Rivalutazione pensioni 2027, cosa aspettarsi per il prossimo anno

La rivalutazione è il meccanismo che ogni anno adegua gli assegni previdenziali al costo della vita, il tasso viene calcolato sulla base dell'indice FOI
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Il quadro sulla rivalutazione delle pensioni 2027 si è aggiornato rispetto a settembre. Il 30 settembre l’Istat ha diffuso la stima preliminare dei prezzi: a settembre l’inflazione è salita al 4,2% annuo (3,3% ad agosto), spinta ancora dall’energia, e l’inflazione acquisita 2026 è passata dal 2,9% al 3,1%. Il Documento programmatico di finanza pubblica del 2 ottobre ha rivisto al rialzo al 3% la crescita del deflatore dei consumi (il Dfp di aprile indicava il 2,8%) e stima per il 2027 una spesa pensionistica di 366,5 miliardi, 14,7 in più rispetto al 2026.

Come funziona la perequazione per scaglioni

Il meccanismo resta quello a scaglioni. Le soglie si calcolano sul trattamento minimo 2026 (611,85 euro):

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  • 100% dell’indice sulla quota fino a 2.447,40 euro mensili (quattro volte il minimo);
  • 90% sulla quota tra 2.447,40 e 3.059,25 euro;
  • 75% sulla parte oltre 3.059,25 euro.

Quanto aumentano le pensioni: lordo e netto

Pensione lorda mensileAumento lordo (da 2,8% a 3,1%)Aumento netto al 2,9%
1.000 euroda 28,00 a 31,00 eurocirca 20,46 euro
2.000 euroda 56,00 a 62,00 eurocirca 40,93 euro
2.800 euroda 77,41 a 85,71 eurocirca 51,17 euro
3.500 euroda 93,20 a 103,19 eurocirca 61,60 euro
4.000 euroda 103,70 a 114,81 eurocirca 61,22 euro

Tra aliquote Irpef e riduzione delle detrazioni, una parte consistente dell’aumento lordo se ne va in imposte. Oltre circa 3.846 euro lordi al mese, l’aliquota marginale del 43% fa sì che un assegno più alto possa ricevere un aumento netto persino inferiore a uno più basso: è il caso dei 4.000 euro rispetto ai 3.500.

Nessun conguaglio a gennaio

Il cedolino di gennaio 2027 non dovrebbe contenere conguagli sul 2026: l’1,4% applicato in via provvisoria coincide con la variazione media del FOI 2025 certificata dall’Istat. Il nuovo aumento sarà provvisorio e l’eventuale conguaglio sul 2027 arriverà a gennaio 2028.

Pensioni minime: il nodo della maggiorazione

Con una rivalutazione del 2,9% il trattamento minimo passerebbe da 611,85 a circa 629,59 euro e l’assegno sociale da 546,24 a circa 562 euro. Ma l’incremento aggiuntivo dell’1,3% sulle minime scade il 31 dicembre 2026: senza proroga in manovra, chi oggi riceve circa 619,80 euro vedrebbe salire l’assegno di soli 9,79 euro al mese, poco più della metà dell’effetto della sola perequazione. Se la maggiorazione fosse confermata, le stime parlano di un minimo vicino ai 637 euro. Forza Italia chiede di portare le minime a 800-850 euro, ma i costi sono elevati.

Il rischio taglio per gli assegni medio-alti

Resta l’incognita manovra. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 52/2026, che ha ritenuto legittimo il calcolo sull’intero importo applicato nel 2023-2024, la legge di bilancio potrebbe riproporre una riduzione della rivalutazione per gli assegni medio-alti, con perdite stimate fino a circa 1.300 euro l’anno. Per questo gli importi in tabella sono da considerare a legislazione vigente.

Le prossime tappe

  • fine ottobre-novembre: manovra e decisioni su minime e perequazione;
  • seconda metà di novembre: decreto Mef con la percentuale ufficiale;
  • gennaio 2027: nuovi importi in pagamento, in via provvisoria.

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