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Le 10 cose più temute dai risparmiatori in merito alla sicurezza dei loro soldi

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Autore: Carlos Salas (collaboratore di idealista news)

Tutti abbiamo un conto corrente. E tutti abbiamo piccoli, medi o grandi risparmi. Ricchi o poveri, i timori sono gli stessi. Cosa succede se un giorno mi dovessi ritrovare senza niente? Anche il più grande esperto di investimenti ha una regola chiara: i nostri soldi non sono sicuri da nessuna parte. Ecco i principali dieci timori che ci spaventano quando pensiamo ai nostri risparmi.

  • Che la banca non tenga. Si dice che il sistema bancario italiano sia solido, ma i fatti di cronaca hanno fatto serpeggiare una certa diffidenza e preoccupazione tra i correntisti. E la paura che la banca possa andare a “gambe all’aria” non è poi così remota.
  • Che le nostre azioni si rivelino un pasticcio. Il mercato azionario è pieno di imprevisti e quando si investe in azioni bisogna essere pronti a tutti. Affidarsi a un professionista che conosca il mercato è indispensabile, ma questo spesso non basta. Il rischio qui è di casa.
  • La bolla immobiliare. L’investimento immobiliare è sempre stato ben visto. Ma la bolla immobiliare scoppiata qualche anno fa e tutto quello che ne è conseguito ha fatto tirare il freno a molti. La paura dello scoppio di una nuova bolla immobiliare, rende tutti molto più cauti.
  • I disastri naturali. Un disastro naturale può polverizzare in un attimo tutti i nostri risparmi. E, di recente, il nostro Paese ha assistito a diverse di queste catastrofi.
  • Che lo Stato esaurisca i fondi. La pensione è un miraggio e sono sempre di più coloro che, una volta raggiunto il traguardo, decidono di spostarsi all’estero. Le nuove generazioni devono fare i conti con il fatto che la loro pensione sarà proporzionalmente inferiore rispetto a quella della generazione precedente. E risparmiare diventerà sempre più arduo.
  • Le separazioni. Anche i matrimoni che si rompono danno un duro colpo alla capacità di risparmio di una persona. Quando si affronta una separazione bisogna fare i conti con tutta una serie di variabili economiche che poco spazio lasciano alla possibilità di mettere da parte qualcosa.
  • Il licenziamento. La fonte principale dei nostri risparmi è il reddito da lavoro dipendente o autonomo. Se si viene licenziati, i risparmi subiscono necessariamente un duro colpo.
  • Le spese impreviste. Pensiamo all’auto gravemente danneggiata o alla necessità di intraprendere un lungo viaggio per visitare una persona cara. Se non si ha qualche risparmio a disposizione ci si trova di fronte a un problema non di poco conto.
  • Le lettere del Fisco. Quando il Fisco ci scrive sale la paura. Potremmo aver commesso qualche errore con la dichiarazione dei redditi, non aver pagato qualche tributo. Oppure potrebbe essersi verificato un errore. Ma se così non dovesse essere, bisogna essere pronti a dire addio ai propri risparmi.
  • Uno sconvolgimento politico. Non è un fatto consueto nei Paesi europei. Ma basta anche che cambi semplicemente la situazione politica per avere nuove leggi, nuove tasse e nuove spese.