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Partite iva minimi: è corsa per aderire al vecchio regime, ma ecco quali sono i rischi

Autore: Redazione

Il 1° Gennaio 2015 entra in vigore la contestata riforma del regime dei minimi prevista dalla legge di stabilità. A partire da quel giorno non sarà più possibile contare sulle attuali - più vantaggiose - regole, fatto che ha spinto molti a pensare di aprire una partita iva entro la fine dell'anno e usufruire così delle vecchie disposizioni

Cosa prevede il regime in scadenza

Il regime in scadenza consente per i primi 5 anni di attività di non applicare l'iva sulle fatture emesse e di versare al fisco un'imposta sostitutiva del 5% sulla differenza tra incassi e costi. Il periodo poi può essere prolungato se si è sotto i 35 anni. La soglia massima di reddito fissata è di 30mila euro lordi

Le condizioni del nuovo regime dei minimi

In base a quanto previsto dal testo già approvato alla camera, ora all'esame del senato, l'aliquota dal 5% passa al 15% e sono indicate diverse fasce di reddito a cui applicarla, dai 15mila ai 40mila euro. Inoltre, il meccanismo con cui si calcola l'imponibile, se nel vecchio regime è dato dalla differenza tra ricavi e costi, con il nuovo sistema è dato dai ricavi moltiplicati per un coefficiente di redditività che varia a seconda del settore, con uno sconto di un terzo per i primi tre anni, qualora l'attività aperta non sia la prosecuzione di un lavoro svolto in precedenza sotto altre forme contrattuali

Il consiglio di Roberto orlandi, presidente del collegio nazionale degli agrotecnici

Qualche giorno fa, Roberto orlandi, presidente del collegio nazionale degli agrotecnici, ha invitato chi ha intenzione di avviare nei prossimi mesi un'attività libero-professionale ad "anticipare l'avvio, entro il 31 dicembre 2014, per potersi avvalere delle attuali e più favorevoli regole"

Aprire una partita iva entro il 31 dicembre 2014, i rischi

Ma non è tutto oro quel che luccica e chi ha deciso di aprire una partita iva entro il 31 dicembre 2014 per poter usufruire del vecchio regime dei minimi deve tenere in considerazione alcuni rischi. Innanzitutto, come evidenziato da dimitri de capitani dello studio panella e associati di Milano, se non si fattura niente entro la fine dell'anno l'agenzia delle entrate potrebbe contestare che l'attività non sia stata effettivamente avviata. E quindi potrebbe non riconoscere l'applicazione del vecchio regime fiscale agevolato

Poi, se si apre una partita iva come consulente o professionista senza essere iscritti a un ordine, sul reddito andrà versato all'inps il 27,72% (ancora per dicembre). Ma nel caso non vengano emesse fatture, non sarà dovuto alcun contributo previdenziale. Nell'ipotesi in cui si scelga la forma della ditta individuale, l'aliquota inps sarà inferiore, ma ci saranno da versare i minimi contributivi, che la legge di stabilità potrebbe abolire, ma che sono ancora in vigore

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