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Le ipotesi al vaglio per la prossima riforma delle pensioni

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Autore: Redazione

Non è un segreto che il governo stia già lavorando alla prossima riforma delle pensioni. E superare quota 100 già dal 2021 è più di un’opzione al momento. Vediamo quali potrebbero essere le prossime modalità di uscita anticipata dal mondo del lavoro.

La priorità, allo stato attuale, è il taglio degli assegni. Nonostante l’attuale situazione di sostanziale equilibrio dei conti, il sistema pensionistico rischia di andare in crisi se le pensioni future dovessero essere liquidate ancora col sistema di calcolo misto (contributivo e retributivo), che dovrebbe essere inconciliabile con le future formule di pensione anticipata.

La priorità, quindi, per superare quota 100 è di lavorare su un meccanismo anche più agile rispetto all’uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, che sia anche meno gravosa per le casse pubbliche. Si lavora a una  penalizzazione del 2-3% per ogni anno di anticipo rispetto all’età pensionabile di 67 anni così come è previsto ora.

Quest’ultima opzione è quella fortemente sponsorizzata dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri oltre che da un’ampia parte del Pd e da tutta Italia Viva. Tuttavia, il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, 5 stelle e i sindacati sono contrari al superamento di quota 100 già dal 2021 puntano a farla scadere alla fine dell’anno prossimo (come previsto originariamente dalla sperimentazione).

Al vaglio, invece, la proroga di Opzione donna (per le lavoratrici con meno di 60 anni che accettino il calcolo interamente contributivo della pensione), nonché di quella dell’Ape social (per chi con 63 anni si trovi in difficoltà o appartenga a categorie di lavoratori che svolgono attività gravose) e di Quota 41 per i precoci (coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei 19 anni).