decideranno di portarli un po' più su, ma resterebbe comunque un ottimo periodo per le stipule di mutui e surroghe”.