Anche per il 2026 è stata confermata la detrazione delle spese d'intermediazione immobiliare riferite all'abitazione principale.
Commenti: 0
Agevolazione spese intermediazione immobiliare
Freepik

Per chi desidera acquistare casa con l’aiuto di un professionista, sono disponibili importanti agevolazioni fiscali. È stata infatti rinnovata anche per il 2026 la detrazione delle spese di intermediazione immobiliare, una misura che permette di approfittare del 19% sull’IRPEF dei costi sostenuti per la consulenza di un agente o un’agenzia immobiliare, se riferiti all’abitazione principale. La detrazione si applica su un importo massimo di 1.000 euro, quindi 190 euro, purché si utilizzino metodi di pagamento tracciabili, come il bonifico, la carta di credito o l’assegno non trasferibile.

Quali spese di intermediazione si possono detrarre nel 2026

Come previsto dall’articolo 15 del D.P.R. 917/1986, ovvero il Testo Unico delle Imposte sui redditi, anche per l’anno in corso sono state confermate le agevolazioni fiscali per i servizi di intermediazione immobiliare. La Legge di Bilancio 2026, ovvero la Legge 199/2025, non ha infatti introdotto nuove scadenze o modifiche alla normativa vigente, confermando perciò l’applicabilità del beneficio. 

L’agevolazione riguarda i compensi riconosciuti a mediatori immobiliari - sia agenti che agenzie - per le attività di consulenza svolte in occasione dell’acquisto di un immobile destinato a residenza principale. In altre parole, è prevista una detrazione IRPEF sulla prima casa per:

  • le provvigioni pagate dall’acquirente all’agente o all’agenzia immobiliare, per la ricerca e la valutazione dell’immobile, nonché per la conclusione della compravendita;
  • le spese relative all’acquisizione di diritti reali - proprietà piena, nuda proprietà o usufrutto - purché l’immobile venga adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dal rogito.

Non rientrano invece nelle casistiche di detrazione previste a livello normativo:

  • le spese di intermediazione immobiliare per l’affitto, perché la norma richiede espressamente che vi sia l’acquisto dell’immobile;
  • la detrazione delle spese dell’agenzia immobiliare per il venditore, perché il beneficio fiscale spetta esclusivamente all’acquirente.

Affinché si possa approfittare dell’agevolazione, è necessario pagare i servizi tramite metodi tracciabili - bonifico ordinario, bonifico istantaneo, carta di credito o assegno non trasferibile - a seguito dell’emissione di regolare fattura, intestata all’acquirente e completa di tutti i dati identificativi del mediatore.

Qual è la detrazione fiscale per le spese di intermediazione immobiliare nel 2026

L’agevolazione fiscale sui costi per agenti e agenzie immobiliari consiste in una detrazione IRPEF lorda pari al 19% dell’importo sostenuto. È però indispensabile sapere che:

  • esiste un limite alla detrazione delle spese di intermediazione immobiliare, pari a 1.000 euro per ogni anno d’imposta e per ogni singola compravendita;
  • si può, di conseguenza, ottenere un risparmio massimo di 190 euro per ogni singolo immobile.
Intermediazione immobiliare
Freepik

Per poter usufruire della detrazione, la spesa deve essere indicata nell’anno in cui viene effettivamente sostenuta: di solito il riferimento è al rogito e al momento del pagamento. Ancora, in caso di comproprietà, la detrazione delle spese di agenzia immobiliare sulla prima casa deve essere ripartita per le effettive quote di possesso. 

Chi può beneficiare della detrazione

Ma chi può fruire dell’agevolazione? Il beneficio è concesso unicamente alle persone fisiche che acquistano un immobile da destinare ad abitazione principale, purché soggetti a IRPEF. Di conseguenza, possono portare le spese in detrazione all’interno della dichiarazione dei redditi:

  • contribuenti residenti fiscalmente in Italia o, ancora, che comunque presentano la dichiarazione fiscale nel Paese;
  • chi acquisisce una nuda proprietà, un usufrutto o una proprietà piena, purché l’immobile diventi l’abitazione principale entro 12 mesi;
  • comproprietari, in relazione alla propria quota di possesso.

Per contro, non possono invece accedere alla detrazione:

  • venditori, perché l’agevolazione è riferita unicamente ai compratori;
  • chi si avvale di servizi di mediazione per immobili non destinati ad abitazione principale: seconde case, terreni, immobili strumentali o pertinenze acquistate separatamente dalla prima casa;
  • coloro che acquistano l’immobile per scopi diversi, ad esempio come investimento o per concederla in locazione;
  • i contribuenti che non sono assoggettati a IRPEF o che non hanno imposta IRPEF lorda sufficiente da cui detrarre l’onere. È il caso, ad esempio, di chi si trova solo in regime forfettario, senza altri redditi IRPEF.

I documenti necessari per la detrazione

Affinché sia possibile portare l’importo in detrazione, è indispensabile essere in possesso di alcuni documenti che comprovino la regolarità dell’operazione e, ancora, la corretta emissione della ricevuta. In particolare, sono richiesti:

  • la fattura rilasciata dall’agente o dall’agenzia immobiliare, intestata a chi acquista l’immobile, con descrizione della prescrizione, partita IVA e numero di iscrizione REA o al Registro delle Imprese;
  • la prova del pagamento tracciabile, quindi il bonifico, l’estratto conto della carta o la ricevuta dell’assegno;
  • la copia del rogito notarile o della dichiarazione sostitutiva, che collega la spesa all’acquisto dell’abitazione principale;
  • l’eventuale dichiarazione integrativa del mediatore, a conferma dell’importo fatturato, se il rogito non indica l’esatto ammontare.
spese intermediazione immobiliare
Getty images

È importante notare che, a partire dal 2025, non è più obbligatorio indicare l’importo esatto della provvigione nell’atto pubblico, per ragioni di riservatezza: è sufficiente indicare il numero della fattura emessa dal mediatore, accompagnata da una dichiarazione che ne confermi la corrispondenza con la spesa sostenuta.

Come detrarre le spese di intermediazione immobiliare

È infine utile conoscere le modalità per inserire la detrazione all’interno della dichiarazione dei redditi, ricordando che le spese di mediazione:

  • corrisposte nel 2025, verranno inserite nel Modello 730/2026 o nei Redditi PF 2026;
  • versate nel 2026, verranno incluse nel Modello 730/2027 o nei Redditi PF 2027.

A seconda del modello per la dichiarazione, si renderà necessario compilare degli appositi quadri:

  • per il 730, si inseriscono gli importi nel Quadro E - relativo agli oneri e alle spese detraibili - compilando i righi da E8 a E10, inserendo il codice 17 seguito dall’importo sostenuto. Il limite, come spiegato nei precedenti paragrafi, è di 1.000 euro;
  • per il modello Redditi PF, si procede invece nel Quadro RP, nella sezione oneri detraibili al 19%, sempre con il codice 17 per le intermediazione immobiliare.

È bene sapere che la dichiarazione viene riconosciuta direttamente nel calcolo dell’imposta: nel Modello 730 appare già nel rimborso o nella minore imposta a debito, mentre per i Redditi PF viene recuperata a compensazione oppure a rimborso.

È possibile anche avvalersi della dichiarazione precompilata, dove spesso la spesa già compare se il mediatore ha già trasmesso i dati all’Agenzia delle Entrate. In alternativa, ci si può affidare al CAF territorialmente competente o, ancora, al proprio commercialista di fiducia.

Vedi i commenti (0) / Commento

per commentare devi effettuare il login con il tuo account