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Agenzia delle Entrate Riscossione, qual è l’importo minimo e massimo di una cartella

Autore: Redazione

Quando il contribuente riceve una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione può avere il diritto a non pagarla. Tale diritto deve essere riconosciuto dalla legge. Vediamo, innanzitutto, qual è il tetto minimo e massimo di una cartella.

Secondo il divieto scattato il 1° luglio 2012 per gli Agenti per la riscossione e per gli altri enti impositori, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può notificare una cartella esattoriale per un importo inferiore a 30 euro, compresi interessi e sanzioni. Qualora il mancato pagamento del contributo comportasse l’applicazione di altri interessi e sanzioni e venisse superata la soglia dei 30 euro, la cartella diventerebbe legittima e bisognerebbe pagare.

Ma se è illegittima una cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione di importo troppo basso, lo è anche una con un importo eccessivamente elevato. In particolare, il pignoramento nei confronti di un nullatenente o di chi ha redditi talmente bassi da non riuscire a pagare il debito anche lavorando tutta una vita è assai difficile.

La legge 3/2012 consente la liberazione dal cosiddetto sovra-indebitamento in tre modi:

  • raggiungendo un accordo con il 60% dei creditori, poi ratificato dal tribunale (cosiddetto accordo coi creditori);
  • ottenendo la decurtazione del debito dal tribunale, anche senza il consenso dei creditori (cosiddetto piano del consumatore);
  • disponendo la vendita dei propri beni attraverso il tribunale e procedendo alla ripartizione del ricavato tra i creditori (cosiddetta liquidazione del patrimonio).

Il tutto, però, deve essere dimostrato: è necessario dar prova di non essersi indebitati per propria colpa e di non aver usufruito di questa procedura nei 5 anni precedenti. L’interessato dovrà farsi redigere un apposito programma da parte di un professionista, che sarà presentato in tribunale; a presiedere sulla regolarità della procedura sarà chiamato un “organismo di composizione della crisi”, che potrebbe essere anche un commercialista o un avvocato.

Ridurre i debiti con il piano del consumatore (destinato solo ai debiti non derivanti da attività imprenditoriali) o con l’accordo coi creditori è possibile anche nel caso in cui il creditore sia uno soltanto. Se il contribuente ha accumulato un’esposizione debitoria solo nei confronti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, può ricorrere alle citate procedure e ottenere un taglio degli importi fino all’80%.