Vendita licenza commerciale: come funziona e cosa sapere

Focus sulla vendita della licenza commerciale in Italia: quando è possibile, quanto costa e quali obblighi fiscali comporta.
fogli firma
Freepik

In Italia una licenza commerciale non si può cedere autonomamente, ma passa attraverso la vendita dell’azienda. L’operazione riguarda quindi l’insieme dei beni materiali e immateriali, inclusi elementi come il valore dell’impresa e la clientela, e comporta il trasferimento dei contratti in essere e l’aggiornamento dei titoli autorizzativi. La procedura relativa alla vendita di una licenza commerciale prevede un atto notarile, l’imposta di registro pari al 3% del corrispettivo pattuito e, nel caso di cessione d’azienda, l’obbligo di non concorrenza per massimo 5 anni, salvo diversa pattuizione.

È opportuno rivolgersi a un notaio o a un commercialista per i vari adempimenti: stesura contratto e corretta gestione fiscale, oltre alla presentazione della SCIA al Comune. 

Pubblicità

Cosa succede quando si vende un'attività commerciale?

Vendere un’attività commerciale è un’operazione complessa che coinvolge aspetti giuridici, economici e fiscali. Non si tratta semplicemente della cessione di un’attività commerciale, ma del trasferimento di un insieme di beni materiali e non, che costituiscono l’azienda o, a volte, solo una parte di essa, e in questi casi si parla di cessione di un ramo d’azienda. 

Oltre a conoscere ciò che serve in caso di acquisto di un locale commerciale, è bene sapere che quando si vende un'attività commerciale, avviene un trasferimento di titolarità che coinvolge beni materiali e immateriali, contratti e rapporti di lavoro, con importanti implicazioni legali e fiscali per venditore e acquirente, tra cui la responsabilità per i debiti, il subentro nei contratti e la tassazione delle plusvalenze.

L'acquirente subentra automaticamente nei contratti di lavoro e nei rapporti in essere, mentre il venditore è soggetto a divieto di concorrenza per 5 anni, salvo accordi diversi. La vendita può generare una plusvalenza, soggetta a tassazione ordinaria o separata, mentre chi acquista paga l’imposta di registro, pari al 3% del prezzo pattuito.

Dal punto di vista legale, l’operazione richiede un atto pubblico, ma è anche possibile una scrittura privata per la cessione di un’attività commerciale, a patto che sia autenticata da un notaio e iscritta nel Registro delle Imprese entro 30 giorni, in modo da rendere l’atto opponibile a terzi. 

stretta di mano
Freepik

Cessione licenza commerciale senza azienda: cosa sapere

Quando si vende un’attività commerciale avviene il trasferimento della stessa nel suo complesso, incluso quindi il titolo autorizzativo. Stiamo parlando della licenza commerciale, ossia del permesso rilasciato dalle autorità competenti per esercitare una determinata attività. 

Nell’ordinamento italiano, la licenza è personale e legata all’azienda e all’attività, non alla persona come bene autonomo. Questo significa che la licenza non si può trasferire a terzi direttamente, ma può passare a un altro soggetto solo indirettamente, ossia tramite cessione o d’azienda. 

Un’alternativa è quella del subentro nella licenza commerciale, che avviene quando un nuovo soggetto prende il posto del precedente titolare nell’esercizio dell’attività, a patto che possieda determinati requisiti professionali e morali.

In sintesi, la cessione di una licenza commerciale senza azienda o ramo di essa non è possibile ed è nulla secondo il diritto italiano. Solo dopo l’acquisizione dell’azienda, l’acquirente potrà richiedere alle autorità competenti una nuova licenza o la voltura di quella già esistente. 

Quanto costa una licenza commerciale?

Definire il costo di una licenza commerciale non è un’operazione tanto semplice e immediata, perché il prezzo della stessa dipende da diversi fattori. In linea generale, il prezzo può variare da poche centinaia di euro ad alcune migliaia. Solitamente si parte da un minimo di 200-300 euro, per arrivare a oltre 2.000 euro, toccando somme ben più alte in alcuni casi. I fattori che incidono sul costo di una licenza commerciale sono: 

  • tipo di attività: le licenze per alcune attività particolari, come bar, ristoranti, edicole o tabaccherie, hanno valori molto diversi, soprattutto se soggette a contingentamento numerico, e spesso hanno costi più elevati nel caso di attività con un certo livello di rischio, come accade per la vendita di alcolici;
  • posizione geografica: la localizzazione geografica gioca un ruolo determinante, visto che una licenza in centro città o in una zona turistica avrà un costo molto più alto rispetto a una in periferia;
  • domanda di mercato: se ottenere una nuova licenza è difficile, allora il valore di quelle esistenti cresce, secondo la classica legge della domanda e dell’offerta, vale a dire che quando la prima supera la seconda, si ha un incremento del costo;
  • stato della licenza: a incidere sul costo è anche lo stato amministrativo della licenza, visto che una attiva, senza sospensioni o irregolarità, avrà un valore maggiore rispetto a una inattiva. Lo stesso dicasi di una licenza a lungo termine, il cui prezzo sarà sicuramente più alto di quello di una prossima alla scadenza.
calcolatrice e pc
Freepik

Come calcolare il valore di una licenza commerciale?

A differenza dei beni tangibili, la licenza rientra tra i beni immateriali e il suo valore viene determinato attraverso l’integrazione di criteri economico-finanziari e variabili di mercato. Uno dei più diffusi è il metodo comparativo, noto anche come metodo dei multipli di settore, particolarmente efficace quando sono disponibili adeguati riferimenti di mercato che consentano una stima attendibile.

Questo approccio si basa sul raffronto tra i prezzi di licenze analoghe trasferite nella medesima area geografica e nello stesso settore di attività. Successivamente, un indicatore significativo, come gli utili o il fatturato, viene moltiplicato per un coefficiente tipico del comparto di riferimento.

Il coefficiente moltiplicatore è un fattore numerico usato per stimare il valore economico partendo da un parametro di base. Il valore del coefficiente è legato alla maggiore o minore rischiosità dell’attività, tanto che si parte da 1-2 per un’azienda piccola e rischiosa, per poi salire a 3-5 nel caso di una molto avviata, con un marchio forte e un posizionamento eccellente.

Un’ulteriore metodologia è rappresentata dal criterio reddituale, che valuta la capacità dell’impresa di produrre redditi futuri, dai quali dipende direttamente il valore attribuibile alla licenza. In particolare, tale metodo prende in considerazione i guadagni aggiuntivi resi possibili dalla licenza, attualizzandoli per ottenere il valore economico complessivo.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account

Segui tutte le notizie del settore immobiliare rimanendo aggiornato tramite la nostra newsletter quotidiana e settimanale. Puoi anche restare aggiornato sul mercato immobiliare di lusso con il nostro bollettino mensile dedicato al tema.