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Proroga del blocco dei licenziamenti per covid nel decreto rilancio

Autore: Redazione

Con la conversione in legge del decreto rilancio, arriva anche la proroga del blocco dei licenziamenti, che adesso diventa di cinque mesi, fino al 17 agosto 2020.

Già introdotto dal decreto rilancio, il blocco dei licenziamenti, in origine di tre mesi, viene prorogato di altri due mesi dal decreto rilancio, decorrenti dal 17 marzo fino al 17 agosto 2020, e riguarda tutti i datori di lavoro indipendentemente dal numero dei dipendenti.

Non si può recedere dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, neanche se si tratta di procedimenti già in corso. La norma prevede infatti la preclusione di tutte le procedure di licenziamento collettivo, mentre vengono sospese anche le procedure di licenziamento collettivo attualmente pendenti.

Ê possibile anche revocare i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo avvvenuti tra il 23 febbraio e il 17 marzo 2020, a condizione che il datore di lavoro richieda la cassa integrazione salariale a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In questo caso non ci sono oneri e sanzioni per il datore di lavoro.

Sono inveci sottratti al divieto queste tipologie di licenziamento

  • licenziamenti per giusta causa
  • licenziamento per motivi disciplinari
  • licenziamento per superamento del periodo di comporto
  • il licenziamento per scarso rendimento (criteri individuali ed oggettivi)

Sono sottratti al divieto di licenziamento anche alcune specifiche categorie di lavoratori

  • lavoratori assunti in prova
  • lavoratori hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia
  • lavoratori domestici
  • apprendisti che hanno compiuto il periodo di formazione