Assegno di inclusione 2026, niente più mese di stop: cosa cambia?

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L’Inps ha comunicato recentemente importanti aggiornamenti che riguardano il processo di rinnovo e di erogazione dell’assegno di inclusione. Nello specifico, le novità riguardano il periodo di stop per il sostegno dopo i primi 18 mesi di fruizione. Scopriamo le nuove misure introdotte dalle legge di Bilancio 2026 e tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

Cos’è l’assegno di inclusione

L'assegno di inclusione è una misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata al possesso di requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno, alla prova dei mezzi sulla base dell'ISEE, alla situazione reddituale del beneficiario e del suo nucleo familiare e all'adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

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L'assegno di inclusione verrà erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa sospensione di un mese, per ulteriori 12 mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo è sempre prevista la sospensione di un mese.

L’accettazione della domanda per l’assegno di inclusione è condizionata al possesso di alcuni requisiti. L’ADI, infatti, viene riconosciuto ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 9.360 euro e che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:

  • con disabilità;
  • minorenne;
  • con almeno 60 anni di età;
  • in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.

Come anche per il supporto per la formazione e il lavoro, anche l’assegno di inclusione si può richiedere in modalità telematica sul portale dell’Istituto, oppure presso i patronati e/o i Centri di Assistenza Fiscale.

Il richiedente, oltre a presentare la domanda, dovrà sottoscrivere un Patto di attivazione digitale (PAD), all’interno del SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), al quale si accede online, direttamente dal portale INPS, dopo aver presentato domanda di ADI.

Rinnovo di assegno unico senza interruzioni

Per i percettori dell’assegno unico, sono in arrivo importanti novità. Nel dettaglio è intervenuta la legge di Bilancio 2026, che introdotto misure per rendere il sostegno più fluido e facilmente fruibile dalle famiglie. Per questo sono stati eliminati i tempi d'attesa tra un rinnovo e l'altro, pur introducendo una rimodulazione dei pagamenti.

La novità principale riguarda la continuità del sussidio. Fino allo scorso anno, dopo i primi 18 mesi di erogazione, era obbligatorio uno stop di un mese prima di poter ricevere il rinnovo. Dal 1° gennaio 2026, questo mese di sospensione è stato eliminato.

La durata del beneficio resta di 18 mesi per il primo periodo e di 12 mesi per i rinnovi successivi. Puoi presentare la richiesta di rinnovo già dal mese successivo all'ultimo pagamento ricevuto, evitando, così, un buco economico.

Primo mese di rinnovo al 50%

Attenzione, però, a un dettaglio tecnico sui pagamenti: per compensare l'eliminazione del mese di stop, la prima mensilità del rinnovo sarà pari al 50% dell'importo totale spettante. Dal secondo mese in poi, l'assegno tornerà a essere erogato nella sua interezza.

Bonus straordinario 

Per coloro i quali hanno visto scadere i primi 18 mesi di fruizione di assegno unico a novembre 2025, e hanno presentato la domanda di rinnovo entro fine 2025, potrebbe scattare il diritto a un contributo straordinario una tantum (fino a un massimo di 500 euro). Questo bonus serve a coprire chi si è trovato "nel mezzo" della transizione normativa prima dell'entrata in vigore delle nuove regole.

Cosa non cambia

Restano obbligatori i requisiti di legge già previsti per ricevere il sussidio e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD). Se la composizione del tuo nucleo familiare è cambiata, ricorda che il beneficio inizierà solo dalla firma del nuovo PAD.

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