Nuovi scaglioni e aliquote IRPEF 2022: cosa è cambiato

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Con l’ultima Legge di Bilancio, il sistema su cui si basa il calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ha subito importanti modifiche: ecco come orientarsi tra scaglioni e aliquote IRPEF 2022 e nuove detrazioni.

La Legge di Bilancio 2022 ha attuato la tanto attesa riforma fiscale. Le aliquote e gli scaglioni IRPEF 2022 sono stati rivisti e le modalità di calcolo sono cambiate. Importanti novità sono state introdotte anche in merito alle detrazioni spettanti per categoria di reddito. Scopriamo quali sono le nuove regole in vigore per capire come calcolare le imposte dovute senza commettere errori.

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Cos’è l’IRPEF e cosa è cambiato con la Legge di Bilancio 2022

L’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è un’imposta che viene applicata mediante aliquote in base alla fascia di reddito di appartenenza. Tutti i lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi e soci d’impresa, residenti in Italia o che percepiscono il reddito in Italia, sono tenuti a corrispondere questa forma di contribuzione allo Stato. Più il reddito è alto, più l’IRPEF, in base ad un sistema di aliquote e scaglioni, aumenta di valore. Lavoratori dipendenti e pensionati possono pagare l’imposta con una trattenuta mensile nella busta paga. Gli autonomi, invece, possono farlo al momento della dichiarazione dei redditi.

La Legge di Bilancio 2022 (legge n. 234 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2021) ha riformato l’IRPEF, ridisegnando le aliquote e gli scaglioni e riorganizzando le detrazioni, distinte per categoria di reddito (dipendente, da pensione e autonomo). In vigore dal 1° gennaio 2022, la nuova normativa è uno degli interventi fiscali di più ampia portata previsti dal PNRR e ha introdotto importanti cambiamenti in merito alle modalità di calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Nuovi scaglioni e aliquote IRPEF 2022

L’imposta sul reddito delle persone fisiche non è stata riformata a livello strutturale. La nuova Legge, infatti, è intervenuta esclusivamente sulla rimodulazione degli scaglioni e delle aliquote IRPEF 2022. Ecco quali sono i nuovi scaglioni di reddito e le relative aliquote:

  • 1° scaglione di reddito: reddito compreso tra 0 euro e 15 mila euro. L’aliquota IRPEF è pari al 23%. A titolo di esempio: in caso di reddito pari a 15 mila euro, l’aliquota corrisponde ad una tassazione di 3.450 euro;
  • 2° scaglione di reddito: reddito compreso tra 15.001 euro e 28 mila euro. L’aliquota IRPEF è pari al 25%;
  • 3° scaglione di reddito: reddito compreso tra 28.001 euro e 50 mila euro. L’aliquota IRPEF è pari al 35%;
  • 4° scaglione di reddito: reddito superiore a 50 mila euro. L’aliquota IRPEF è pari al 43%.

Fino al 31 dicembre 2021, prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2022, gli scaglioni di reddito sulla base dei quali venivano applicate le aliquote IRPEF erano cinque e non quattro. I valori del 23% e del 43% sono stati confermati dalla nuova normativa, mentre le aliquote intermedie hanno subito modificazioni. Più nello specifico, rispetto al 2021:

  • è stata soppressa l’aliquota del 41%;
  • l’aliquota del secondo scaglione di reddito è stata ridotta dal 27% al 25%;
  • la terza aliquota è stata ridotta dal 38% al 35% e può essere applicata a redditi fino a 50 mila euro;
  • la quarta aliquota, pur mantenendo lo stesso valore del 2021 (43%), può essere applicata a redditi superiori a 50 mila euro (non più a redditi superiori a 75 mila euro).

I nuovi scaglioni e aliquote IRPEF 2022 hanno comportato il venire meno di una serie di bonus fiscali, tra cui il “Bonus Renzi”. Quest’ultimo, infatti, è rimasto invariato solo per i redditi fino a 15 mila euro.

Come sono cambiate le detrazioni

Le novità sugli scaglioni e le aliquote IRPEF 2022 sono state affiancate dalla ridefinizione del sistema delle detrazioni. Queste ultime sono adesso distinte per categoria di reddito: dipendente, da pensione e autonomo.

In rapporto al periodo di lavoro effettuato nell’anno, ai lavoratori dipendenti spetta una detrazione pari a:

  • 880 euro, se il reddito complessivo non supera i 15 mila euro. In questo caso, l’ammontare della detrazione effettiva non può essere inferiore a 690 euro. In caso di rapporto di lavoro a tempo determinato, invece, non può essere inferiore a 1.380 euro;
  • 910 euro, se il reddito complessivo eccede i 15 mila euro e non supera i 28 mila euro. L’ammontare della detrazione effettiva è aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l’importo del rapporto tra 28 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 13 mila euro. Il calcolo è il seguente: 1.910+1.190*(28.000-reddito)/13.000);
  • 910 euro, se il reddito complessivo eccede i 28 mila euro e non supera i 50 mila euro. L’ammontare della detrazione effettiva è data dal rapporto tra l’importo di 50 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 22 mila euro. Il calcolo è il seguente: 1.910*(50.000-reddito)/(50.000-28.000);
  • 0 euro, se il reddito complessivo supera i 50 mila euro.

Per i redditi complessivi compresi tra 25 mila euro e 35 mila euro, la detrazione subisce un incremento di 65 euro.

La detrazione spettante ai pensionati, non cumulabile con quella prevista per i rapporti di lavoro dipendente, in rapporto al periodo di pensione nell’anno, è pari a:

  • 955 euro, se il reddito complessivo non supera gli 8.500 euro. In questo caso, l’ammontare della detrazione effettiva non può essere inferiore a 713 euro;
  • 700 euro, se il reddito complessivo eccede gli 8.500 euro e non supera i 28 mila euro. L’ammontare della detrazione effettiva è aumentata del prodotto tra 19.500 euro e l’importo del rapporto tra 28 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 19.500 euro;
  • 700 euro, se il reddito complessivo eccede i 28 mila euro e non supera i 50 mila euro. L’ammontare della detrazione effettiva è data dal rapporto tra l’importo di 50 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 22 mila euro;
  • 0 euro, se il reddito complessivo supera i 50 mila euro.

Per i redditi complessivi compresi tra 25 mila euro e 29 mila euro, la detrazione subisce un incremento di 50 euro.

Infine, per i redditi assimilati al lavoro dipendente, è prevista una detrazione, non cumulabile con quelle previste per i rapporti di lavoro dipendente e da pensione, pari a:

  • 265 euro, se il reddito complessivo non supera i 5.500 euro;
  • 500 euro, se il reddito complessivo eccede i 5.500 euro e non supera i 28 mila euro. L’ammontare della detrazione effettiva è aumentata del prodotto tra 765 euro e l’importo del rapporto tra 28 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 22.500 euro;
  • 500 euro, se il reddito complessivo eccede i 28 mila euro e non supera i 50 mila euro. L’ammontare della detrazione effettiva è data dal rapporto tra l’importo di 50 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 22 mila euro;
  • 0 euro, se il reddito complessivo supera i 50 mila euro.

Per i redditi complessivi compresi tra 11 mila euro e 17 mila euro, la detrazione subisce un incremento di 50 euro.

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Quali sono le nuove aliquote IRPEF 2022?

Le nuove aliquote IRPEF sono quattro: 23%, 25%, 35% e 43%.

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Come calcolare l'IRPEF mensile in busta paga 2022?

Per calcolare l’IRPEF mensile in busta paga è sufficiente parametrare le aliquote su base mensile. È necessario fare riferimento agli scaglioni di reddito IRPEF mensili e non annuali.

Come calcolare le nuove aliquote IRPEF?

Per calcolare l’IRPEF 2022 è necessario fare riferimento ai nuovi quattro scaglioni di reddito (0-15 mila euro; 15.001 euro-28 mila euro; 28.002 euro-50 mila euro; oltre i 50 mila euro) e alle aliquote corrispondenti (23%; 25%; 35%; 43%).

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