Notizie su mercato immobiliare ed economia

Dichiarazione Iva 2017, la scadenza del 28 febbraio

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

Il 28 febbraio 2017 scade il termine ultimo per presentare la dichiarazione Iva per il 2016. L’adempimento riguarda tutti i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, artistiche, professionali. Dal 2018 la dichiarazione si trasmetterà dal primo febbraio al 30 aprile.

In alcune situazioni la dichiarazione Iva deve essere presentata con modalità ad hoc. Si tratta del fallimento, della cessazione e della riapertura dell’attività.

  • Fallimento: si presenta un’unica dichiarazione, compilando due moduli per le procedure concorsuali. Nel primo, curatori fallimentari e commissari liquidatori indicano le operazioni registrate prima della dichiarazione di fallimento o liquidazione coatta (barrando la casella del rigo “VA3″), nel secondo quelle registrate successivamente. Se però la procedura concorsuale è iniziata fra il primo gennaio 2017 e il 28 febbraio 2017, nel caso in cui il contribuente stesso non abbia provveduto all’adempimento, curatore fallimentare e commissario liquidatore presentano la dichiarazione nei tempi ordinari ovvero entro quattro mesi dalla loro nomina, se successiva alla scadenza per la presentazione della dichiarazione.
  • Cessazione: se il contribuente, nel corso del 2016, ha prima cessato l’attività e poi ha ripreso la stessa o altra attività, quindi ha chiuso una partita Iva e ne ha aperta una nuova, deve presentare, per il 2016, un’unica dichiarazione composta dal frontespizio, con indicate partita Iva e informazioni anagrafiche relative all’ultima attività esercitata, e due moduli, una per ciascuna attività. Solo nel primo vanno compilati i quadri VT e VX, che riepilogano la situazione riferita all’intero anno.
  • Non residenti: se il contribuente opera in Italia tramite rappresentante fiscale o identificazione diretta, il riquadro contribuente è riservato ai dati riguardanti il soggetto estero. Nel riquadro “dichiarante” vanno inserite le informazioni che identificano il rappresentante legale (soggetto tenuto all’obbligo dichiarativo) e il codice carica “6″ nel primo caso, e i dati del rappresentante della ditta e il codice carica “1″, soltanto per i contribuenti diversi dalle persone fisiche, nel secondo caso. Se invece il contribuente ha una stabile organizzazione in Italia, assolve gli adempimenti utilizzando il numero di partita Iva assegnata dall’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione annuale è affare della stabile organizzazione e non della casa madre situata all’estero e le regole sono le stesse di quelle previste per i soggetti passivi residenti.

I moduli sono Iva e Iva base, che è semplificato e può essere utilizzato da persone fisiche e imprese che hanno determinato imposta e detrazioni con modalità ordinarie (quindi non in base a regimi Iva speciali come quelli previsti per gli agricoltori o le agenzie di viaggio), hanno svolto in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse (articolo 34-bis del Dpr 633/1972), non hanno effettuato operazioni con l’estero, non hanno compiuto acquisti e importazioni senza applicazione dell’imposta usufruendo del plafond, oppure non hanno partecipato a operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.

La dichiarazione Iva si presenta esclusivamente online, direttamente o tramite intermediari. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili i software di compilazione e controllo e le specifiche tecniche. La presentazione si intende effettuata nel momento di cui l’Agenzia attesta l’avvenuta presentazione attraverso la specifica ricevuta.

La presentazione in ritardo, ma entro i successivi 90 giorni, prevede il pagamento della sanzione di 250 euro, riducibili a 25 euro mediante ravvedimento operoso. Superati i tempi supplementari, per il fisco la dichiarazione è omessa, anche se l’imposta risultante dal modello “ritardatario” fa titolo ai fini della riscossione.

Per quanto riguarda il pagamento dell’imposta, versamento entro il 16 marzo 2017 (in unica soluzione o in rate mensili, al massimo fino a novembre) oppure, con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo, rispettando i termini previsti per il pagamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi (30 giugno ovvero, con la maggiorazione dello 0,40%, 31 luglio).