Passo carrabile: quando si paga e quando non non si paga

Il passo carrabile si paga quando prevede dei manufatti permanenti o l'interruzione del marciapiede: sono però previste esenzioni.
Passo carrabile affisso su una porta
Unsplash

Il diritto d’accesso al proprio stabile con i più svariati veicoli rappresenta un tema che genera spesso confusione, soprattutto in relazione agli oneri dovuti al Comune. Ad esempio, quando si paga e quando non si paga il passo carrabile? Di solito, questo tributo è dovuto quando l’ingresso privato usufruisce di modifiche strutturali sul suolo pubblico, come scivoli o tagli del marciapiede. La tassa, inclusa nel Canone Unico Patrimoniale, comprende l’autorizzazione, il divieto di sosta e i relativi cartelli. Non è invece dovuta se l’ingresso è a filo strada, ma in questo caso non si potrà usufruire dei relativi divieti.

Cosa si intende per passo carrabile

Per passo carrabile - o, ancora, passo carraio - si intende l’accesso che collega una strada pubblica a un’area privata destinata alla sosta dei veicoli, così come definito dall’articolo 3 del Codice della Strada, ovvero il D.Lgs. 285/1992. 

Ai fini fiscali, il riferimento principale resta l’articolo 44 del D.Lgs. 507/1993, che considera passi carrabili i manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale, gli intervalli lasciati nei marciapiedi o qualsiasi modifica del piano stradale finalizzata a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata. In altre parole, possono essere presenti:

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  • un’interruzione del marciapiede o la modifica del piano stradale;
  • un’area che facilità l’ingresso dei mezzi in una proprietà privata;
  • un varco formalmente autorizzato dall’ente proprietario della strada.

In altre parole, il passo carrabile di una proprietà privata rappresenta un’occupazione autorizzata del suolo pubblico. A fronte del pagamento della relativa tassa, e dell’ottenimento dell’autorizzazione da parte del Comune, è possibile esporre il segnale di divieto di sosta, completo del numero di autorizzazione e dell’anno di rilascio.

Accesso o passo carrabile: le differenze

Per evitare confusioni, è inoltre utile distinguere il passo carrabile dall’accesso carrabile. In linea generale:

  • l’accesso indica genericamente qualsiasi varco che consente il passaggio dei veicoli tra strada pubblica e privata, come un cancello, una rampa o l’ingresso di un cortile. Non attribuisce però necessariamente diritti, come la possibilità di esporre il cartello di divieto di sosta;
  • il passo rappresenta invece una figura giuridica formale, ovvero la concessione dell’autorizzazione comunale, con il relativo pagamento del canone e l’affissione del cartello ufficiale.
Cartello di passo carrabile su un portone
Unsplash

Situazione invece diversa è quella delle servitù di passaggio carrabile, dove il divieto di sosta e la libertà di passaggio sono funzionali all’accesso al fondo dominante.

Quando è dovuto il passo carrabile

Sono molti i dubbi che lecitamente sorgono nei proprietari che, disponendo di un accesso alla strada pubblica, si domandano se sia necessario ottenere le relative autorizzazioni. In altre parole, è obbligatorio pagare il passo carrabile?

In linea generale, è semplice comprendere quando si deve pagare il passo carrabile. Il tributo è infatti dovuto in presenza di:

  • manufatti permanenti - come listoni, rampe, cordoli - o dell’interruzione del marciapiede;
  • occupazione visibile e stabile del suolo pubblico;
  • accessi che sottraggono, anche parzialmente, lo spazio alla destinazione pedonale o alla libera circolazione;
  • accessi a uso commerciale o con elevati flussi veicolari, che i regolamenti comunali possono assoggettare a tariffe maggiorate.

Inoltre, anche quando l’accesso è a filo strada, la tassa dovrà essere corrisposta se il proprietario richiede l’autorizzazione comunale per l’esposizione del cartello di divieto di sosta.

È bene ricordare che il passo carrabile si paga ogni anno, all’interno del Canone Unico Patrimoniale istituito dalla Legge 160/2019, entro le scadenze stabilite dai singoli regolamenti comunali. 

Inoltre, per chi si stesse chiedendo quando si paga il passo carrabile nel 2026, si ribadisce che le scadenze variano a seconda del Comune, anche se solitamente cadono a gennaio, ad aprile o a fine maggio.

Quando non si deve pagare il passo carrabile

Per contro, esistono diverse situazioni che non prevedono il versamento di specifici oneri comunali. Ma quando non si paga il passo carrabile? Le principali situazioni di esenzione del pagamento del passo carrabile comprendono:

  • passi carrabili a raso, ovvero a filo strada, che non prevedono manufatti o modifiche del manto stradale. In questo caso, manca una sottrazione concreta di suolo pubblico, come confermato più volte dalla Cassazione, ad esempio con la sentenza 25345/2020. Tuttavia, senza autorizzazione ad esporre il cartello, non si può impedire la sosta altrui;
  • gli accessi a fondi agricoli puri, senza fabbricati;
  • le categorie soggettive protette riconosciute in molti Comuni, come le persone con disabilità per l’accesso all’abitazione o al veicolo adattato, così come enti pubblici, forze dell’ordine, onlus e, spesso, anche associazioni di volontariato;
  • le occupazioni temporanee, di solito assoggettate ad altri tipi di canone.

Quando decade un passo carrabile

Bisogna però sapere che l’autorizzazione al passo carrabile non è eterna, ma può decadere nel tempo. Ciò può accadere per:

  • rinuncia volontaria del titolare, con la restituzione del cartello e la richiesta di rimozione - a proprie spese - del manufatto;
  • mancato pagamento prolungato del canone;
  • modifiche urbanistiche o viabilistiche che rendono incompatibile l’accesso;
  • vendita o cessione dell’immobile, senza subentro o voltura dell’autorizzazione al nuovo proprietario;
  • ordine del Comune per motivi di sicurezza o viabilità pubblica.

La decadenza può avvenire anche per la semplice perdita dei requisiti, come ad esempio il cambio di destinazione d’uso dell’edificio, non seguita da un adeguamento delle autorizzazioni.

Quanto costa il passo carrabile

Uno dei dubbi comuni fra i proprietari riguarda i costi del canone annuale e della relativa autorizzazione a esporre il cartello di divieto di sosta. Ma quanto si paga per il passo carrabile

Costo del passo carrabile
Magnific

Non esiste un importo fisso a livello nazionale, perché ogni Comune può determinare le proprie tariffe. Di solito, si considerano:

  • la superficie occupata;
  • la categoria della zona;
  • la presenza di eventuali riduzioni o maggiorazioni.

La forbice può essere molto variabile: indicativamente, i costi annuali possono oscillare tra i 30 e i 100 euro per un accesso standard.

Come si ripartisce la spesa del passo carrabile

Infine, è necessario comprendere come debbano essere ripartiti i costi di un passo carrabile all’interno di un condominio. Se l’accesso serve tutti i condomini, si applicano i criteri di proporzionalità previsti dall’articolo 1123 del Codice Civile. La spesa andrà suddivisa:

  • fra tutti i proprietari;
  • in base ai millesimi di proprietà.

Se, tuttavia, il passo carrabile è a uso esclusivo di un singolo condomino - oppure di un gruppo ristretto di proprietari - l’assemblea può deliberare, o il regolamento prevedere, che la spesa sia sostenuta solo dagli utilizzatori effettivi.

È bene anche sapere che, in caso di morosità di uno o più proprietari, il condominio è tenuto a risponderne in solido nei confronti del Comune.

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