Pensione, un italiano su due cambierebbe città. Per il 23% il motivo è il costo della vita

L’Osservatorio Sara Assicurazioni fotografa un Paese preoccupato per il futuro previdenziale ma poco preparato: quasi 8 su 10 sono in ansia, ma pochi hanno agito.
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Il 48% degli italiani si dice pronto a trasferirsi in un’altra città o regione una volta in pensione. Per il 25% la spinta è la ricerca di una migliore qualità della vita, ma una quota quasi uguale, il 23%, lo farebbe per ragioni economiche, cercando luoghi più sostenibili a causa di un assegno che teme insufficiente. Lo rivela l’Osservatorio Sara Assicurazioni, in un’indagine Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione.

Il futuro previdenziale preoccupa quasi 8 italiani su 10, ma la risposta pratica latita: il 38% ha valutato soluzioni senza attuarle, e un altro 30% non ci ha mai pensato. Pesa la scarsa conoscenza: solo il 17% si dice aggiornato sulle novità pensionistiche e il 29% ammette di non avere le competenze per decidere.

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Per aumentare la consapevolezza, il 33% guarda alle istituzioni, il 18% a banche e assicurazioni, il 12% alla famiglia. Tra gli strumenti preferiti per la vecchiaia, le soluzioni assicurative pensionistiche (33%) e i fondi pensione (20%), davanti ai conti deposito (9%) e agli investimenti sui mercati (7%). Nella scelta contano soprattutto la sicurezza (30%), i vantaggi fiscali (24%) e un rendimento superiore alla rivalutazione del TFR (19%). Per Emiliano De Salazar, direttore Vita di Sara Vita, serve rafforzare la cultura previdenziale perché le persone possano valutare gli strumenti per tempo.

 
 
 
 
 

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