Come di consueto, l’Inps mette a disposizione dei pensionati uno strumento per chiarire ogni tipo di dubbio sul rateo in pagamento ogni mese. Si tratta del cedolino della pensione, disponibile anche per la mensilità di luglio 2026. L’Istituto di previdenza, nel dettaglio, ha confermato che verrà riconosciuta la quattordicesima per tutti coloro che ne hanno diritto.
Quando viene pagata la pensione di luglio 2026
Come ogni mese, l’Inps eroga le pensioni il primo giorno bancabile, con l’unica eccezione del mese di gennaio che prevede il pagamento nel secondo giorno bancabile. Il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Nel caso di soggetti che sono titolari di più prestazioni pensionistiche e assistenziali, il pagamento viene effettuato con un unico mandato di pagamento. L’accredito del rateo di pensione di luglio 2026 sarà effettuato con valuta 1° luglio.
La quattordicesima nella pensione di luglio 2026
L’Inps ha confermato che, come di consueto, con la rata della pensione di luglio 2026, verrà riconosciuta anche la “somma aggiuntiva”, comunemente conosciuta come quattordicesima.
Nel cedolino viene descritta come: somma aggiuntiva - c.d. ‘quattordicesima’ l. N. 127/2007 – credito 2026”.
L’informazione relativa al pagamento sarà riportata anche nel certificato di pensione (modello ObisM) e in una comunicazione dedicata, disponibile nell’area MyINPS. L’Inps invierà anche una notifica tramite l’app IO e una email al contatto telematico certificato se disponibile.
Nel dettaglio, la quattordicesima viene riconosciuta a luglio ai pensionati che abbiano compiuto almeno 64 anni. Nel 2026, quindi, spetta ai pensionati nati prima del 1° gennaio 1963. Se il pensionato compie 64 anni nel corso dell’anno, oppure se la pensione decorre dopo il 31 gennaio dell’anno di riferimento, la quattordicesima può essere riconosciuta in misura ridotta, cioè in dodicesimi per i mesi di effettiva spettanza.
Oltre all’età, per il riconoscimento della prestazione contano anche i requisiti contributivi, cioè gli anni di contribuzione, distinguendo tra lavoro dipendente e autonomo e i redditi del pensionato. Nel calcolo degli anni di contribuzione si considera tutta la contribuzione accreditata presso l’INPS o gli enti previdenziali in esso confluiti (ad esempio ENPALS, INPDAP, IPOST, INPGI).
Se la quattordicesima è riconosciuta su una pensione ai superstiti, l’anzianità contributiva del dante causa viene proporzionata alla percentuale di pensione spettante al beneficiario. In base alla contribuzione, i limiti di reddito da considerare sono pari a 1,5 volte oppure a 2 volte il trattamento minimo annuo, che per il 2026 è pari a 7.954,05 euro. Ecco la tabella riepilogativa fornita dall'Inps:
| Anni di contribuzione | T.M. annuo x 1,5 (tabella A) | T.M. annuo x 2 (tabella B) | |||
| Lavoratori dipendenti | Lavoratori autonomi | Fino a € € 11.931,08 | Tra € 11.931,09 e € 12.032,07 | Tra € 12.032,08 e € 15.908,10 | Oltre € 15.908,10 |
| ≤ 15 anni (≤ 780 ctr.) | ≤ 18 anni (≤ 936 ctr.) | € 437 | Max € 12.368,08 | € 336 | Max € 16.244,10 |
| Lavoratori dipendenti | Lavoratori autonomi | Fino a € € 11.931,08 | Tra € 11.931,09 e € 12.057,07 | Tra € 12.057,08 e € 15.908,10 | Oltre € 15.908,10 |
| > 15 ≤ 25 anni (≥ 781 ≤ 1.300 ctr.) | > 18 ≤ 28 anni (≥ 937 ≤ 1.456 ctr.) | € 546 | Max € 12.477,08 | € 420 | Max € 16.328,10 |
| Lavoratori dipendenti | Lavoratori autonomi | Fino a € € 11.931,08 | Tra € 11.931,09 e € 12.082,07 | Tra € 12.082,08 e € 15.908,10 | Oltre € 15.908,10 |
| > 25 anni (≥1.301 ctr.) | > 28 anni (≥1.457 ctr.) | € 655 | Max € 12.586,08 | € 504 | Max € 16.412,10 |
Chi non riceve la quattordicesima, ma ritiene di averne diritto, può presentare una domanda di ricostituzione online tramite il servizio dedicato. In alternativa, ci si può rivolgere ai patronati, che forniscono assistenza gratuita per la presentazione della domanda.
Prestazioni collegate al reddito
Sul cedolino di luglio, i pensionati beneficiari di prestazioni collegate al reddito che non hanno comunicato all’Inps e all’Agenzia delle Entrate le informazioni dei redditi relativi all’anno 2022 troveranno il messaggio: “Gentile pensionato, le ricordiamo che la mancata dichiarazione dei redditi 2022 comporta la revoca delle prestazioni collegate al reddito in pagamento sulla pensione. Può evitare la revoca presentando, entro il 15 settembre 2026, una domanda di ricostituzione per sospensione. Se ha già presentato la domanda non tenga conto di questa comunicazione”.








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