Cos’è la categoria catastale F7, come funziona e quali tasse si pagano

Scopri cosa comprende la Categoria catastale F7, quando si applica e cosa prevede per IMU e imposta di registro
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Il gruppo catastale F comprende diverse categorie, ciascuna riferita a una specifica situazione. Tra le altre c’è anche la categoria catastale F7, nella quale rientrano beni esclusi dal novero delle “unità immobiliari” e con caratteristiche diverse rispetto agli immobili classificati nelle categorie ordinarie. La categoria catastale F7 ha delle peculiarità che incidono anche sul modo in cui viene considerata ai fini fiscali. Uno degli aspetti da chiarire riguarda il rapporto tra categoria catastale F7 e IMU, soprattutto per capire quando l’imposta è dovuta. Altrettanto importante è verificare cosa accade in caso di compravendita o altro trasferimento e se per questa categoria si paga l’imposta di registro.

Cosa significa la categoria F nel catasto?

La classificazione catastale degli immobili comprende diversi gruppi, individuati con lettere e numeri, che permettono di identificare la destinazione e le caratteristiche delle unità immobiliari. È bene sapere cosa sono le categorie catastali, tenendo a mente che l’ultimo della lista è il gruppo F, nel quale rientrano alcune categorie catastali particolari.

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Il gruppo F comprende le cosiddette categorie fittizie: si tratta di immobili o porzioni di immobili che, per le loro caratteristiche, non sono idonei a produrre un reddito autonomo e non vengono ordinariamente classificati attraverso una rendita catastale, a differenza delle unità immobiliari appartenenti ai gruppi A, B, C, D ed E, 

Le categorie del gruppo F sono state introdotte per consentire una corretta rappresentazione catastale di situazioni particolari. Molte di queste categorie sono attribuite provvisoriamente, generalmente per un periodo di 6-12 mesi, in attesa che venga completata la procedura prevista o terminata l’esecuzione dei lavori. Nel gruppo F troviamo:

  • F/1, aree urbane;
  • F/2, unità collabenti;
  • F/3, unità in corso di costruzione;
  • F/4, unità in corso di definizione;
  • F/5, lastrici solari;
  • F/6, fabbricati in attesa di dichiarazione;
  • F/7, infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione.
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Cos’è la categoria catastale F7

Parlando del gruppo F, anche al fine di evitare equivoci e quindi errori nella corretta applicazione delle imposte, è importante capire cosa significa categoria catastale F7. Quest’ultima identifica le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, che includono gli elementi di reti destinate alla comunicazione elettronica ad alta velocità, usate per trasmettere dati in banda larga e ultralarga e altre infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione in fibra ottica, in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga.

Per comprendere meglio la categoria F7 del catasto, occorre considerare che questa classificazione non identifica una normale unità immobiliare con una specifica destinazione ordinaria. La categoria F7 riguarda, infatti, infrastrutture che possono essere funzionali alla realizzazione e all'esercizio di reti pubbliche di comunicazione.

Nella circolare n. 18/E dell’8 giugno 2017, l’Agenzia delle Entrate parla delle principali configurazioni delle infrastrutture di reti pubbliche di comunicazioni, facendo riferimento in particolare a tre tipologie di strutture:

  • raw-land: infrastrutture tipiche dei contesti rurali, composte da elementi di sostegno delle antenne, costituiti da pali o da tralicci di altezza variabile, posizionati su un basamento di calcestruzzo armato, appositamente realizzato sul terreno;
  • roof-top: infrastrutture tipiche dei contesti urbani, composte da elementi di sostegno delle antenne, costituiti da paline o da tralicci di altezza variabile, posizionati su terrazze o coperture di fabbricati;
  • co-located: infrastrutture di diversi operatori che condividono gli stessi manufatti già esistenti. 

Caratteristiche della categoria catastale F7 e normativa

La categoria catastale F7 è stata disciplinata dal decreto legislativo n. 33/2016, che ha recepito nell'ordinamento italiano la direttiva europea relativa alle misure per ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità. 

Il suddetto decreto, le cui disposizioni principali hanno effetto dall’1 luglio 2016, ha escluso determinate infrastrutture di comunicazione dal calcolo della rendita catastale. Quanto ai requisiti e alle caratteristiche da segnalare per la categoria catastale F7 troviamo:

  • assenza di rendita catastale: gli elementi delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità, comprese le opere di infrastrutturazione in fibra ottica, sono esclusi dal novero delle unità immobiliari, quindi privi di rendita catastale;
  • funzione prevalentemente infrastrutturale: l’immobile deve servire alla realizzazione, al funzionamento o al supporto delle reti pubbliche di comunicazione;
  • specifico inquadramento catastale: utilizzato quando l'infrastruttura presenta caratteristiche che ne impediscono l'inserimento nelle categorie catastali ordinarie;
  • accatastamento: dal 1° luglio 2016 per le nuove infrastrutture della categoria catastale F7, la dichiarazione in Catasto non è un obbligo generalizzato, ma può essere effettuata facoltativamente, mentre per le infrastrutture già esistenti è possibile procedere all'aggiornamento della situazione catastale attraverso la procedura Docfa;
  • natura non residenziale: questa categoria catastale non identifica abitazioni, né normali locali commerciali o produttivi.

Categoria catastale F7 e IMU: come funziona

In linea generale, le infrastrutture che rientrano nella categoria catastale F7 non costituiscono unità immobiliari autonome ai fini fiscali. Non avendo rendita catastale sono esclusi dal pagamento dell’IMU quei beni sui quali sono installati impianti di comunicazioni.

Da evidenziare, però, che l’esclusione dall’imposta non è automatica e richiede particolare attenzione, perché occorre verificare la natura del bene, la titolarità del diritto reale e soprattutto la disciplina prevista per l'infrastruttura e per l'eventuale area interessata.

In primis, per godere del beneficio fiscale, il bene deve essere variato nella categoria catastale F7, previa presentazione della pratica DocFa, e l’esclusione dall’IMU o il rimborso non può essere antecedente alla data in cui ciò avviene né all’1 luglio 2016, ossia da quando trova applicazione il decreto legislativo 33/2016.

Inoltre, l’IMU può essere comunque dovuta se l'infrastruttura insiste su un'area edificabile che, per le sue caratteristiche e per la disciplina urbanistica, deve essere tassata come tale, come nel caso di immobili non strettamente strumentali all’infrastruttura di rete.

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Categoria catastale F7: si paga l’imposta di registro?

Per il pagamento dell’imposta di registro si può fare un discorso analogo a quello dell’IMU, ma con le dovute differenze. Dal momento che ai beni della categoria catastale F7 non è attribuita normalmente una rendita catastale, per il trattamento fiscale dell’atto bisogna fare riferimento alla natura dell’operazione e alle caratteristiche del bene trasferito.

Se si tratta di una compravendita o di una costituzione di diritti reali, occorre verificare il regime fiscale applicabile all'atto: l'eventuale imposta di registro può essere proporzionale, con aliquota al 9% o differente nei casi previsti, oppure fissa quando l’operazione è soggetta a IVA.

Dal momento che la categoria catastale F7 non attribuisce una rendita catastale sulla quale calcolare l’imposta di registro con il meccanismo del prezzo-valore, per una infrastruttura di telecomunicazione è fondamentale capire che cosa viene effettivamente trasferito:

  • la sola infrastruttura di rete;
  • il terreno sul quale è installata;
  • un diritto di superficie;
  • un fabbricato o locale tecnico insieme all'infrastruttura;
  • un complesso di beni e diritti.

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