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Pensione anticipata quota 41, come funziona la proposta della Lega
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La pensione anticipata con quota 41 è la proposta della Lega nel suo programma elettorale in vista delle elezioni politiche del 25 settembre Scopriamo come funziona il processo di accertamento dei requisiti per i lavoratori precoci e l’inoltro della richiesta all’Inps.

La proposta prevede la pensione anticipata per chi 41 anni di contributi, invece di 42 anni e 10 mesi per gli uomini o 41 anni e 10 mesi per le donne. Ci sarebbe anche uno sconto mamamma con uno sconto per ogni figlio: quota 39 con due figli, quota 38 con tre.

Ma vediamo come funzona Quota 41 e come si può accedere in base all'articolo 1 co 199 della legge di bilancio 2017 però solo in caso di particolari categorie.

Possono accedere alla pensione anticipata quota 41 i lavoratori precoci, senza vincoli anagrafici al momento dell’inoltro della domanda. Per lavoratori precoci si intendono quei contribuenti che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi, e abbiano maturato l’anzianità contributiva necessaria al 31 dicembre 1995. Inoltre, è necessario rientrare in una delle categorie con diritto all’Ape sociale.

Inoltre, per poter accedere alla pensione anticipata quota 41, bisogna appartenere a una delle seguenti categorie:

  • disoccupati a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;
  • lavoratori dipendenti e autonomi che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità al momento della domanda;
  • lavoratori dipendenti e autonomi che abbiano sviluppato una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori che svolgono attività usuranti o particolarmente gravose.

La domanda all’Inps, infatti, anche se tardiva non può arrivare oltre il 30 novembre di ogni anno. Tali richieste, inoltre, possono essere prese in considerazione soltanto nel caso in cui rimangano risorse finanziarie residue nel fondo ad hoc. Va sottolineato anche che tra maturazione del diritto e decorrenza pensione deve passare una finestra di almeno tre mesi.

Una volta inoltrata la domanda per la pensione con quota 41, infatti, l’Inps esaminerà l’istruttoria per esaminare tutti i requisiti presentati e, in caso di esito positivo, il richiedente potrà inoltrare la domanda per ottenere la prestazione mensile vera e propria. Terminata l’istruttoria, l’istituto comunicherà le condizioni di accesso al beneficio:

  • entro il 30 giugno per le domande di verifica delle condizioni presentate entro la scadenza del 1° marzo;
  • entro il 31 dicembre per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 30 novembre.

Dopodiché, l’assegno pensionistico di quota 41 verrà erogato dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento di tutti i requisiti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa. L’assegno viene calcolato con il sistema misto. Il blocco degli scatti legati all’aspettativa di vita per questa platea di lavoratori è previsto fino al 2026.

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