Riforma del catasto, l’Europa ne discute ancora e chiede all’Italia un intervento

Tra le raccomandazioni presentate al nostro Paese nell’ambito del semestre europeo 2026 si parla anche di revisione delle rendite catastali
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Si torna a parlare della tanto discussa riforma del catasto. Mercoledì 3 giugno la Commissione europea ha infatti presentato all’Italia le sei raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo 2026 e si parla anche di casa. O meglio: di revisione delle rendite catastali. In particolare, è stato sottolineato che il valore al catasto e il prezzo di mercato degli immobili rimangono troppo distanti e che l’aggiornamento dei valori catastali rappresenta una parte di una più ampia riforma delle politiche abitative. 

Quali sono le ultime notizie sulla riforma del catasto

Ricordando l’impegno preso dall’Italia nel Piano strutturale di bilancio, Bruxelles è tornata a porre l’attenzione sul mancato allineamento tra il mercato immobiliare italiano e il suo valore nei registri della pubblica amministrazione e a chiedere una revisione delle rendite catastali. Secondo quanto affermato dalla Commissione europea, le quotazioni catastali “non sono ancora state sistematicamente avvicinate ai valori di mercato”. 

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Sono stati poi espressi dubbi sulle prime case esentate da tassazione “per quasi tutte le classi di proprietà”, cosa che va a generare delle “basse entrate”. Non manca inoltre il riferimento alla “modesta quota di edilizia sociale”, al “patrimonio abitativo pubblico limitato” e alle “liste d’attesa molto lunghe”.

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In sostanza, per mantenere la sostenibilità di bilancio, la Commissione europea ha raccomandato al nostro Paese di “rendere il sistema fiscale più favorevole alla crescita, contrastando ulteriormente l’evasione fiscale, riducendo il cuneo fiscale sul lavoro e le agevolazioni, comprese quelle relative all’imposta sul valore aggiunto, e ai sussidi dannosi per l’ambiente, nonché aggiornando i valori catastali nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche abitative, garantendo al contempo l’equità”. In particolare, Bruxelles ha sottolineato che i valori catastali “non sono ancora stati sistematicamente avvicinati ai valori di mercato”.

Il commento di Confedilizia

La richiesta della Commissione europea è stata subito commentata dall’organizzazione storica dei proprietari di casa, Confedilizia

Tramite una nota, il presidente Giorgio Spaziani Testa ha affermato: “La Commissione europea ha davvero passato il segno. Stavolta, nelle sue raccomandazioni all’Italia, non si è limitata a suggerire al nostro Governo – a due settimane dal termine per il pagamento della patrimoniale sugli immobili da 22/23 miliardi di euro l'anno – di aumentare ulteriormente le tasse sulla casa. Ha fatto di più: ha messo esplicitamente in relazione l’esenzione dall’Imu della gran parte delle abitazioni principali con i problemi di accesso all’alloggio”.

E ha aggiunto: “Inoltre, ha collegato le difficoltà abitative al fatto che l’Italia sarebbe caratterizzata da un’elevata quota di abitazioni non occupate e da una ‘forte presenza’ di affitti brevi. Si tratta di una lettura ideologica e che ignora la realtà italiana. Ancora una volta si preferisce individuare nella proprietà privata il problema anziché riconoscerla come parte della soluzione”.

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