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Conservazione delle fatture elettroniche, ecco come fare

Autore: Redazione

Dallo scorso 1º gennaio le fatture elettroniche sono diventate realtà. Ma come funziona la loro conservazione? Andiamo a scoprirlo.

La fattura elettronica deve essere redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone. Deve poi essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di Interscambio (SdI), una sorta di “postino” che verifica l’esistenza e la correttezza dei dati obbligatori ai fini fiscali dell’emittente e dell’indirizzo telematico, ovvero del codice destinatario o indirizzo Pec al quale il cliente chiede che sia recapitata la fattura. Se tutto è in regola, la fattura viene recapitata.

Conservazione fatture elettroniche, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

In merito alla conservazione delle fatture elettroniche, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che dal 1º gennaio 2019 chi opera nel cosiddetto regime dei minimi o con regime forfettario è tenuto alla conservazione delle fatture elettroniche solo se il soggetto comunica a chi rilascia la fattura o al prestatore l’indirizzo di posta Pec o il codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche.

Conservazione fatture elettroniche forfettari e conservazione fatture elettroniche ricevute via Pec

Per la conservazione delle fatture elettroniche ricevute sono dunque possibili due opzioni: la conservazione analogica nel caso di mancata comunicazione dell’indirizzo telematico (Pec o codice destinatario) al quale il Sistema di Interscambio dovrà indirizzare le fatture di acquisto emesse nei confronti di minimi e forfettari; l’archiviazione digitale nel caso di avvenuta comunicazione della Pec o del codice destinatario.

Conservazione fatture elettroniche, il servizio dell’Agenzia delle Entrate

Si ricorda che i cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente, ai sensi del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014, le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il SdI, utilizzando il servizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Per poter usufruire del servizio di conservazione messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate il contribuente deve preventivamente aderire all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate. L’adesione al servizio di conservazione e il successivo utilizzo del servizio stesso sono consentiti attraverso intermediari, anche diversi da quelli individuati dall’articolo 3 del d.p.r. 322/1998, appositamente delegati dal cedente/prestatore o cessionario/committente.

Conservazione fatture elettroniche, il servizio di Aruba

Aruba offre una soluzione alternativa a quella dell’Agenzia delle Entrate con la quale è possibile la creazione, la ricezione e la conservazione delle fatture elettroniche. La Web App di Aruba mette a disposizione un account gratuito che può essere creato semplicemente iscrivendosi al sito dedicato.