La benzina sopra i 2 euro al litro riaccende la domanda chiave: quanto si risparmia davvero con un'auto elettrica? Secondo le rilevazioni più recenti, la differenza può valere centinaia di euro l'anno. Ma c'è un dettaglio che cambia tutto: dove e come si ricarica. Con la ricarica domestica ai prezzi considerati, l'elettrico batte benzina e diesel in modo netto. Alle colonnine veloci, soprattutto in autostrada, il confronto può capovolgersi.
- Elettrico vs termico: i numeri che contano oggi
- Casa batte colonnina: come cambiano i conti con AC, DC e HPC
- Le soglie di pareggio: oltre questi prezzi conviene il termico
- Autostrada e ricariche veloci: quando il conto si ribalta
- La rete di ricarica: dove si è arrivati in Italia
- Come tenere bassa la spesa: mosse pratiche
Elettrico vs termico: i numeri che contano oggi
Per un confronto omogeneo è stato considerato un utilizzo annuo di 10.000 km e i prezzi medi rilevati nel Lazio l'11 settembre 2026: benzina a 2,071 EUR/l, gasolio a 2,179 EUR/l e Gpl a 0,731 EUR/l. I consumi medi impiegati sono: 18 km/l per la benzina, 20 km/l per il diesel e 12 km/l per il Gpl. Per l'elettrico, sono stati assunti 13 kWh/100 km in città e 20 kWh/100 km in autostrada. Con una ricarica domestica a 0,25 EUR/kWh, 100 km in città in elettrico costano 3,25 EUR (13 kWh × 0,25 EUR).
Con gli stessi prezzi, 100 km costano in media 11,51 EUR a benzina, 10,90 EUR a diesel e 6,09 EUR a Gpl. Su 10.000 km annui, l'elettrico in città con ricarica domestica fa risparmiare circa 826 EUR rispetto alla benzina, 765 EUR rispetto al diesel e 284 EUR rispetto al Gpl. Tradotto in spesa annua: circa 325 EUR per l'elettrico domestico, contro 1.151 EUR a benzina, 1.090 EUR a diesel e 609 EUR a Gpl.
Casa batte colonnina: come cambiano i conti con AC, DC e HPC
Le tariffe pubbliche variano molto. L'Osservatorio Adiconsum-TariffEV (tabelle di agosto 2026) ha analizzato 437 tariffe: 153 in AC, 152 in DC e 132 in HPC. I prezzi medi rilevati sono stati 0,64 EUR/kWh in AC, 0,73 EUR/kWh in DC e 0,76 EUR/kWh in HPC, con forchette ampie: AC 0,52-0,84 EUR/kWh; DC 0,58-0,81 EUR/kWh; HPC 0,54-0,90 EUR/kWh.
Applicando i consumi in città (13 kWh/100 km), i costi diventano: 8,32 EUR/100 km in AC (0,64 × 13), 9,49 EUR/100 km in DC e 9,88 EUR/100 km in HPC. In questo scenario urbano, l'elettrico resta di norma più conveniente di benzina e diesel anche alle colonnine, ma perde il confronto col Gpl. La musica cambia in autostrada: con 20 kWh/100 km, si sale a 12,80 EUR/100 km in AC, 14,60 EUR/100 km in DC e 15,20 EUR/100 km in HPC. Qui l'elettrico può diventare più caro di benzina e diesel se si ricarica soltanto in viaggio e ai prezzi medi.
Le soglie di pareggio: oltre questi prezzi conviene il termico
Per capire quando l'elettrico smette di essere competitivo, l'Osservatorio indica il "prezzo di pareggio" della ricarica. In città, con 13 kWh/100 km, la soglia è 0,885 EUR/kWh contro la benzina, 0,838 EUR/kWh contro il diesel e 0,468 EUR/kWh contro il Gpl. In autostrada (20 kWh/100 km) le soglie scendono a 0,576 EUR/kWh contro la benzina, 0,545 EUR/kWh contro il diesel e 0,305 EUR/kWh contro il Gpl.
Confrontandole con i prezzi medi pubblici, si nota che in città l'elettrico è ancora sotto le soglie rispetto ai carburanti principali nella maggior parte dei casi. In autostrada, invece, i prezzi medi in AC, DC e HPC risultano superiori alle soglie di pareggio con benzina e diesel: un campanello d'allarme per chi conta di viaggiare e ricaricare esclusivamente alle colonnine.
Autostrada e ricariche veloci: quando il conto si ribalta
L'aerodinamica e le velocità costanti aumentano i consumi delle elettriche in autostrada, facendo salire i kWh necessari. Se a questo si sommano tariffe DC/HPC più alte della media, l'elettrico può arrivare a costare di più del pieno tradizionale su singoli viaggi. Ai prezzi medi indicati, 100 km in HPC (15,20 EUR) superano i 10,90 EUR del diesel e gli 11,51 EUR della benzina.
Per i pendolari di lunga percorrenza o per chi fa molte tratte autostradali senza accesso alla ricarica domestica, è un'informazione decisiva nella scelta. Viceversa, chi ricarica per lo più a casa o in ufficio a tariffe calmierate può contare su uno scarto a proprio favore.
La rete di ricarica: dove si è arrivati in Italia
Secondo Motus-E (monitoraggio giugno 2026) in Italia sono presenti 84.564 punti di ricarica. Di questi, 60.359 hanno potenza inferiore a 50 kW, 17.432 sono tra 50 e 149 kW e 6.773 superano i 150 kW. Sulla rete autostradale risultano 1.516 punti di ricarica e il 54% delle aree di servizio è oggi dotato di infrastrutture per l'elettrico.
La copertura è in crescita e riduce l'ansia da autonomia, ma la densità e la potenza disponibile incidono sul costo effettivo di ogni viaggio: più si è "costretti" all'HPC, più è probabile avvicinarsi o superare i costi di benzina e diesel sulle lunghe percorrenze.
Come tenere bassa la spesa: mosse pratiche
Le differenze tra i listini e le abitudini di ricarica possono valere centinaia di euro l'anno. Alcune scelte riducono la spesa senza sacrificare troppa comodità, soprattutto per chi fa molti chilometri in ambito urbano o extraurbano.
- Privilegiare la ricarica domestica quando possibile e valutare offerte con fasce orarie.
- Usare l'AC pubblica nelle soste lunghe (lavoro, shopping) per abbattere il costo medio.
- Riservare la DC/HPC ai trasferimenti urgenti o alle tratte dove serve davvero potenza.
- Confrontare più app e abbonamenti: le forchette di prezzo sono ampie anche nella stessa categoria.
- Mantenere una guida regolare: velocità costante e pianificazione delle soste migliorano i consumi.
Articolo visto su (quifinanza.it) Ricarica contro pieno: quanto si risparmia con l’auto elettrica – QuiFinanza








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