Notizie su mercato immobiliare ed economia

Ape sociale, novità nella lista di lavori gravosi per la pensione anticipata

alcangel144 da Pixabay
alcangel144 da Pixabay
Autore: Redazione

Con la riforma delle pensioni avviata dalla legge di Bilancio 2022 è arrivata anche la tanto attesa proroga di Ape sociale per un altro anno. Ma già in passato erano arrivate importanti novità per la pensione anticipata, confermate anche dal governo, che vuole allargare la platea dei beneficiari. Scopriamo la nuova lista di lavori gravosi che consentono l’uscita dal mondo del lavoro a 63 anni in attesa che si allarghi ulteriormente

Contestualmente all'introduzione di quota 102, il governo ha ribadito che in tema di pensioni l’idea è quella di allargare la platea di Ape sociale per il pensionamento anticipato. Il primo passo, quindi, dovrebbe essere quello di inserire nuove categorie nella lista di attività lavorative considerate gravose o usuranti.

Nuovi lavori gravosi

Per questo, la Commissione istituzionale sui lavori gravosi, in un documento dello scorso 16 settembre 2021, ha individuato 207 nuovi lavori gravosi che potrebbero all’Ape sociale nel 2022, la formula per la pensione anticipata introdotta per la prima volta con la legge di Bilancio 2017, all’epoca in forma sperimentale e poi rinnovata di anno in anno.

La lista dei lavori gravosi viene stilata seguendo i criteri Inail che applicano ai mestieri del mansionario Istat tre indici:

  • frequenza degli infortuni rispetto alla media;
  • numero di giornate medie di assenza per infortunio;
  • numero di giornate medie di assenza per malattia.

Le nuove categorie di lavori usuranti dovranno passare sotta la lente d’ingrandimento dei ministeri dell’Economia e del Lavoro, prima che il governo decida definitivamente le nuove tipologie di lavoratori che potranno accedere ad Ape sociale. Per ora le principali categorie introdotte sono:

  • bidelli;
  • saldatori;
  • tassisti;
  • falegnami;
  • conducenti di autobus e tranvieri;
  • benzinai;
  • macellai;
  • panettieri;
  • insegnanti di scuole elementari;
  • commessi e cassieri;
  • operatori sanitari qualificati;
  • magazzinieri;
  • portantini;
  • forestali;
  • verniciatori industriali.

Come funziona Ape sociale

Ape sociale è una forma di pensione anticipata che consente l’uscita dal mondo del lavoro a 63 anni con 36 di contributi, a patto di aver svolto una mansione gravosa per 6 anni negli ultimi 7 o 7 negli ultimi 10.

Con la formula attualmente in vigore, l’Ape sociale spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti o alle forme sostitutive ed esclusive della stessa e chi è iscritto alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla Gestione Separata.

Inoltre, il lavoratore che accede ad Ape sociale deve:

  • risultare disoccupato a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
  • non avere un contratto di lavoro a seguito della scadenza del contratto a tempo determinato, ma a condizione che abbia avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi e aver concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione spettante da almeno 3 mesi ed essere in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • assistere al momento della richiesta, e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, o un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure il lavoratore deve essere affetto da patologie invalidanti e con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • aver subito una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74% e in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • risultare lavoratore dipendente, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva e aver svolto da almeno 7 anni negli ultimi 10 una o più attività gravose.