Carta sanitaria da 300 euro per gli over 75, le novità in arrivo

Solo dopo l'approvazione definitiva la misura diventerà operativa e solo con i provvedimenti attuativi si saprà come presentare la richiesta e a partire da quando
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La manovra 2027 introduce una carta sanitaria da 300 euro per i pensionati con almeno 75 anni. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio il 28 ottobre. Il fondo vale 1,645 miliardi di euro per il 2027 e la platea stimata è di circa 5,5 milioni di anziani. Il voucher non è denaro da spendere liberamente: è destinato alle spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. La misura non è ancora legge, perché il testo deve essere votato dal Parlamento entro il 31 dicembre. 

Cos'è la carta sanitaria da 300 euro per gli over 75

La carta sanitaria è un contributo una tantum da 300 euro, previsto dal disegno di legge di bilancio 2027, per aiutare gli anziani a pagare le spese mediche che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza. Non è una pensione aggiuntiva né un bonus in contanti: può essere usato solo per le finalità sanitarie previste.

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Il fondo ha una dotazione di 1.645 milioni di euro per il 2027, che rappresenta anche il limite massimo di spesa. Il governo stima circa 5,5 milioni di beneficiari. La gestione dovrebbe essere affidata all'INPS, ma le regole operative saranno definite solo dopo l'approvazione della legge.

In un primo momento si era parlato di un importo più alto, fino a 500 euro. La cifra indicata nel testo approvato dal Consiglio dei ministri è invece di 300 euro.

A chi spetta

Secondo il testo approvato dal governo, i requisiti sono due, uno anagrafico e uno reddituale:

  • Età: aver compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026.
  • Pensione: percepire redditi da pensione nel 2025 fino a 28.000 euro lordi annui.

Il bonus è quindi riservato ai pensionati. Un over 75 che vive solo di redditi da lavoro o da affitti, senza alcuna pensione, non rientrerebbe tra i beneficiari. Chi supera il limite di 28.000 euro lordi di pensione resterebbe escluso.

Per chi compie 75 anni dal 1° gennaio 2027 in poi, il testo non prevede, allo stato attuale, alcuna estensione. Eventuali modifiche in Parlamento potrebbero però cambiare la platea.

Serve l'ISEE?

Dalle informazioni disponibili non risulta alcuna soglia ISEE. Il criterio economico è il reddito da pensione, non la situazione patrimoniale o familiare: non conta quindi il valore della casa, né il reddito del coniuge o dei familiari conviventi.

Il contributo non dovrebbe essere considerato reddito imponibile e non dovrebbe incidere sul calcolo dell'ISEE. Chi lo riceve, in altre parole, non rischia di perdere altre prestazioni legate all'ISEE. Trattandosi ancora di un disegno di legge, il quadro definitivo sarà chiaro solo dopo il voto del Parlamento e l'emanazione dei provvedimenti attuativi.

Per quali spese si può utilizzare

Il voucher è destinato alle spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Dalle prime indicazioni, le voci principali dovrebbero essere:

  • Farmaci non rimborsati dal SSN.
  • Visite specialistiche private o a pagamento.
  • Ticket sanitari a carico del cittadino.
  • Cure dentali, tra le spese più pesanti per molti anziani.

L'elenco definitivo delle prestazioni ammesse, e le modalità con cui dimostrare la spesa, saranno stabiliti dai decreti attuativi. Conviene quindi conservare ricevute e fatture delle spese sanitarie sostenute, in attesa di istruzioni ufficiali.

Come richiederla e quando arriva

Al momento non è possibile fare domanda: le richieste non sono ancora aperte e non c'è una piattaforma dedicata. La gestione dovrebbe passare dall'INPS, che in genere comunica le modalità con una circolare dopo l'entrata in vigore della legge.

Non è ancora chiaro se il contributo verrà riconosciuto in automatico a chi ha i requisiti o se servirà presentare una richiesta, né se verrà distribuito come carta fisica, voucher digitale o altro strumento. Il fondo è previsto per il 2027, quindi è plausibile che l'erogazione parta nel corso dell'anno.

Per evitare truffe, vale la pena ricordare che nessun ente chiede dati bancari o pagamenti anticipati per ottenere il bonus. Le informazioni ufficiali arriveranno dai canali istituzionali, in particolare dal sito dell'INPS.

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