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"Il condominio è un consumatore", la sentenza della Corte di Giustizia europea

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Autore:
TALEA Tax Legal Advisory

Articolo scritto dall'avv Augusto Cirla di TALEA

La normativa nazionale di ciascun stato membro della Comunità Europea, che abbia recepito la direttiva CEE n.93/13 concernente le clausole abusive nei contratti, ben può interpretare la direttiva in modo tale da estendere la tutela ivi prevista in favore del consumatore anche al Condominio, benché soggetto diverso dalla persona fisica.

Nel rispetto infatti del trattato, è data possibilità ad ogni stato membro di garantire un più elevato livello di protezione al consumatore mediante proprie disposizioni più severe, estendendo l’applicazione della direttiva anche a settori, quale il Condominio, che esulano dall’ambito della stessa.

Così ha deciso la Corte di Giustizia Europea con sentenza del 02 aprile 2020 nella causa C -329/19,che aveva trovato origine da una vertenza promossa da un Condominio avanti il Tribunale di Milano in opposizione ad un atto di precetto notificato a cura di una società di erogazione del calore, con richiesta di pagamento di interessi moratori ben superiori a quelli legali in quanto previsti nel contratto unilateralmente da questa predisposto.

Sul presupposto della qualifica di consumatore attribuita dalla giurisprudenza al condominio (Cass. 10679/15), nonché dell’espresso richiamo nel codice del consumo della direttiva 93/19, il Condominio aveva ritenuto che la clausola di previsione di interessi ultra legali doveva ritenersi vessatoria e dunque nulla in quanto diretta ad imporre al consumatore il pagamento di interessi moratori eccessivamente onerosi in caso di inadempimento e/o ritardo

È d’altro canto possibile che soggetti non riconducibili alle categorie della persona fisica o giuridica, possano trovarsi, nella trattativa, in una situazione di inferiorità rispetto al professionista, tale da giustificare una tutela idonea a sostituire ad un equilibrio tra le parti solo formale un equilibrio invece reale ed una eguaglianza sostanziale tra le parti.

Sulla base di simili ragionamenti il giudice dell’opposizione, con ampia e dettagliata motivazione, ha rimesso alla Corte di Lussemburgo la questione se la nozione di consumatore, come accolta dalla direttiva 93/13/CEE, osti alla qualificazione come consumatore di un Condominio, sebbene esso sia ritenuto nel nostro ordinamento un mero ente di gestione.

La Corte, con la sentenza in commento, pur confermando che il Condominio non possa rientrare, in quanto non persona fisica, nell’ambito di applicazione della suddetta direttiva, ha ritenuto comunque ad esso estendibile le norme a tutela dei consuma