Il caro benzina torna al centro del dibattito. Con la benzina self sopra i 2 euro al litro, il gasolio a circa 2,26 e il petrolio che torna a correre, per gli automobilisti italiani il pieno pesa di nuovo sul bilancio. Alla tensione sui mercati si aggiunge la fine degli sconti sulle accise, in vigore da marzo. Intanto non c’è certezza sui prezzi alla pompa, che potrebbero continuare a fluttuare, e non poco.
Quanto costa la benzina in Italia
Secondo i dati Mimit del 22 ottobre, la benzina self costa in media circa 2,02 euro al litro sulla rete stradale e 2,05 in autostrada. Il gasolio self è intorno a 2,26 euro al litro, con punte di 2,30 in autostrada. Per la prima volta da tempo il diesel costa più della benzina, e il divario pesa soprattutto su chi viaggia per lavoro.
Perché i carburanti sono tornati a salire
Il motivo principale è il petrolio. La crisi nello Stretto di Hormuz e i nuovi attacchi alle navi hanno spinto il Brent fino a 110-112 dollari al barile. Il prezzo alla pompa non segue il greggio in modo immediato, perché dipende anche dal cambio euro-dollaro, dalle tasse e dai margini della distribuzione. Se il petrolio resta alto, però, i rincari si trasferiscono sui listini con qualche giorno di ritardo.
Accise: finito lo sconto del governo
Dal decreto del 18 marzo 2026 il governo ha ridotto più volte le accise, partendo da uno sconto di 25 centesimi al litro. Il taglio sul gasolio previsto dal decreto-legge 162 del 17 settembre è scaduto il 5 ottobre e non è stato rinnovato. Da quella data l’accisa è tornata al valore pieno di 672,90 euro ogni mille litri (circa 67 centesimi al litro) e il gasolio è rincarato di 6,1 centesimi. È la prima volta dal mese di marzo senza sconti fiscali generalizzati.
Accise mobili: cosa sono e perché non sono ancora partite
Il governo punta sulle accise mobili. Il meccanismo usa l’extragettito Iva generato dai rincari del petrolio per tagliare le accise, senza nuove coperture. Meloni ha parlato di circa 170 milioni disponibili, ma serve un decreto interministeriale che, ad oggi, non risulta pubblicato. Giorgetti invita alla prudenza: pochi centesimi in meno alla pompa, moltiplicati per milioni di litri, costano centinaia di milioni.
La protesta degli autotrasportatori
Il gasolio caro ha riacceso la protesta dei camionisti. Dai primi di ottobre i blocchi sono partiti da Calabria e Puglia e si sono estesi ad altre regioni del Sud e al Lazio. Il governo ha annunciato circa 480 milioni di misure di sostegno e un incontro con Salvini il 20 ottobre, ma le associazioni li giudicano insufficienti. Un nuovo tavolo è previsto per il 27 ottobre.
Come risparmiare sul pieno
Le strategie più utili restano le stesse: confrontare i prezzi con l’app o il sito dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit, preferire il self service, evitare le aree di servizio autostradali e fare il pieno nei distributori fuori dai centri urbani. Anche una guida più morbida e la corretta pressione degli pneumatici riducono i consumi.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Tutto dipende da due fattori: l’andamento del Brent e la decisione del governo sulle accise mobili. Il tavolo con gli autotrasportatori del 27 ottobre potrebbe portare nuovi interventi, mentre una stabilizzazione della crisi di Hormuz allenterebbe la pressione sui prezzi.








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