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Bad bank, in cosa consiste l'accordo tra Italia e Ue

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

Cinque ore di negoziato finale per raggiungere l'accordo che l'Italia inseguiva da mesi con l'Unione Europea, con l'obiettivo di liberare i bilanci delle proprie banche dai crediti deteriorati, i cosiddetti Npl (Non performing loans). Il vertice a Bruxelles tra il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e la commissaria alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager, si è concluso con la soddisfazione espressa da entrambi.

Un meccanismo di garanzia pubblico

Il titolare del dicastero di via XX Settembre ha affermato che l'intesa consente di varare “uno strumento molto utile che completa la scatola degli attrezzi italiani per gestire i crediti in sofferenza”. Si tratta di un meccanismo di garanzia pubblico volto a spingere le banche ad alleggerire i bilanci dalle attività ormai ritenute inesigibili. E a farlo il più in fretta possibile. Il meccanismo individuato per evitare di essere redarguiti per aver dato vita ad “aiuti di Stato”, infatti, prevede un'onerosità crescente per ottenere l'impegno pubblico.

"La tecnica usata sarà quella della cartolarizzazione"

I tecnici della commissione europea hanno spiegato che la tecnica usata sarà quella della cartolarizzazione, ovvero l'emissione di obbligazioni che abbiano come sottostante proprio quei crediti deteriorati di cui le banche devono “disfarsi”. È ovvio che il loro valore attuale è bassissimo, data la difficoltà a esigerli, e senza una garanzia verrebbero venduti molto male. Da qui l'intervento dello Stato che, secondo quanto affermato dalle autorità, avverrà “a prezzi di mercato” per evitare di incorrere in infrazioni. Vale a dire che, per chi riceve la garanzia, l'operazione deve avere un costo, che si calcola in percentuale dei crediti cartolarizzati. I dettagli tecnici vanno ancora messi a punto, ma a quanto pare esso sarà tanto più gravoso quanto più passerà del tempo prima che la banca riesca a sgravare i suoi bilanci delle fastidiose poste.

Niente oneri per le casse pubbliche

Secondo il Ministero dell'Economia, non ci saranno oneri per le casse pubbliche. Anzi, “si prevede – recita una nota diffusa in mattinata - che le commissioni incassate siano superiori ai costi, e che vi sia pertanto un’entrata netta positiva”.

Il Mef chiarisce, inoltre, che dalla garanzia pubblica sono escluse le “obbligazioni spazzatura”. Il “timbro” statale arriverà, infatti, solo se i titoli oggetto di cartolarizzazione “avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’Investment Grade, da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla Bce”.

Dove confluiranno i crediti in sofferenza

I crediti dei quali si libereranno le banche non confluiranno in un'unica “bad bank” che faccia da solo raccoglitore di tutte le sofferenze, come si era ipotizzato in precedenza, ma viaggeranno verso diverse Spv (Special urpose vehicle), entità separate e con management autonomo, che provvederanno alla cartolarizzazione e alla vendita, successivamente, sul mercato. Prime a muoversi sono state Banca Akros e Prelios Credit Servicing, annunciando ieri stesso l’avvio di una piattaforma per la cartolarizzazione dei crediti in sofferenza delle banche italiane. Alla quale hanno già aderito sei istituti.