Affitti brevi, CleanBnb: mercato florido nonostante i dazi, le guerre e le nuove regole

Secondo l'operatore si tratta di un elemento essenziale del mercato italiano
Peschiera del Garda
Pixabay

Le tensioni geopolitiche, le nuove regole e le politiche commerciali con l'introduzione di nuovi dazi non hanno scalfito il mercato degli affitti brevi che anche per il 2026 si conferma come un mercato vivo, florido e che continua a generare valore. A dirlo è CleanBnB, operatore italiano attivo sulla gestione professionale delle locazioni turistiche, che ha chiuso il primo semestre 2026 con un portafoglio di 3.154 appartamenti, 61.527 soggiorni gestiti e un gross booking di 23,83 milioni di euro.

Il valore medio dei soggiorni

Il segnale più forte arriva dal valore medio dei soggiorni, afferma CleanBnB: rispetto al primo semestre 2025 la società è stata in grado di ridurre il carico operartivo, con il 2% in meno di pernottamenti gestiti, ma con una crescita contestuale del gross booking del 3%. In altre parole, ogni soggiorno gestito da CleanBnB nella prima metà del 2026 vale di più rispetto allo scorso anno. Il valore medio supera i 387 euro, contro i circa 368 euro dello scorso anno: oltre il 5% in più. Non è il sintomo di un mercato che arretra, ma di un comparto che sta crescendo in qualità, professionalità e capacità di valorizzare l'offerta.

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Affitti brevi, una componente strutturale del turismo

"Negli ultimi anni, il nostro settore è stato spesso raccontato come il capro espiatorio di molte tensioni: l'aumento dei canoni, il degrado urbano, l'overtourism. Ma i numeri dimostrano che gli affitti brevi sono una componente ormai strutturale del turismo italiano che i viaggiatori di tutto il mondo vogliono e richiedono fortemente. Questo soprattutto grazie ai professionisti del settore, che hanno saputo guidare il mercato verso elevati standard ricettivi nell'ottica di un modello assolutamente sostenibile", dichiara Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB.

Le incertezze internazionali non frenano la domanda

Secondo la società, il primo semestre 2026 conferma questa vitalità. Le incertezze internazionali non hanno fermato la domanda e, sul fronte domestico, il confronto normativo sta contribuendo a rendere il mercato più ordinato e professionale. Gli operatori improvvisati lasciano spazio a realtà più solide, capaci di investire in tecnologia, qualità del servizio, compliance e relazione con i proprietari. "Un mercato più selettivo non è un mercato in difficoltà: è un mercato che cresce meglio . Chiede più qualità, più organizzazione e più responsabilità. Chi non è in grado di garantirle esce. Chi le ha costruite nel tempo, accelera", dice Zorgno.

 

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