Nell’ultimo decennio in calo i lettori di libri, stabile la quota di chi va in biblioteca

libri
Magnific

Secondo l’Indagine “I cittadini e il tempo libero” realizzata nel 2024 da Istat, è pari al 57,1% la percentuale di persone di sei anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi), quota in lieve diminuzione rispetto al 2015 (59,4%). 

indagine libri e biblioteche IStat
Istat

Tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico. Nel 2025, secondo l’Indagine “Aspetti della vita quotidiana”, il 14,9% delle persone di sei anni e più si è recata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto a 10 anni fa (15,1%).

Pubblicità

Nel 2024, secondo l’indagine CTL, è del 57,1% la quota di persone di sei anni e più che dichiarano di avere letto almeno un libro nel corso dell’anno durante il tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici (non considerando i libri di testo obbligatori) o per altri motivi, per un totale di circa 32 milioni di persone. 

L’analisi per età evidenzia come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato (78,9%) mentre con l’avanzare dell’età tale abitudine tende progressivamente a diminuire (37,5% tra gli individui di 75 anni e più). La lettura di libri, inoltre, presenta una marcata differenza di genere: le donne mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%. 

Il divario interessa tutte le classi di età, cresce progressivamente dall’adolescenza fino all’età adulta, raggiungendo il massimo tra i 45 e i 54 anni (+17,4 punti percentuali), per poi ridursi nelle età successive. L’andamento nel tempo evidenzia una progressiva diminuzione della quota complessiva di lettori di libri, che passa dal 60,0% nel 2000 al 57,1% nel 2024. Il calo ha interessato sia gli uomini sia le donne (tra gli uomini la quota di lettori passa dal 54,9% al 51,2%, tra le donne dal 64,9% al 62,6%). 

Emergono forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno. Anche istruzione e reddito influenzano significativamente le abitudini di lettura: le persone con titolo di studio elevato leggono molto più di chi possiede un basso livello di istruzione, con un rapporto di 3 a 1. Analogamente, considerando i quinti di reddito, i lettori passano dal 43,9% nelle famiglie più povere al 72,5% in quelle economicamente più agiate.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account