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Rapporto di previsione Prometeia, tre ragioni per credere nella crescita italiana

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Autore: Redazione

La crescita del Pil italiano nel secondo trimestre è stata del 2,7 per cento contro un atteso 1,2 per cento. Gli analisti di Prometeia sono quindi ottimisti sul fatto che la ripresa possa andare anche oltre. Ecco le tre ragioni di questa rosea visione nel Rapporto di Previsione Prometeia di settembre 2021. Ma anche le tre sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi tempi.

1. La campagna vaccinale è una strategia che paga

Al momento in Italia circa il 66% della popolazione ha ricevuto due dosi di vaccino, in linea con gli altri Paesi europei (65% in Francia, 63% in Germania, 77% in Spagna, 65% in UK), mentre gli Stati Uniti (54%), per non parlare di molti Paesi asiatici, sono più indietro. Il fatto che la spesa delle famiglie italiane sia cresciuta del 5% nel II trimestre dell’anno sui tre mesi precedenti, segnala – oltre all’efficacia delle politiche fiscali messe in atto per sostenere l’attività economica e i redditi – il rinnovato clima di fiducia di famiglie e imprese.

2. L’export e la manifattura italiana tengono

Nel II trimestre dell’anno l’Italia è stato l’unico tra i grandi Paesi europei ad avere superato i livelli pre-crisi di export di merci, con incrementi diffusi alle principali aree di destinazione, Regno Unito a parte. Anche la produzione industriale ha registrato un’espansione vivace nei primi mesi dell’anno anche se è leggermente rallentata di recente (stimiamo cresca circa dell’1% nel III trimestre). Alcune incertezze emergono, legate alle difficoltà del settore auto (ma il comparto ha un peso in Italia più limitato che in Germania) e ad alcune carenze negli approvvigionamenti.

3. I conti pubblici vanno meglio del previsto

Il Documento di Economia e Finanza stimava per l’anno in corso un disavanzo all’11.8% e un debito al 159.8%. Ora Prometeia prevede un disavanzo al 9.7% (oltre due punti percentuali di Pil in meno) e un debito al 155.6% (oltre 4 punti percentuali in meno). Questi sono valori molto simili a quelli registrati nel 2020, nonostante la manovra espansiva approvata nei decreti emergenziali sia di dimensioni superiori (93 miliardi nel 2020, 120 miliardi nel 2021). Stanno andando bene le entrate, grazie al buon andamento dei consumi (Iva) e dell’occupazione (Irpef e contributi sociali), ma anche le uscite sono al di sotto delle previsioni (consumi pubblici). Il miglior andamento dei conti pubblici faciliterà la copertura della riforma del fisco e degli ammortizzatori sociali in corso, che dovrebbe contribuire a sostenere la crescita nei prossimi anni.

I banchi di prova da superare nel breve periodo

Quali sono invece le tre sfide da superare per l’Italia nel breve periodo?

1. Aumenti delle bollette e inflazione

Prometeia prevede che il paniere di consumo delle famiglie subisca un rincaro quest’anno dell’1.8% (gli aumenti delle tariffe energetiche dovrebbero contribuire per 0.6 punti percentuali), per poi rallentare già nel 2022. Allo stesso tempo, grazie alla ripresa dell’occupazione e all’insieme delle politiche di sostegno dei redditi messe in atto dal governo, il reddito disponibile nominale è previsto salire di oltre il 5% quest’anno e di circa il 3% nel 2022: i redditi reali cresceranno così nel prossimo biennio a tassi più che sostenuti. Inoltre, siccome i rincari di gas e bollette energetiche sono attesi essere in gran parte transitori (non legati a uno squilibrio strutturale di domanda e offerta), le politiche del governo per sterilizzarne parte dell’aumento sono appropriate e contribuiranno a sostenere la domanda.

2. Settore costruzioni in Italia, nel 2021 la ripresa è sostenibile?

Nel II trimestre 2021 le costruzioni hanno registrato una crescita del 3% rispetto al periodo precedente (+6% nel I trimestre), superando di oltre il 10% i valori pre-crisi. Gli incentivi pubblici, tra i quali spicca il Superbonus del 110%, hanno sostenuto il settore (il 70% degli investimenti ora riguarda ristrutturazioni e non nuove case). La proroga degli incentivi (Superbonus fino a dicembre 2022), i bassi tassi di interesse e l’avvio del PNRR (in cui è rilevante la componente di investimenti in costruzioni) sosterranno il settore nei prossimi anni. Prometeia stima quindi che gli investimenti in costruzioni crescano di quasi il 22% quest’anno e dell’8% nel 2022. Il livello degli investimenti rimarrebbe comunque ben al di sotto del picco raggiunto nel 2008, prima dello scoppio della bolla immobiliare.

3. Pnrr per l’Italia approvato dall’Ue, ce la faremo?

Non rispettare le condizioni poste dalla Commissione Europea vorrebbe dire giocarsi la credibilità̀ sulla capacità di attuare il piano nei tempi e modi concordati, con tutte le conseguenze che questo comporterebbe nella percezione dei mercati e nei rapporti con i partner europei. Anche se molti passaggi in termini di predisposizione della struttura della governance e di norme di semplificazione sono stati già superati, resta da soddisfare gran parte delle 51 condizioni previste per la fine dell’anno, tra cui importanti passaggi parlamentari sulla legge delega di riforma della giustizia e sulla revisione delle politiche attive del lavoro: una sfida non da poco.