Ex bonus Renzi non ricevuto? Come recuperarlo nel 730/2026

Chi non ha ricevuto il trattamento integrativo in busta paga può recuperare fino a 1.200 euro con il 730/2026, ma serve la dichiarazione integrativa
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Fino a 1.200 euro l’anno, circa 100 euro al mese: tanto vale il trattamento integrativo, noto anche come ex bonus Renzi. Se il datore di lavoro non lo ha pagato nel 2025, perché hai rinunciato o per una dimenticanza, non è perso. Si recupera con la dichiarazione dei redditi, compilando il rigo C14 del 730/2026. Il termine per presentare la dichiarazione dei redditi è scaduto lo scorso 30 settembre, ma per recuperare l’ex bonus Renza resta ancora l’opzione del 730 integrativo da inviare a ottobre.

Cos’è l’ex bonus Renzi e a chi spetta

Il trattamento integrativo ha sostituito il bonus da 80 euro nel 2020. Spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati con reddito complessivo fino a 15.000 euro, a patto che l’imposta lorda superi le detrazioni da lavoro. Tra 15.000 e 28.000 euro spetta solo se alcune detrazioni (lavoro dipendente, familiari a carico, spese sanitarie e altre) superano l’imposta dovuta. L’importo è la differenza tra le due voci. Non è tassato.

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Perché il bonus non arriva in busta paga

I casi più comuni sono la rinuncia al bonus per paura di doverlo restituire, un nuovo lavoro iniziato a metà anno e un cambio di datore di lavoro. Ci sono poi gli errori di calcolo vicino alle soglie. Colf e badanti, infine, non lo ricevono mai perché non c’è un sostituto d’imposta. In tutti questi casi la dichiarazione è l’unico modo per ottenerlo.

Come si recupera il bonus

Il bonus si recupera nel quadro C, rigo C14. Chi presta l’assistenza fiscale ricalcola l’importo su tutti i redditi dichiarati e lo riporta nel prospetto di liquidazione (modello 730-3). Se il datore non ha pagato nulla, non serve una richiesta a parte: il calcolo è automatico.

Dove trovare i dati nella CU 2026

Serve la Certificazione Unica 2026. Secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate riportate da Money.it:

  • Punto 390 (colonna 1 del C14): codice 1 se il bonus è stato erogato, anche in parte. Codice 2 se non è stato riconosciuto o non è stato pagato.
  • Punto 391 (colonna 2): importo erogato. Con il codice 2 la colonna resta vuota.
  • Punto 392: importo riconosciuto ma non erogato. Non va mai riportato nel 730.

Con più CU non conguagliate, nella colonna 1 va il codice 1 se almeno una CU lo riporta. Va il codice 2 solo se tutte indicano 2. Nella colonna 2 si sommano gli importi del punto 391 di tutte le CU. Se un’unica CU conguaglia le altre, si usano solo i dati di quella.

Quando il bonus va restituito

Il bonus va restituito, in tutto o in parte, se il reddito complessivo supera i 15.000 euro senza detrazioni sufficienti, o i 28.000 euro. Succede spesso con due datori di lavoro nello stesso anno, perché ciascuno calcola il bonus sul proprio reddito. Anche chi ha un reddito molto basso, con imposta interamente assorbita dalle detrazioni, può doverlo restituire. La verifica avviene in dichiarazione.

Scadenze: cosa fare se non hai ancora presentato il 730

Il termine ordinario per il 730/2026 era il 30 settembre. Chi lo ha già presentato senza recuperare il bonus può inviare un 730 integrativo, in genere entro il 25 ottobre. Chi non ha presentato nulla può usare il modello Redditi PF 2026, con scadenza indicata al 30 novembre. In entrambi i casi il rimborso non arriva più a luglio in busta paga. Dipende dalla data di invio e dalla presenza di un sostituto d’imposta.

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