Spese notarili detraibili: quali sono e quanto si può recuperare nel 2026

Le spese notarili sono detraibili solo se riferite al mutuo ipotecario per l'abitazione principale: si recupera il 19% sull'IRPEF.
Spese notarili detraibili
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Tra i vari costi da sostenere quando si acquista o si eredita un immobile, quelli legati agli atti notarili occupano spesso una porzione rilevante. Proprio per questa ragione, la normativa fiscale presenta alcune agevolazioni, per ridurne il peso in sede di dichiarazione dei redditi. Ma quali sono le spese notarili detraibili? È generalmente possibile detrarre il 19% dell’importo sostenuto, ma solo per le spese notarili connesse al mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale. Per contro, gli onorari del notaio per la stipula del finanziamento non beneficiano dell’agevolazione se riferiti a seconde case o, ancora, ad atti diversi dalla stessa abitazione principale.

Quali spese del notaio si possono detrarre

Per comprendere quali spese del notaio si possono effettivamente detrarre, è innanzitutto necessario verificare le disposizioni di legge. In base all’articolo 15 del TUIR - ovvero il Testo Unico sull’Imposta dei Redditi - è prevista una detrazione al 19% non sull’intera parcella emessa dal professionista, bensì sugli oneri accessori di specifici atti.

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In particolare, si potranno detrarre le spese notarili sull’acquisto della prima casa, relativamente agli oneri accessori del mutuo ipotecario. Più precisamente:

  • l’onorario del notaio limitato alla redazione e alla stipula del contratto di mutuo; 
  • le somme anticipate dal notaio per conto del cliente, quali l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca nei registri immobiliari. 

Tra gli oneri accessori detraibili rientrano anche, separatamente, le spese di perizia tecnica della banca, le commissioni di intermediazione e le eventuali penali per l’estinzione anticipata del finanziamento o, ancora, altri costi strettamente funzionali al mutuo.

Spese del mutuo prima casa detraibili
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Sono pertanto escluse tutte le spese relative al contratto di compravendita, le imposte di registro, ipotecarie, catastali e l’IVA sul trasferimento della proprietà, nonché le polizze assicurative sull’immobile. Si tratta di una distinzione importante, soprattutto se il notaio emette un’unica fattura: tramite il dettaglio separato delle voci, si dovranno isolare le quote effettivamente detraibili.

Quanto si recupera delle spese del notaio

Sempre in base all’articolo 15 del TUIR, il recupero fiscale delle spese notarili avviene tramite detrazione dall’imposta lorda IRPEF:

  • pari al 19% dell’importo sostenuto;
  • entro un tetto massimo annuale di 4.000 euro, che include sia gli interessi passivi sul mutuo che tutti gli oneri accessori detraibili.

Nella pratica, si potrà recuperare un massimo di 760 euro di detrazione annua. È inoltre consigliato che i pagamenti avvengano con metodi tracciabili e si conservi tutta la relativa documentazione.

Quali spese per la prima casa si possono detrarre

Una delle evenienze più comuni riguarda la possibilità di approfittare dei benefici fiscali per l’abitazione principale. Le spese notarili detraibili per l’acquisto della prima casa riguardano unicamente la quota di parcella legata al mutuo ipotecario. Sempre in base all’articolo 15 del TUIR, il beneficio:

  • è pari al 19% sull’IRPEF;
  • per un tetto massimo di 4.000 euro, includendo sia interessi passivi che oneri accessori.

Per poter approfittare dell’agevolazione, è inoltre necessario che:

  • l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto;
  • il mutuo sia garantito da ipoteca sull’immobile stesso;
  • il contribuente sia contemporaneamente il proprietario - o il comproprietario - dell’immobile che l'intestatario del finanziamento.

Ma le spese notarili per l’acquisto della prima casa senza mutuo, sono detraibili? La condizione principale per accedere all’agevolazione è la presenza di un mutuo ipotecario: se la prima casa è stata comprata in assenza di finanziamenti, non si possono portare gli oneri in detrazione.

Ancora, è utile sottolineare che la disciplina rimane invariata anche per le spese notarili detraibili per l'acquisto della prima casa nel 2025, quindi riportate nella dichiarazione dei redditi del 2026.

La detrazione delle spese notarili sulla seconda casa

Similmente a quanto accade per l’acquisto dell’abitazione principale in assenza di un finanziamento, non esistono spese notarili detraibili sulla seconda casa, ovvero quando l’immobile non è adibito ad abitazione principale. Il limite è il medesimo: l’articolo 15 del TUIR richiede esplicitamente che l’immobile finanziato dal mutuo ipotecario sia adibito proprio ad abitazione principale.

L’unica eccezione, seppur molto rara, riguarda il caso di un immobile aggiuntivo accorpato all’abitazione principale, per ottenere un unico complesso residenziale: in presenza di un mutuo, la detrazione può essere riconosciuta, previo accertamento dei requisiti oggettivi.

Le spese notarili detraibili su detrazioni e successioni

Nemmeno nel campo delle trasmissioni ereditarie o degli atti di liberalità, la detrazione al 19% trova applicazione. Innanzitutto, non sono previste spese notarili detraibili sulla successione: gli eredi possono eventualmente recuperare le spese funebri, al 19% fino a 1.550 euro, ma si tratta di una disciplina separata rispetto alle agevolazioni sui costi del notaio.

Calcolo delle detrazioni sui costi del notaio
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Dopodiché, non sono detraibili le spese notarili per la donazione, che tuttavia può godere di altri benefici fiscali, fuori dal 19% sull’IRPEF relativo agli oneri accessori sulla prima casa.

Quale fattura del notaio si può scaricare

Proprio perché la normativa vigente limita i casi di detrazione a specifici oneri notarili, è necessario prestare attenzione alla fattura emessa dal notaio. Non potrà infatti essere detratta per intero, ma solo le quote relative:

  • all’atto di mutuo ipotecario;
  • agli oneri accessori, come l’iscrizione dell’ipoteca o le perizie.

Se il professionista ha emesso un documento unico che accorpa rogito e mutuo, è fondamentale richiedere un dettaglio analitico o un’integrazione che separi le due prestazioni, affinché le relative quote siano riconoscibili. Inoltre, la fattura deve riportare chiaramente la data di emissione, l’importo e la descrizione delle prestazioni.

Come inserire le detrazioni in dichiarazioni dei redditi

Infine, è utile conoscere come materialmente le detrazioni applicabili possano essere riportate nella dichiarazione dei redditi, per il Modello 730 oppure il Modello Persone Fisiche.

Per quanto riguarda la fattura del notaio sulla prima casa nel 730, va compilato:

  • il Quadro E, relativo a Oneri e Spese, nella sezione I;
  • il rigo E7, inserendo l’importo complessivo tra interessi passivi e oneri accessori, inclusa la quota notarile del mutuo;
  • la colonna 1 per i mutui stipulati entro il 31 dicembre 2021, la colonna 2 per quelli stipulati dal primo gennaio 2022 in poi.

Per il Modello Redditi PF, la compilazione è analoga, nel quadro RP, al rigo RP7, corrispondente agli oneri dei mutui. La detrazione viene poi calcolata automaticamente, al 19% sul tetto massimo di 4.000 euro.

Inoltre, sia per il 730 che per il Modello Persone Fisiche, in caso di comproprietà va indicata unicamente la porzione relativa alla propria quota. In alternativa, ci si può avvalere della dichiarazione precompilata o, ancora, dell’aiuto del proprio commercialista o del CAF territorialmente competente.

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