La polizia spagnola fa irruzione negli uffici del partito del Primo Ministro Pedro Sánchez

L'ultima indagine sulle presunte interferenze giudiziarie aggrava la crisi che sta travolgendo il primo ministro
Pedro Sanchez
Getty images

Mercoledì 27 maggio la polizia spagnola ha fatto irruzione nella sede del partito socialista spagnolo del leader Pedro Sánchez, nell'ambito di un'indagine su presunte interferenze in procedimenti giudiziari. Si tratta, in ordine di tempo, dell'ultimo scandalo che ha travolto il primo ministro spagnolo, al governo da quasi otto anni e che ora sta affrontando un'ondata di accuse di corruzione contro persone a lui vicine, tra cui la moglie, il fratello e l'ex primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero, posto sotto inchiesta la scorsa settimana. 

Blitz nella sede del PSOE

La Corte Nazionale di Giustizia spagnola ha dichiarato la perquisizione è stata ordinata nell'ambito di un'indagine su "una rete presumibilmente volta a minare i procedimenti giudiziari che riguardano il Partito Socialista o il governo". La magistratura sta indagando su funzionari e imprenditori per presunti reati, tra cui associazione a delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, traffico di influenze e falsa testimonianza. 

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Sánchez ha dichiarato di "non essere a conoscenza" dei blitz e di aver "dovuto chiedere esattamente cosa stesse succedendo", aggiungendo “quanto pare stiamo parlando di una richiesta formale, non di una perquisizione. Non voglio nemmeno minimizzare la serietà dell'indagine che la Corte Nazionale sta conducendo e, pertanto, ciò che posso trasmettere al pubblico spagnolo è la piena collaborazione con il sistema giudiziario. Credo sia importante rispettare la presunzione di innocenza”, ha aggiunto.

Le reazioni

Il Partito Socialista ha promesso piena collaborazione alle autorità. La portavoce, Montse Mínguez, in un'intervista radiofonica ha cercato di prendere le distanze dal Partito Popolare (PP), di orientamento conservatore, il cui precedente governo è caduto nel 2018 a causa di uno scandalo relativo a un fondo nero di partito: "Non si tratta di distruggere prove, né di chiudere un occhio, e quindi qualsiasi informazione richiesta verrà fornita". 

Il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, ha definito il governo "indecente" e ha ribadito la sua richiesta di lunga data a Sánchez di indire nuove elezioni. “Quanti altri blitz, quante altre commissioni, quante altre tangenti, quanti altri soldi nelle borse, quanti altri gioielli, quanti altri processi, quanti altri periodi di indagine, quanti altri processi? - ha detto Feijóo – ci troviamo in una situazione angosciante”.

Le altre indagini

Appena un giorno prima, la polizia aveva fatto irruzione nell'ufficio di Madrid dell'ex primo ministro Zapatero, sequestrando circa 30 gioielli di valore. Zapatero è indagato per presunte attività di traffico di influenze politiche legate al salvataggio statale da 53 milioni di euro, concesso dal governo Sánchez nel 2021 alla compagnia aerea Plus Ultra, che ha legami con il Venezuela. 

Zapatero nega ogni addebito e, tramite un portavoce, ha definito le accuse "assurde congetture". Il fratello del premier, David Sánchez, dovrà comparire in tribunale giovedì con l'accusa di traffico di influenze in relazione alla sua nomina a capo del settore delle arti performative in un governo provinciale. Anche lui nega ogni addebito.  

La moglie del primo ministro, Begoña Gómez, è in attesa di un'udienza in tribunale a inizio di giugno, che potrebbe vederla processata per presunto uso improprio di fondi pubblici e per aver sfruttato la sua relazione con Sánchez per favorire la sua carriera universitaria. Anche lei nega ogni addebito. Altri casi di corruzione riguardano due degli ex collaboratori più stretti di Sanchez: Santos Cerdán e l'ex ministro dei trasporti José Luis Ábalos, che sono accusati di aver ricevuto tangenti nell'ambito di appalti pubblici. Entrambi negano ogni addebito.

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