La Grecia non vuole più essere il caso di scuola della crisi, ma il nuovo approdo dei grandi patrimoni. Atene ha varato un arsenale di incentivi fiscali e una trasformazione urbana senza precedenti per catalizzare fondi, gestori e pensionati dall'estero. Sullo sfondo, un Pil in crescita, avanzi primari e un debito in rapida discesa che rovesciano l'immagine del "malato d'Europa". La mossa mette pressione su Milano, punto di riferimento italiano per la finanza e gli investimenti immobiliari di fascia alta.
Le leve fiscali con cui Atene corteggia i grandi patrimoni
Il cuore della strategia è un pacchetto d'imposte pensato per rendere conveniente il trasferimento di persone e attività. La Grecia mantiene una flat tax a 100.000 euro sui redditi prodotti all'estero, mentre in Italia la soglia è stata elevata a 300.000 euro per il medesimo regime.
Per il mondo del private equity e del gestito, il punto di forza è un'aliquota al 5% sul carried interest destinata ai professionisti che spostano la propria operatività nel Paese. A questo si aggiunge una flat tax al 7% per i pensionati provenienti dall'estero, misura capace di spingere anche la domanda immobiliare residenziale in aree costiere e isole. Resta attivo il Programma Golden Visa legato agli investimenti immobiliari.
Un waterfront che cambia la mappa: il progetto Ellinikon
La leva edilizia completa il quadro. Sulla riviera ateniese, nell'area dell'ex aeroporto cittadino, sta sorgendo Ellinikon: un progetto di rigenerazione da 9.000 abitazioni, hotel, uffici e una marina, con la Riviera Tower da 50 piani destinata a ridisegnare lo skyline sul mare.
Non si tratta solo di nuovi volumi, ma di un quartiere vetrina capace di ospitare uffici di gestori, residenze di alto profilo e servizi premium.
I numeri macro: crescita, avanzo primario e debito in calo
Per l'anno in corso il Ministero dell'Economia greco prevede una crescita reale del Pil intorno al 2%, un ritmo doppio rispetto a economie europee mature come il Regno Unito. Le finanze pubbliche mostrano un avanzo primario stimato allo 0,2%, elemento cruciale per la credibilità di medio periodo.
Ancora più significativo è il percorso del debito: dal picco del 200% del Pil toccato nel 2020 si è scesi al 146,1% lo scorso anno, con una traiettoria al 136,8% entro fine anno secondo le proiezioni ufficiali.
Che cosa significa per Milano e per il mercato immobiliare italiano
Se Atene conquista gestori e team internazionali, è plausibile che seguano spostamenti di famiglie, scuole e consumi, con un riflesso su locazioni corporate e residenziali di alta gamma. Milano resta un magnete per infrastrutture, talenti e servizi, ma la concorrenza fiscale greca può rimescolare le carte per una quota di decision maker.
L'innalzamento a 300.000 euro della flat tax italiana per i nuovi ingressi, mentre la Grecia mantiene 100.000 euro, diventa un elemento di confronto in sede di pianificazione patrimoniale e mobilità internazionale. Per il real estate italiano, si dovrebbe monitorare con attenzione se segmenti di domanda estera a redditi elevati dirottano l'attenzione verso la riviera ateniese.
Le ricadute attese su locazioni e compravendite ad Atene
Se i flussi annunciati prenderanno forma, la prima pressione si dovrebbe avvertire sulle locazioni di fascia alta nelle zone centrali e lungo la riviera. La presenza di manager e personale specializzato tende ad alimentare la domanda per immobili nuovi, servizi efficienti e collegamenti rapidi verso poli finanziari e aeroporti.
Le vendite potrebbero beneficiare del canale Golden Visa e della disponibilità di stock in progetti di nuova generazione come Ellinikon. In questo quadro, si dovrebbe osservare nel tempo come si ridisegnano i differenziali di prezzo tra waterfront ateniese e quartieri premium di Milano.
Articolo visto su (italiaoggi.it) Atene sfida Milano sui super ricchi: flat tax a 100mila euro e sconti per attirare fondi e gestori








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