Il decreto bollette è legge: cosa prevede il testo approvato dal Senato

Il Senato ha approvato la fiducia con 102 voti favorevoli
decreto bollette 2026
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Redazione , Askanews

Con il voto favorevole del Senato, il decreto bollette 2026 è diventato legge. Con 102 voti sì e 64 contrari, il testo approvato è lo stesso che aveva avuto il via libera dalla Camera. Ma vediamo cosa prevede il provvedimento stanzia circa 5 miliardi di euro per interventi a sostegno di famiglie e imprese e contro il caro energia.

Cosa prevede il decreto bollette 2026

Ma cosa prevede il decreto bollette 2026. Tra le principali misure il contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica a favore dei titolari del bonus sociale (315 milioni la dotazione finanziaria). Previsto anche un bonus volontario da parte delle aziende venditrici di elettricità chi non rientra nel bonus sociale ma ha un'Isee inferiroe ai 25mila euro.

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Nel corso dell'esame in commissione è stato introdotto per le famiglie titolari del bonus elettrico anche il diritto alla compensazione per la fornitura del teleriscaldamento. Arrivato anche il divieto di sollecitazioni commerciali telefoniche verso i consumatori che riguarda non solo le chiamate ma anche l'invio di messaggi.

Introdotte dal decreto anche una serie di misure per aumentare la trasparenza nelle forniture di energia e gas ai consumatori, tra cui l'obbligo per le aziende venditrici di comunicare periodicamente all'Arera i dati relativi ai propri margini di profitto e la definizione di un accordo quadro sulel modalità di cambio del fornitore.

Gli incentivi per il fotovoltaico nel decreto bollette

Cambiano anche i meccanismi di incentivazione degli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW. I titolari che beneficiano di incentivi dei quattro meccanismi del Conto energia con scadenza dal 2029, possono scegliere volontariamente di ridurre del 15% o 30% i premi tariffari previsti tra il 2026 e il 2027, in cambio di un'estensione della convenzione rispettivamente di 3 o 6 mesi.

Arrivano poi una serie di misure per incentivare, soprattutto da parte delle le PMI, la stipula di contratti di compravendita di energia elettrica da fonti rinnovabili a lungo termine (i cosiddetti Power Purchase Agreements) e per sostenere gli impianti a bioliquidi sostenibili, biogas e biomasse.

Le altre misure del testo del decreto bollette 2026

Nel corso dell'esame del decreto in commissione è stato aggiunta una norma che proroga al 2038 la graduale dismissione delle centrali a carbone utilizzate per la produzione di energia elettrica. Il Piano nazionale per l'energia revede la cessazione della produzione elettrica da carbone entro il 2025 per le centrali del continente ed entro il 2028 per quelle ubicate in Sardegna.

Col decreto viene introdotto un rimborso di alcuni oneri sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica. Tra questi il costo per l'acquisto dei permessi di emissione secondo l'Emissions Trading Scheme europeo che viene ridistribuito negli oneri sui prelievi di energia elettrica.

Per ridurre il costo del gas viene previsto che che GSE e Snam vendano il gas stoccato nel 2022 nell'ambito del servizio di riempimento di ultima istanza, versando il ricavato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Questo verrà usato per ridurre gli oneri e le componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas naturale per gli 'energivori'.

Previsto nel dl anche un procedimento unico per autorizzare centri dati e relative connessioni elettriche. Il via libera dura fino a 10 mesi prorogabili e comprende tutte le autorizzazioni necessarie.

Tra le misure per il finanziamento del provvedimento arriva un incremento di 2 punti percentuali (dal 3,9 per cento al 5,9 per cento) dell'aliquota Irap applicabile ai soggetti operanti nel comparto energetico per i periodi d'imposta 2026 e 2027.

 

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