Bonus casa in calo. La dichiarazione dei redditi 2026, che potrà essere modificata e inviata da giovedì 14 maggio, potrebbe certificare una riduzione del risparmio fiscale. E con la diminuzione delle detrazioni l’imposta può crescere soprattutto oltre 29mila euro. Infatti, gli incentivi sono usati dal 52% dei contribuenti con introiti medio-alti.
Secondo quanto evidenziato dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, dal momento in cui sarà possibile modificare e inviare la dichiarazione dei redditi 2026 molti proprietari di immobili “toccheranno con mano l’effetto – diretto o indiretto – dei tagli varati dai diversi Governi per contenere la spesa pubblica gravata dal superbonus”.
Il quotidiano economico, in particolare, ha indicato quattro fattori che possono ridurre in concreto le agevolazioni a livello individuale e aggregato:
- la naturale scadenza delle vecchie agevolazioni;
- la rata “1” sarà meno diffusa e meno ricca che in quelli di 12 mesi prima;
- la diminuzione della detrazione base dal 2025 al 36% (è rimasta al 50% solo per l’abitazione principale);
- il limite di oneri detraibili per i contribuenti con un reddito oltre i 75mila euro.
Chi perde di più con il taglio delle detrazioni
Ma chi ha maggiori probabilità di imbattersi in una riduzione del risparmio fiscale? Considerando che la detrazione media per ristrutturazioni è 1.784 euro nella fascia di reddito tra 75mila e 120mila euro, arrivando a 2.874 euro nella fascia di reddito tra 120mila e 300mila euro, e sapendo che il limite massimo non conteggia la detrazione, ma la spesa agevolata, che si stima sia circa il doppio, come spiegato dal Sole 24 Ore si tratta di:
- contribuenti oltre i 100mila euro di reddito (per loro il plafond massimo è 8mila euro, anziché 14mila);
- soggetti che hanno fatto grandi lavori abbinando al bonus ristrutturazioni anche l’ecobonus (1.451 di detrazione annua media tra i 75mila e i 120mila euro di reddito);
- persone senza figli (che di fatto dimezzano il limite, ad esempio 4mila euro oltre i 100mila di reddito);
- soggetti che non hanno comproprietari con un reddito sottosoglia (e magari neppure familiari conviventi), con i quali dividere gli oneri detraibili così da non sforare il plafond.
Cantieri più piccoli o rinviati: cosa sta succedendo nel 2026
Il quotidiano economico ha poi posto l’attenzione sul fatto che oggi la spinta ai lavori non è la stessa di quando la percentuale di detrazione era al 50% per tutti. In molti sembrano ridurre il budget o attendere tempi migliori. Una situazione che emerge dai dati sui bonifici del 2025 ricostruiti partendo dal Bollettino delle entrate tributarie e dai dati riferiti ai primi due mesi di quest’anno.
Bonus ristrutturazioni 2026: dal 50% al 36%, cosa cambia
La legge di Bilancio 2026 ha prorogato per l’anno in corso il bonus ristrutturazione, l’ecobonus, il sismabonus e ha confermato il bonus mobili, lasciando fuori il superbonus e l’agevolazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Ma attenzione alla detrazione. Come avvenuto nell’anno passato, infatti, chi ha la residenza nell’immobile ristrutturato ed è proprietario o titolare di un altro diritto reale su quello stesso immobile può ottenere la detrazione del 50 per cento; chi invece non ha la residenza nell’immobile ristrutturato e non è proprietario o titolare di un altro diritto reale su quello stesso immobile può beneficiare di una detrazione del 36 per cento.
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